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Cefalea e cambio di stagione. Esiste davvero una correlazione?

Cefalea e cambio di stagione. Esiste davvero una correlazione?

L’esistenza di una relazione tra cefalea e cambio di stagione è un argomento molto discusso perché, se da un lato alcuni esperti sono convinti che non ci sia un legame, dall’altro quasi due milioni e mezzo di italiani (per la maggior parte donne) soffrono per il mal di testa soprattutto nel cambio di stagione.

L’opinione popolare, ma non solo, è che questo problema sia legato alle variazioni climatiche tipiche delle stagioni intermedie. In effetti umidità, temperatura e pressione, secondo alcune ricerche potrebbero influenzare diverse sostanze chimiche (neurotrasmettitori cerebrali) implicate nelle nostre reazioni ormonali che, in alcune persone, hanno come conseguenza l’insorgenza di sintomi precisi: ansia, cefalea, affaticamento, disturbi del sonno).

In particolare, i cambiamenti climatici vengono associati soprattutto al mal di testa. Uno studio dell’Università di Vienna, pubblicato sulla rivista scientifica Cephalalgia, ha però dimostrato che non esistono evidenze scientifiche per provarne una correlazione. I risultati della ricerca clinica, infatti, non hanno fornito risultati univoci, anzi. L’influenza dei vari fattori climatici (pioggia, vento, pressione barometrica, temperatura) agisce in maniera diversa sul benessere della persona a seconda dell’ora del giorno: in alcuni casi aumentando la frequenza degli attacchi di cefalea, in altri riducendoli.

Cefalea e cambio di stagione: quando i fatti battono le teorie

Se non esistono prove scientifiche a giustificare un legame tra cefalea e cambio di stagione è però innegabile che i bruschi cambiamenti di temperatura, tipici delle stagioni intermedie, sottopongano il nostro organismo a uno stress che spesso compromette il nostro sistema immunitario.

Non a caso da sempre gli esperti consigliano di assumere integratori multivitaminici proprio in questo periodo. Il nostro corpo deve adattarsi rapidamente all’arrivo del grande caldo o del grande freddo e questo comporta anche importanti variazioni a livello organico. Tanto per fare un esempio, in primavera la maggiore esposizione alla luce (anche per via dell’introduzione dell’ora legale) riduce il livello di produzione della melatonina, che ha effetti rilassanti, mentre d’autunno, l’abbassarsi della temperatura stimola la tiroide a lavorare di più.

L’influsso del cambio stagionale può avere un impatto importante sia sulla fisiologia che sull’umore: in questi casi si parla di meteoropatia. Esiste, tanto per fare un esempio pratico, la meteoropatia da scirocco (il vento caldo che soffia da sud-est), dovuta all’energia elettrostatica presente nell’aria e che amplifica, nelle persone predisposte, tensioni emotive, nervosismo e mal di testa.

Le persone maggiormente sensibili alle mutazioni meteo nei cambi di stagione sono i bambini, gli adolescenti, gli anziani, le persone emotivamente più fragili e chi soffre di malattie croniche soprattutto a carico dell’apparato muscolo-scheletrico (in seguito a traumi o malattie degenerative come l’artrosi). Altri soggetti a rischio sono coloro che abusano di sostanze come l’alcol, gli eccitanti, i farmaco-dipendenti, gli individui particolarmente stressati e stanchi fisicamente.

Cefalea e cambio di stagione, che fare per limitare gli attacchi:

  1. La prima cosa da ricordare è rispettare il ritmo sonno-veglia evitando le full immersion sotto le coperte durante il fine settimana. Per mantenere un buon equilibrio circadiano bisogna rispettare gli orari sia la sera che il mattino. Ci si corica e ci si alza sempre, più meno alla stessa ora.
  2. Un altro consiglio degli esperti è ridurre lo stress, infatti il cortisolo, conosciuto anche come ormone dello stress, produce ansia e abbassa drasticamente la produzione cerebrale di endorfine, sostanze che agiscono come veri e propri antidolorifici naturali. Quando le endorfine si abbassano anche una leggera cefalea viene percepita con maggiore intensità. Inoltre è bene concedersi, almeno quando il tempo lo permette, lunghe passeggiate all’aria aperta. Sono un ottimo sistema per rilassarsi e rimettere in moto la produzione di endorfine.
  3. E’ parere comune dei medici che l’adozione di una postura corretta sia determinante nello scongiurare l’insorgere del mal di testa. Quindi per evitare gli attacchi di cefalea è opportuno mantenere la colonna vertebrale ben allineata, evitando soprattutto di stressare le vertebre cervicali e i muscoli del collo e delle spalle. Attenzione a controllare le posture che si mantengono per ore, per esempio al lavoro, davanti al computer, alla scrivania, in macchina, in piedi dietro un banco e così via.
  4. Non esistono al momento chiare evidenze a dimostrare che il dolore da cefalea tensiva possa essere legato a contrattura o tensione muscolare nella regione cervicale, tuttavia le più recenti indicazioni vanno verso questa direzione. D’altra parte, i fisioterapisti sanno bene che gli episodi di cefalea diminuiscono rilassando i muscoli del collo. Altrettanto comune è vedere comparire l’emicrania dopo un trauma alla cervicale, una distorsione del collo o il colpo di frusta, per esempio.
  5. L’esperienza conferma che un forte stato di contrazione dei muscoli delle spalle e del collo è strettamente correlato con la cefalea. Per ridurre la contrazione muscolare in questa zona esistono dei dispositivi medici che stimolano la circolazione con un micromassaggio e sviluppano calore terapeutico che scioglie la contrattura e quindi, indirettamente, alleviano il mal di testa.
  6. Non dimentichiamoci che il mal di testa si previene anche a tavola: un’alimentazione scorretta può avere ricadute sulla salute dei muscoli e delle altre strutture (cartilagini, legamenti, tendini) che tenderanno ad infiammarsi. Ciò è vero soprattutto per i muscoli del tratto cervicale i più sollecitati dello scheletro. Una dieta variata che punti soprattutto sul consumo di frutta e verdura (es: 5 porzioni tra prugne rosse, frutti di bosco, spinaci, broccoli, cavolo verza, ecc) olio extravergine d’oliva e di girasole, altre sostanze antiossidanti (2 tazze di tè verde o caffè), ma anche cioccolato, centrifughe di arancia, limone e carota, hanno dimostrato di ridurre notevolmente l’infiammazione. Ottimi anche i semi oleosi.

 

 

 

 

 

 

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