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Che mal di gambe!

Mal di gambe: la colpa può essere della “malattia delle vetrine”

È chiamata così perché chi ne soffre non riesce a camminare per più di un certo tratto senza dolore e, quindi, si ferma spesso con la scusa di guardare le vetrine dei negozi. Il mal di gambe è avvertito soprattutto a livello dei polpacci, ma in alcuni casi si estende anche alle cosce, alle caviglie, ai glutei e a livello lombo-sacrale. Scompare solo dopo che la persona si è fermata. Ecco da cosa dipende e come si può affrontare.

Di che cosa si tratta

La malattia delle vetrine, che in termini medici è detta arteriopatia obliterante periferica o AOP, è causata da un restringimento delle arterie delle gambe. Quando camminiamo, infatti, gli arti inferiori avrebbero bisogno di un maggior quantitativo di sangue per compiere il lavoro richiesto. Se però il lume delle arterie è ristretto a causa della malattia, il sangue non riesce ad affluire nella giusta quantità, di conseguenza subentra il mal di gambe.

Il mal di gambe è un sintomo positivo

In realtà, la sensazione dolorosa non è un segno negativo perché può spingere la persona a rivolgersi al medico. Il vero problema è rappresentato dalla sua assenza: nella maggior parte dei casi, infatti, la AOP è asintomatica, non si manifesta cioè con il tipico mal di gambe durante il cammino. Chi è colpito dalla sindrome, dunque, spesso non sa di soffrirne. Lo dicono anche i numeri: ben l’8-10% degli italiani oltre i 40 anni soffre della malattia, ma solo 3 persone su 10 ne avvertono i sintomi.

I fattori di rischio

Attualmente sono considerate più soggette alla malattia le persone, di entrambi i sessi, che:

  1. hanno più di 50 anni e presentano almeno un fattore di rischio fra fumo e diabete (o entrambi);
  2. hanno un’età compresa fra i 50 e i 69 anni e presentano almeno due fattori di rischio fra trigliceridi alti, colesterolo alto, ipertensione;
  3. hanno più di 70 anni;
  4. soffrono di malattie renali, cardiache o cerebrali;
  5. hanno più di 50 anni e presentano sintomi di varia natura agli arti inferiori, come indolenzimenti, gonfiori, stanchezza.

La diagnosi è semplice anche in assenza di mal di gambe

Per diagnosticare la malattia è sufficiente misurare la pressione arteriosa a livello del braccio e a livello della caviglia e poi confrontare i due valori ottenuti (si tratta del cosiddetto “indice caviglia/braccio”). Se i valori sono uguali, la situazione è normale; se, invece, la pressione massima è più bassa a livello della caviglia, significa che la persona può essere affetta dalla AOP. La pressione va misurata sia sul lato destro sia su quello sinistro: è sufficiente registrare un’alterazione a un lato per porre la diagnosi. L’ideale è misurare la pressione delle arterie con una piccola sonda doppler. In alternativa, si può rilevare la presenza dell’arteria palpandone con un dito l’impulso, esattamente come si fa al polso.

Come si cura

Anche se non provoca mal di gambe ed è confinata nella zona degli arti inferiori, l’AOP deve essere considerata come una vera e propria malattia. Infatti, rappresenta un marker di rischio coronarico e cerebrovascolare. Recenti studi dimostrano che chi soffre di AOP presenta lo stesso rischio di sviluppare patologie cardiovascolari di chi ha già avuto un infarto e un rischio di ammalarsi di ictus tre volte superiore alla popolazione generale. Per tutte queste ragioni deve essere trattata. Fortunatamente ciò è possibile. La terapia non consiste semplicemente nella cura dei sintomi e nella somministrazione di farmaci antiaggreganti piastrinici che fluidificano il sangue, favorendo la circolazione. Per curare la AOP bisogna curare anche i fattori di rischio: colesterolo, diabete, ipertensione, trigliceridi. È essenziale poi adottare uno stile di vita sano, quindi: non fumare, seguire un’alimentazione sana, muoversi, evitare le situazioni stressanti.

 

About Silvia Finazzi

Silvia Finazzi
Giornalista freelance dal 2001, giornalista professionista dal 2008, web writer e copywriter dal 2010, scrive principalmente di salute, medicina, attualità, benessere, tecniche naturali, alimentazione, psicologia e maternità. Attualmente, è caporedattore del free press Io Bimbo Magazine, collabora con il sito www.bimbisaniebelli.it, il magazine www.modaacolazione.com, il settimanale Viversani&belli e il mensile Come Stai. Inoltre, svolge attività di web writer, content editor e copywriter per diverse aziende. Ha scritto diversi libri e volumi e ha vinto quattro premi giornalistici.

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