Home / Salute / Ferrara, da settembre, diventa Città della prevenzione
Ferrara, da settembre, diventa Città della prevenzione

Ferrara, da settembre, diventa Città della prevenzione

Ormai è una certezza scientifica: l’85% delle malattie cardiovascolari e il 40% di quelle oncologiche possono essere evitati adottando uno stile di vita sano, tradotto in poche parole  significa niente fumo, attività fisica costante e dieta corretta. Addirittura lo studio internazionale  INTERHEART, condotto in 33 Paesi, ha dimostrato che, se riuscissimo a cambiare gli stili di vita e quindi modificare i  fattori di rischio cardiovascolare della popolazione mondiale, potremmo prevenire fino al 90% delle malattie cardiovascolari. Eppure, nonostante le conferme, gli sforzi dedicati alla prevenzione sono minimi: a livello Europeo questo capitolo rappresenta appena il 3% della spesa sanitaria e in Italia la percentuale è ancora più bassa.

La svolta viene dall’Italia: per la prima volta al mondo un’intera città, Ferrara, viene cablata per raggiungere tutta la popolazione con un progetto educativo di sensibilizzazione a 360 gradi in che comporta il calcolo del rischio cardiovascolare e oncologico, corsi e lezioni sui corretti stili di vita e ambientali con strumenti ad hoc e un camper che si sposterà nelle piazze. Contemporaneamente, il progetto prevede un monitoraggio puntuale dell’ambiente, della purezza dell’aria e dell’acqua, e la promozione per l’utilizzo delle energie naturali alternative.

Da settembre Ferrara diventa Città della prevenzione, con una collaborazione stretta tra il Comune, le Istituzioni cittadine, le Fondazioni, le varie Facoltà dell’Ateneo, le ASL e gruppi privati quali S2A (salute, sostenibilità, alimentazione, ambiente).

Si tratta di un progetto nazionale che coinvolgerà numerosi comuni italiani, ed è appena stato presentato al Congresso europeo di Cardiologia (ESC, European Society of Cardiology), in corso a Roma fino a domani  31 agosto con la partecipazione di 35mila esperti. “Ferrara presenta un territorio ideale per passare dalle parole ai fatti e per dare il via a questa iniziativa ambiziosa, unica a livello internazionale. Si rivolge ai cittadini di tutte le età e di ogni strato sociale”, ha detto il prof. Roberto Ferrari, direttore della Cardiologia all’Università di Ferrara e past president ESC. “La città ha le caratteristiche ideali per questo studio: 133mila abitanti circa, 29 scuole elementari, 11 medie e 11 superiori. Ha un’Università prestigiosa, inserita nel tessuto sociale e un Centro di Ateneo per la Prevenzione della Salute Sociale, Medica ed Ambientale in cui uolo sarà coordinare le varie facoltà a lavorare in gruppo per la prevenzione”.

Città della prevenzione e delle biciclette

Ferrara è nota per essere il centro urbano con la maggior diffisione di biciclette: il mezzo preferito per muoversi anche dalle persone anziane. È un’importante centro di produzione di frutta e verdura e pesce azzurro, altro caposaldo della prevenzione. Presenta una struttura architettonica, 9 Km di mura medievali e il verde urbano, molto diffuso, dove la popolazione può dedicarsi agevolmente ad attività come camminare o correre. Vi sono dunque elementi e sinergie che possono fare di Ferrara la città ideale per questo progetto: dimensioni, caratteristiche, economia e cultura, il primo esempio vivente di promozione e prevenzione della salute, un modello esportabile in altri capoluoghi.

Le iniziative che faranno di Ferrara la Città della prevenzione sono molteplici. Tra le altre, quella che vede medici specializzandi di varie branche della Medicina, assegnisti e borsisti dei vari Dipartimenti dell’Ateneo ed esperti di comunicazione (preparati ad hoc nell’ambito del Master sulla Prevenzione) terranno corsi e lezioni per tutte le scuole elementari, medie, superiori che riguarderanno in particolare quattro temi: rischi legati al fumo, la scorretta alimentazione e i danni dell’alcol, la sedentarietà e il ruolo delle vaccinazioni.

“In questo modo sarà possibile raggiungere l’intera popolazione scolastica di ogni ordine e grado e, attraverso gli studenti, la grande maggioranza delle famiglie”, spiega Roberto Ferrari.

Per coinvolgere le persone più mature, in particolare gli over 65, si terranno lezioni nei centri anziani. “Modificare abitudini sbagliate anche nella terza età determina risultati positivi sullo stato di benessere”, commenta il prof. Francesco Romeo, presidente SIC (Società Italiana di Cardiologia), che promuove il progetto.

La città della prevenzione e il calcolo del rischio

Un’ altra importante iniziativa è l’app della Carta del Rischio dei cittadini attraverso la quale sarà possibile calcolare le probabilità, nei prossimi 10 anni, di ammalarsi o avere un incidente cardiovescolare grave (infarto o ictus) o oncologico. “Questo calcolo avviene attraverso la raccolta di alcune informazioni personali (età, fumo, diabete, peso, sedentarietà, girovita), la misurazione della pressione arteriosa, della colesterolemia totale e della glicemia. Al termine viene quantificato il rischio con un software computerizzato”, spiega Francesco Romeo.

Per chi non usa l’app sarà possibile farsi calcolare il rischio semplicemente rivolgendosi agli specialisti che lavorano al progetto, sia nel camper posizionato nel centro cittadino,  oppure rivolgendosi alla “Casa della Prevenzione” (davanti a Palazzo dei Diamanti) , il Centro Universitario dotato di una cucina per insegnare un’alimentazione funzionale locato proprio davanti al Palazzo dei Diamanti. Il profilo di rischio sarà immediatamente disponibile all’utente e  chi usa l’app avrà in tempo reale la “presa in carico degli eventuali interventi necessari” con informazioni, giochi, consigli, ricette, le schede del movimento per età e la dieta ideale.

Ferrara, anche città della prevenzione oncologica

Gli oncologi si sono schierati accanto ai cardiologi nella promozione delle Città della prevenzione. Lo abbiamo già detto: una vita sana consente di ridurre il 40% dei tumori. “Il fumo di sigaretta è il fattore di rischio più noto per l’insorgenza delle neoplasie e delle patologie cardiovascolari, ma anche la sedentarietà (il 40% degli italiani non pratica attività fisica), la scorretta alimentazione (solo il 20% dei cittadini segue la dieta mediterranea) e l’abuso di alcol (il 20% degli under 19 è consumatore abituale) svolgono un ruolo importante”, dice il prof. Francesco Cognetti, presidente Fondazione ‘Insieme contro il cancro’.

About Redazione

Redazione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.