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Cardiochirurgia Robotica: smartglasses e robot per intervento di bypass

Cardiochirurgia Robotica: smartglasses e robot per intervento di bypass

Per l’Italia delle eccellenze scientifiche e mediche, una “prima” tecnologica mondiale in sala operatoria.

Nell’Ospedale Humanitas-Gavazzeni di Bergamo, per la prima volta in Cardiochirurgia (altri interventi a distanza si sono fatti di recente, ma mai con questa tecnologia associata) ecco l’uso degli smartglasses, gli occhiali provenienti dalla tecnologia militare, utilizzati insieme al robot “Da Vinci” per un intervento di bypass coronarico.

Il dottor Alfonso Agnino, il cardiochirurgo qui responsabile della Cardiochirurgia Robotica, ha eseguito con questa rivoluzionaria tecnica un’operazione a cuore battente, in collegamento attraverso piattaforma digitale dedicata con il professore Wouter Oosterlink, da Leuven (Belgio), comodamente seduto nel suo studio dell’Università “Sacro Cuore” della cittadina fiamminga.

Cardiochirurgia Robotica: l’operazione

L’operazione di bypass coronarico a cuore battente in minitoracotomia è eseguita in regime di Cardiochirurgia Robotica.

Il paziente è stato estubato in sala operatoria e il decorso si è presentato privo di complicanze.

“Si è generata un’interazione immediata, costante e concreta”, spiega il dott. Agnino.

“In tempo e in modalità sincrona sotto tutto i punti di vista, tranne forse quello ‘materiale’, ma direi nemmeno.

Il professor Oosterlink è stato, infatti, ‘percepito’ anche come fisicamente presente in sala operatoria, materializzato in un ologramma proiettato all’interno del visore.

È stata un’operazione in un certo senso ‘storica’, che ha messo in comunicazione diretta professionisti della cardiochirurgia distanti migliaia di km, attraverso l’interazione dei più sofisticati sistemi tecnologici oggi a nostra disposizione: gli smartglasses e il robot.

Una soluzione al limite del nostro mondo virtuale, con la ‘materializzazione’ del professionista esterno, risultato partecipe attivo dell’intervento e del nostro impiego dei joystick della consolle del robot”.

Gli smartglasses sono occhiali “intelligenti” nati in ambito militare.

Funzionano grazie a una tecnologia di telecomunicazioni a banda larga, si collegano a uno smartphone e hanno una telecamera con zoom ottico ad alta definizione che offre all’operatore una visione reale del campo visivo.

Tramite mini-monitor e sistema audio integrato, hanno permesso lo scambio di informazioni e visualizzazione tra il dottor Agnino e il professor Oosterlink in tempo reale, avvalendosi di una connessione wifi.

Dalla sala operatoria del Gavazzeni di Bergamo, sono stati trasmessi anche i segnali video delle tecnologie presenti in sala (il “Robot Da Vinci” e le tecnologie connesse) e il video panoramico della sala.

Il sistema di tecnologie impiegate soddisfa i più elevati standard di qualità e anche di privacy, in conformità con la normativa GDPR e HIPPA.

Il futuro tecnologico in medicina

“Da qui a breve, ci attendiamo un’altra rivoluzione”, dice il dottor Agnino.

“La capacità di prendere ‘in mano’ le manovre del robot da un altro robot gemello che potrà così “operare” da un’altra parte del mondo.

Sarà presto realtà, dunque, la possibilità di fare operazioni a 4 mani, anzi a 8, considerando i 2 joystick disponibili per ogni robot.

Con le sue\nostre mani bioniche capaci di ‘manovre’ perfette, come ruotare a 360 gradi senza alcun tremolio, con una precisione assoluta che permette anche di invertire le mani, con la destra come fosse la sinistra e viceversa.

La rivoluzione è epocale, e non solo pratica, chirurgica, interventistica, quanto anche di metodologia e di ‘teaching’, di formazione e insegnamento.

Noi medici abbiamo l’obbligo morale, ancor prima che istituzionale, di formare le nuove generazioni che un domani saranno chiamate a curare noi, i nostri figli, i nostri nipoti.

Sono enormi anche in questo senso le prospettive e le opportunità che questa nuova tecnologia potrà offrire in termini di apprendimento, formazione, specializzazione”.

 

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