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Rispetto per le donne: cinque punti per un'ostetricia appropriata

Rispetto per le donne: cinque punti per un’ostetricia appropriata

Rispetto per le donne: è opportuno realizzare un’assistenza ostetrica appropriata e sicura. Bisogna tutelare la maternità e contrastare l’eccessiva medicalizzazione della gravidanza e del parto. L’Associazione Ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi) ha aderito a “Choosing Wisely Italy – Fare di più non significa fare meglio”: si tratta di un progetto lanciato in Italia nel 2012 da Slow Medicine, la rete di professionisti e cittadini che sostiene una cura sobria, rispettosa e giusta, che si fonda sul dialogo tra medici e pazienti.

Rispetto per le donne: cinque raccomandazioni

Aogoi, che fa proprie queste affermazioni, ha messo a punto cinque raccomandazioni, che contemplano tre momenti legati al parto: travaglio, taglio cesareo eRispetto per le donne: cinque punti per un'ostetricia appropriata clampaggio del cordone ombelicale.
Non clampare precocemente il cordone ombelicale – I ginecologi raccomandano di aspettare almeno un minuto prima di tagliare e legare (ecco il significato del verbo clampare) il cordone ombelicale. In questo modo, infatti, si favorisce il passaggio di sangue dalla placenta al feto, rinforzando le scorte di ferro del neonato e riducendo il rischio di colite necrotizzante, malattia gastrointestinale che può rivelarsi fatale. Il taglio tardivo non comporta maggior rischio di emorragia post partum nella donna e consente di ridurre la mortalità nei neonati ad alta prematurità (prima di 32 settimane).
Non eseguire l’episiotomia di routine – Secondo i ginecologi, l’episiotomia, cioè l’incisione del perineo (che si trova nella zona pelvica) attuata nel momento finale del travaglio per favorire il passaggio del bambino, è una pratica sovra-utilizzata, senza vantaggi per la donna: richiede l’applicazione di punti di sutura che possono provocare dolore, rischio di infezione, difficile ripresa dei rapporti sessuali. Per questi motivi, è raccomandato il ricorso all’episiotomia soltanto in presenza di complicanze, per esempio per accelerare l’espulsione in caso di sofferenza fetale.

Non procedere all’induzione del travaglio di parto prima di 39 settimane – L’induzione del travaglio, precisano iRispetto per le donne: cinque punti per un'ostetricia appropriata ginecologi, medicalizza un evento del tutto fisiologico, e, in più, può causare effetti avversi come l’aumento di tagli cesarei. Pertanto, l’induzione è raccomandata soltanto quando il proseguimento della gravidanza può comportare un reale pericolo per il feto o per la madre.

Non programmare il taglio cesareo di routine in tutte le donne con pregresso taglio cesareo – I ginecologi smentiscono la regola “una volta cesareo sempre cesareo”, in quanto priva di basi scientifiche. Al contrario, le donne con pregresso cesareo ammesse al travaglio di parto hanno un rischio di mortalità minore (3 vs 13 su 100mila) rispetto alle donne sottoposte a cesareo programmato.
Non obbligare al digiuno e proibire l’assunzione di liquidi alle donne in travaglio – I ginecologi precisano che, nelle gravidanze fisiologiche, l’assunzione di liquidi non è controindicata e non aumenta il rischio di complicanze in caso di ricorso ad anestesia generale durante il parto.

Rispetto per le donne: cinque punti per un'ostetricia appropriataRispetto per le donne: vivere la gestazione e il parto con serenità

Queste le parole di Elsa Viora, presidente Aogoi: “Come ricorda l’Oms, la gestazione e il parto sono esperienze che vanno vissute con serenità e, in presenza di una gravidanza fisiologica (vale a dire senza fattori di rischio) devono essere medicalizzate il meno possibile. Il travaglio e il parto sono, senza dubbio, circostanze delicate dal punto di vista emotivo (più di altre). La donna ha bisogno di sentirsi protetta, rassicurata e rispettata. Questo è l’impegno profuso quotidianamente dagli operatori sanitari, medici ginecologi e ostetriche, coinvolti nel percorso nascita e parto. Quest’ultimo si fonda sul dialogo, la fiducia e la relazione empatica costruita nel tempo con la donna. Questa è la strada da percorrere, al fine di giungere a scelte informate e condivise”. Le esponenti del gentil sesso svolgono un ruolo vitale nella procreazione (è proprio il caso di dirlo). Anche per questo bisogna avere rispetto per le donne.

About Rita Tosi

Rita Tosi
Manager della comunicazione, che da circa 20 anni si occupa di di tecniche di relazioni e sviluppo strategico per aziende e privati che cercano visibilità. Dopo un necessario passaggio (e sosta) nelle principali agenzie di comunicazioni internazionali (Edelman, Gruppo Publicis e Hill&Knowlton) con ruoli apicali, continua a creare eventi e rafforzare il proprio know-how attraverso l'attività in proprio. Allena la sua capacità organizzativa, gestionale e di relazione anche in famiglia, con 1 marito, 3 figli, 1 cane, 4 tartarughe, 4 pesci rossi, 1 geco e un terrazzo.

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