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Diabetici riluttanti a intensificare l’insulina

Diabetici riluttanti a intensificare l’insulina

L’insulina è un peso per il diabetico, nonostante l’abitudine nell’assumerla.

Lo dimostra uno studio sulla percezione del controllo, che ha messo in risalto come medici e soggetti con diabete di tipo 2 si rapportano alla malattia.

Ma qual era lo scopo della ricerca? Analizzare come medici e persone con diabete di tipo 2 definiscono il controllo del diabete, identificano gli ostacoli fra il paziente e l’obiettivo di cura, percepiscono l’impatto del diabete di tipo 2 non controllato sulla vita quotidiana. Ci si è chiesti, quindi, se fossero disposti a intensificare la terapia con insulina.

Il risultato è chiaro: le persone con diabete di tipo 2, sottoposti a un’unica somministrazione serale di insulina, associata ad altri farmaci antidiabetici nel corso della giornata non aumenterebbero volentieri le iniezioni, passando a più somministrazioni nell’arco di 24 ore. Ciò avviene quale che sia il parere del medico.

Diabetici riluttanti a intensificare l’insulina: ecco le ragioni

Le ragioni principali dell’atteggiamento dei pazienti sono il timore di aumento del peso causato dall’insulina (45%), il rifiuto ad accettare il peggioramento della malattia (44%), la paura dell’ipoglicemia (41%) e semplicemente il non volersi sottoporre a più iniezioni al giorno (41%).

Anche il medico, del resto, non incrementa di buon grado il numero di somministrazioni di insulina, principalmente per il fatto che i pazienti non si dimostrano d’accordo con la modifica della cura (62%) e per il timore che questo possa causare episodi di ipoglicemia (46%), specialmente in relazione al tipo di lavoro svolto dal paziente (54%). Che cosa preoccupa i medici? Consigliare un’intensificazione della cura in persone con malattie o alterazioni dello status mentale (48%), scarse capacità cognitive (46%) o in caso di dubbio sulla corretta adesione alla cura (41%).

Aumentare le somministrazioni di insulina: la parola all’esperto

Meryl Brod, sperimentatore principale del progetto di ricerca, si è espresso in questo modo: “Capire in che modo medici e pazienti prendano decisioni a proposito dell’intensificare la cura con l’insulina può migliorare il rapporto e il dialogo tra medico e paziente e favorire, laddove necessario, questo delicato passaggio nella vita di una persona con diabete. Rispondere alle preoccupazioni dei pazienti, fornendo loro più informazioni, può facilitare questo processo, aumentando il numero di chi decida di accettare di cambiare la propria terapia per raggiungere un miglior controllo del diabete”.

Insulina e studio sulla percezione del controllo: i dati

Lo studio si basa su informazioni raccolte per mezzo di un sondaggio online svolto tra 300 medici e 1.012 adulti con diabete di tipo 2 non controllato (con valore di emoglobina glicata, HbA1c superiore a 8%) da un trattamento con insulina basale (cioè con più somministrazioni) in Gran Bretagna, Svezia e Svizzera.
Un gruppo di controllo era poi formato da 295 adulti con diabete di tipo 2 controllato (con valore di emoglobina glicata, HbA1c inferiore a 7.5%), sempre da un trattamento con insulina basale.

Riluttanza a maggiori somministrazioni di insulina, ovvie considerazioni

A che cosa può servire questa affermazione sull’assunzione dell’insulina, che a qualcuno può sembrare ovvia e consequenziale? A rendere più semplici le terapie, in modo che più agevolmente il paziente possa aderirvi. Una quantità maggiore di insulina può rendere la cura più efficace, ma forse bisogna guardare alla maniera nella quale essa viene somministrata e agli effetti collaterali, immedesimandosi nel diabetico.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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