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Invecchiare in salute, quanto conta lo stile di vita

Invecchiare in salute, quanto conta lo stile di vita

Che fare per invecchiare in salute? E che fare contro l’Alzheimer, la forma più diffusa di demenza, che è in aumento costante?

Posto che non esiste un efficace trattamento contro tale patologia, si agisce nel facilitare la diagnosi precoce. Si presta attenzione agli stadi preclinici della malattia. Parliamo di fasi nelle quali si riscontrano depositi di proteina beta-amiloide e placche neuro fibrillari: i sintomi clinici non sono ancora evidenti.

Bisogna ritardare l’insorgere della patologia, una volta individuati i soggetti a rischio.

Invecchiare in salute, fattori di rischio modificabili

Sulla base di alcune ricerche, è possibile che fattori di rischio che si possono modificare, come diabete, ipertensione, obesità, inattività fisica, abitudine al fumo, depressione e addirittura bassa scolarità, causino un terzo dei casi di Alzheimer. Sulla base di studi d’osservazione, con abitudini quotidiane come alti livelli di attività fisica e cognitiva oppure aderenza a pattern alimentari specifici, si determina un minor rischio di sviluppare declino cognitivo e demenza.

L’interesse della comunità scientifica e della sanità pubblica è stato catalizzato da tali risultati.

Invecchiare in salute, interventi non farmacologici

Bisogna promuovere uno stile di vita attivo e corretto. Grazie a questi interventi non farmacologici, potrà essere attuata una strategia di prevenzione contro declino cognitivo e Alzheimer.

In una revisione della letteratura, Rolandi, Frisoni e Cavedo hanno passato in rassegna e analizzato criticamente l’efficacia dei vari interventi non farmacologici, indagando le funzioni cognitive e le alterazioni della struttura e della funzionalità cerebrale in anziani sani. I ricercatori hanno posto sotto analisi un gruppo di persone, osservando che gli interventi non farmacologici su uno o più domini dello stile di vita promuovono miglioramenti cognitivi a breve termine. Bisognerebbe generalizzare i risultati. Questa possibilità è ridotta, a causa di debolezze riscontrate nel metodo scelto. Ulteriori studi sono necessari, al fine di l’appropriatezza e l’efficacia di questo tipo di interventi.

Invecchiare in salute, possibili interventi di organizzazioni sanitarie e sanità pubblica

Poniamo che tali risultati positivi siano confermati: da parte delle organizzazioni sanitarie e della sanità pubblica ci si attenderebbe la pianificazione di interventi atti a prevenire il declino cognitivo in persone anziane a rischio.

Ciò potrebbe creare un circolo virtuoso, ridimensionando i costi a carico del sistema sanitario nazionale.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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