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Prevenire e guarire il melanoma: si muore sempre meno

Prevenire e guarire il melanoma: si muore sempre meno

Prevenire e guarire il melanoma: è possibile? Gli interrogativi che riguardano il temutissimo tumore della pelle sono molti. Parliamo di un tumore maligno che ha origine dalle cellule che producono la melanina, dette melanociti. Può insorgere su una pelle integra, oppure da nei preesistenti.

Prevenire e guarire il melanoma: facciamo il punto

Fino a pochi anni fa, il melanoma era considerato una neoplasia rara, addirittura rarissima fino all’adolescenza. Negli ultimi 20 anni, invece, l’incidenza è aumentata di oltre il 4% all’anno in entrambi i sessi. Negli ultimi anni si è avuto un aumento di casi di melanoma tra gli uomini e una riduzione tra le donne. Il melanoma cutaneo ha un’incidenza in Italia di 14,3 casi per 100.000 uomini e 13,6 casi per 100.000 donne, ed è al terzo posto per numero di nuovi casi nella fascia di età da 0 a 44 anni.

Prevenire e guarire il melanoma: qualche buona notizia

C’è una buona notizia: diminuisce l’incidenza della mortalità, grazie ai nuovi trattamenti. Michele Del Vecchio, del dipartimento di Oncologia medica Fondazione Irccs Istituto nazionale dei Tumori, si è espresso in questo modo: “L’avanzamento della ricerca, i risultati raggiunti e l’eccellenza nel trattamento oggi permettono di dire che i pazienti affetti da melanoma hanno molte più possibilità di guarire rispetto al passato. Da un lato, è vero che l’incidenza è in costante aumento. D’altro canto, si riesce a diagnosticare precocemente il melanoma, grazie alla prevenzione. Bisogna dire che il trattamento ha diminuito notevolmente l’incidenza della mortalità”.

Prevenire e guarire il melanoma: i nuovi casi

Prevenire e guarire il melanoma: per saperne di piùNel 2019, sullo Stivale, secondo le stime ci sarebbero stati 12.300 nuovi casi di questa neoplasia della pelle. Esiste un legame con l’esposizione solare, come è noto. Per prevenire il melanoma, è necessario utilizzare la protezione solare. Se aumentano i casi di melanoma è possibile che dipenda da un utilizzo sbagliato delle creme? Piergiacomo Calzavara-Pinton, presidente SideMast, Università di Brescia ha risposto: “Si, in realtà bisognerebbe utilizzarle ogni volta che ci si espone al sole. Bisognerebbe utilizzarne 40 grammi per volta: questa è la dose per un soggetto normopeso di altezza media. Un approccio multidisciplinare, valutato su percorsi ad hoc per il singolo paziente, è fondamentale. In aggiunta ai solari si possono assumere, attraverso l’alimentazione, vitamina A e D, polifenoli antiossidanti”.

Prevenire e guarire il melanoma: controlli periodici

Prevenire vuol dire anche sottoporsi periodicamente a controlli della pelle. E ancora: informarsi e adottare delle abitudini sane, rivolgendosi anche ad associazioni che hanno fatto di questi fattori la propria mission, come l’Associazione italiana malati di melanoma (Aimame). Queste le parole di Monica Sandri: ”Si tratta di un’associazione nata dall’impulso di un piccolo gruppo di pazienti: essi hanno ravvisato in Italia la necessità di sviluppare e diffondere una corretta informazione e conoscenza per i malati di melanoma, in merito a questa malattia e ai problemi correlati, e la necessità di indicazioni e supporto anche psicologico per affrontarla”.

Prevenire e guarire il melanoma: un percorso completo

La diagnosi di melanoma rappresenta un momento critico, nella vita del paziente e di conseguenza nell’ambito dell’attività del dermatologo che lo assiste. Ecco perché è importante che sia garantito un percorso completo, in un contesto multidisciplinare. Gianmarco Senna, presidente della Commissione attività produttive, istruzione, formazione e occupazione, Regione Lombardia, ha così concluso: “In tema di prevenzione, il ruolo delle istituzioni è fondamentale. È necessario intervenire in questa fase piuttosto che in quella della cura. La Regione Lombardia, come è noto, in tema di salute e prevenzione è un punto d’eccellenza. In questa partita, formazione e istruzione giocano un ruolo fondamentale”. Bisogna creare percorsi adeguati, in sinergia con le istituzioni, tali da garantire l’eccellenza nel trattamento della patologia in tutti i centri presenti sul territorio, attraverso un Percorso diagnostico terapeutico e assistenziale (Pdta).

About Rita Tosi

Rita Tosi
Manager della comunicazione, che da circa 20 anni si occupa di di tecniche di relazioni e sviluppo strategico per aziende e privati che cercano visibilità. Dopo un necessario passaggio (e sosta) nelle principali agenzie di comunicazioni internazionali (Edelman, Gruppo Publicis e Hill&Knowlton) con ruoli apicali, continua a creare eventi e rafforzare il proprio know-how attraverso l'attività in proprio. Allena la sua capacità organizzativa, gestionale e di relazione anche in famiglia, con 1 marito, 3 figli, 1 cane, 4 tartarughe, 4 pesci rossi, 1 geco e un terrazzo.

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