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Ansia da prestazione: il 50% degli italiani teme di non farcela

Ansia da prestazione: il 50% degli italiani teme di non farcela

Ansia da prestazione, paura di non essere all’altezza durante un rapporto sessuale, più in generale, paura di deludere le donne a letto. Un uomo italiano su due soffre di ansia da prestazione, almeno una volta nella vita. E circa il 30 per cento dei maschi è assillato da problemi di disfunzione erettile. Il mito del “maschio latino” è in crisi, di fronte a una donna italiana percepita sempre più come dominante, troppo esigente. E per un numero crescente di uomini giovani , tra i 30 e 40 anni, la sessualità diventa un percorso in salita all’insegna di una meta irraggiungibile: essere uomini perfetti.

Suggestione o realtà? Un po’ tutt’e due, secondo gli psicosessuologi. I dati restituiscono la fotografia di un uomo moderno che cerca, sì, di adattarsi ai cambiamenti che sono avvenuti nella coppia e nella società, ma con difficoltà. Gli uomini sotto i 40 anni, oggi, si sentono sotto forte pressione da parte delle compagne, mogli, partner. Sentono di dover soddisfare una donna sempre più esigente, che vuole “l’uomo perfetto”.  Accade, secondo gli specialisti, ad almeno il 50 per cento degli uomini. E se si restringe alla fascia di maschi tra i 19 e i 39 anni, la percentuale di chi si sente in difficoltà, perché la donna è troppo dominante, supera il 40 per cento.

L’ideale dell’uomo perfetto e ansia da prestazione

Doversi confrontare con esigenze femminili più alte rispetto alle generazioni passati genera insicurezza. Per questo il “mito” del maschio latino, sempre pronto e sempre capace di sedurre e soddisfare la sua partner mostra delle crepe. I fattori di stress sono molteplici: la necessità di rispondere alle aspettative sociali, relazionali e familiari.

L’uomo sente di doversi affermare nel ruolo pubblico e lavorativo (come è sempre stato) sia nella sfera privata, dove si deve confrontare con una partner intraprendente, che chiede esplicitamente, sia nel sesso sia nell’organizzazione della vita di coppia. Una donna che sa cosa vuole e non ha problemi a esprimerlo. Ecco allora delinearsi l’immagine ideale ma opprimente dell’uomo perfetto.

Per la donna di oggi uomo perfetto significa marito cortese, uomo di successo nel lavoro, padre attento e premuroso, abile amante. Una parte significativa di maschi  pensa che la donna stia diventando dominante nel rapporto di coppia. E questo ha conseguenze negative importanti nella vita sessuale, addirittura a partire dai preliminari.

Ansia da prestazione e grande stress si ripercuotono, in modo continuato o sporadico, sulla sfera sessuale. Secondo i dati degli specialisti, almeno un uomo su tre ha sofferto di una o più disfunzioni sessuali:

– il 34 per cento di disfunzione erettile

– il 29 per cento di eiaculazione precoce

– il 28 per cento di calo del desiderio

– il 24 per cento di ansia da prestazione

– il 22 per cento di incapacità di raggiungere l’orgasmo.

Ma la donna è davvero dominante tanto da causare ansia da prestazione?

Questa idea, secondo gli psicosessuologi, è in parte reale e in parte frutto della percezione individuale degli uomini.

C’è stato sicuramente un cambiamento reale nelle ultime 2/3 generazioni femminili: un cambiamento dei costumi, soprattutto dal punto di vista della sessualità, ha consentito alla donna di diventare più libera, più consapevole e, per questo, anche più esplicita ed esigente in campo sessuale.

Gli uomini sanno bene che le loro partner hanno avuto esperienze, relazioni diverse, più di un amante: fino a pochi decenni fa, ancora, questa esperienza sessuale non c’era oppure veniva negata dalla donna, non era cosa da sbandierare ai 4 venti. Oggi non è più considerata cosa di cui vergognarsi.

Gli uomini percepiscono il cambiamento, accettano anche la nuova parità dei ruoli, ma non sempre sanno come gestirla. A volte si sentono schiacciati, molte altre avvertono la pressione del confronto con gli altri maschi.

C’è però anche una buona dose di percezione personale, in quest’idea di donna “virago” nel rapporto.

Saper chiedere infatti non significa, per forza, voler dominare. Ma su questa linea, a volte sottile, alcuni uomini “inciampano” a causa delle proprie insicurezze.

Può trattarsi di paure passeggere, oppure di di una insicurezza che si portano dentro fin dalla prima giovinezza e che riemerge, creando fantasmi che provocano ansia, quando hanno di fronte una partner con le idee chiare e nessun problema a esprimerle, che si tratti di sesso o di relazione.

Perché i 40enni sono i più soggetti all’ ansia da prestazione?

Perché così tante difficoltà negli uomini relativamente giovani, nei 30enni e 40enni? Loro, più dei padri, dovrebbero essere ormai abituati a una donna moderna, più libera.

In teoria sì sono più abituati. Nella pratica però sono proprio i 40enni a dover sopportare una pressione enorme e a tutto tondo.

I 40enni si trovano infatti in quella fase della vita in cui è richiesta una prestazione alta sotto tutti i profili:

  1. sul lavoro e in società devono ottenere affermazione o comunque rendere al massimo;
  2. nella coppia, sono nel pieno dell’età riproduttiva;
  3. se ci sono figli, devono essere dei padri presenti e attenti.

Più dei giovani o degli uomini più anziani, dunque, i 40enni si trovano sotto pressione. E avere accanto una partner con chiare esigenze, che non risparmia, se necessaria, richieste e critiche, crea loro ulteriore stress.

Cambiare il punto di vista aiuta

Avere a fianco una donna più esigente, anche nel sesso, non deve per forza creare insicurezza.

Secondo gli psicosessuologi basta che gli uomini cambino prospettiva, che “approfittino” della nuova realtà invece di sentirsi messi in discussione.

Il saper chiedere nel sesso è un atteggiamento che ormai riguarda entrambi i sessi: uomini e donne. Entrambi hanno esigenze e curiosità diverse e più ampie che in passato.

Una partner femminile che esprime liberamente i propri desideri, che apprezza ma anche critica, rende semplicemente la trattativa di coppia più aperta: è una occasione utile e creativa per allargare la propria intimità e lo scambio erotico, sia in una coppia stabile sia negli incontri sporadici.

Se l’uomo fa questa riflessione e accetta l’idea, insomma, questa è una occasione per arrivare a una sessualità (e a una vita, in generale) più ricca, più espressiva e divertente. E questo fa bene non solo all’uomo ma alla vita di relazione, rendendola più longeva e resistente alle usure della routine.

Qualche volta per vincere l’ansia da prestazione servono i farmaci

L’ultima generazione di farmaci per la virilità offre, secondo gli psicosessuologi, notevoli vantaggi agli uomini che soffrono di disfunzioni sessuali di origine psicologica e non organica.

Si sciogliolgono in bocca, come una piccola caramella (orodispersibile), non interferiscono con le bevande e hanno un’azione rapida.

Questi dettagli sono di grande aiuto per l’uomo che va in ansia di fronte a un possibile incontro amoroso perché risponde a un bisogno molto importante degli uomini: la discrezione.

Gli psicosessuologi tendono a consigliarla soprattutto quando c’è una situazione “da sbloccare”: superare la momentanea difficoltà sessuale rassicura l’uomo e gli consente di lavorare più serenamente sui problemi che hanno provocato quella disfunzione (che siano personali, di coppia o di salute); la mentina dell’amore, in sostanza, consente di lavorare meglio nella terapia psico-sessuologica.

 

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