Poliposi nasale: perché vivere col naso chiuso limita la vita
Salute

Poliposi nasale: perché vivere col naso chiuso limita la vita

22/11/2021
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La poliposi nasale è tipicamente associata alla rinosinusite cronica, malattia molto comune, ma è spesso associata anche a malattie rare. Esiste infatti un minimo comune denominatore: sintomi generici e sottovalutati che portano in ritardo alla diagnosi e talvolta a cure inadeguate. Eppure la poliposi nasale influisce pesantemente sulla qualità di vita di chi ne soffre.

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Vivere col naso chiuso

“Potrebbe sembrare una banalità eppure la rinosinusite cronica con poliposi nasale è una condizione che incide fortemente sul benessere psicologico della persona e quindi sulla qualità della vita.

L’ostruzione nasale è il maggior responsabile del disagio nella quotidianità, soprattutto se associato al senso dell’olfatto ridotto e ai disturbi del sonno”, sostiene Deborah Diso, Respiriamo Insieme Onlus.

In presenza di poliposi nasale le disfunzioni dell’olfatto si riscontrano nel 90% dei casi e in generale le donne riportano sintomi più seri rispetto agli uomini, facendo registrare di conseguenza una maggiore compromissione dello stato psico-fisico. Nei casi più gravi alla poliposi nasale può associarsi depressione.

“Per la diagnosi di rinosinusite cronica con poliposi nasale deve essere verificata la presenza di due o più sintomi tra cui ostruzione nasale o rinorrea a cui si somma dolore facciale o diminuzione dell’olfatto da almeno 12 settimane”, spiega Gaetano Paludetti, Presidente Società Italiana di Otorinolaringoiatria e Direttore U.O.C. Otorinolaringoiatria del Policlinico Agostino Gemelli di Roma.

“Le persone che vivono quotidianamente con la poliposi nasale hanno una qualità di vita ridotta perché hanno sempre il naso chiuso, senza il senso dell’olfatto o del gusto. Nei casi più complessi devono subire un intervento chirurgico anche ogni sei mesi, inoltre alcune terapie farmacologiche non sono risolutive in quanto riescono solo ad alleviare in parte e temporaneamente il problema”, spiega Tiziana Nicoletti, Responsabile Coordinamento Nazionale Associazioni dei Malati Cronici e Rari (CnAMC) di Cittadinanzattiva . “La persona spesso si scoraggia perché non trova una soluzione che permetta di gestire al meglio la  malattia e di vivere dignitosamente.

È di fondamentale importanza lavorare e agire in sinergia sulla prevenzione e sulla possibilità di accedere all’innovazione terapeutica. È necessario che il paziente abbia una gestione integrata tra vari professionisti sanitari a partire dal medico di medicina generale e dal pediatra di libera scelta, con percorsi di cura condivisi e uniformi su tutto il territorio”.

La prima richiesta dei pazienti è quella di inserire la poliposi nasale nell’elenco delle malattie croniche e invalidanti che sono esenti dalla partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie.