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Allarme fratture: bisogna muovere contro la fragilità ossea

Allarme fratture: bisogna muovere contro la fragilità ossea

Allarme fratture: sullo Stivale, la fragilità ossea è legata a 90mila fratture del collo del femore: esse interessano uomini e donne, soprattutto ultrasessantacinquenni. Le fratture vertebrali, poi, sono più di 270mila.

Allarme fratture: i numeri

Il presidente della Società italiana Reumatologia (Sir), Luigi Sinigaglia, si è espresso in questo modo: “I numeri delle fratture da fragilità in Italia sono ben quantificabili per alcuni tipi, cioè quelli che richiedono ospedalizzazione ed eventualmente un intervento chirurgico. La frattura del collo del femore, per esempio, è forse la frattura più importante dal punto di vista della fragilità: si contano circa 80-90mila fratture l’anno. Stiamo parlando di persone che hanno più di 65-70 anni di età: questo è un dato molto importante. Si tratta di fratture più frequenti nei soggetti di sesso femminile rispetto ai maschi, con un rapporto 2-3 a 1. Le conseguenze, però, sono solitamente più severe nell’uomo. In questi casi, appunto, la prognosi è peggiore rispetto alla
esponente del gentil sesso”.

Allarme fratture: quando non si verifica un trauma

Allarme fratture: bisogna muovere contro la fragilità osseaLuigi Sinigaglia ha aggiunto: “Per quanto riguarda altre fratture, poi, ci sono stime sulle fratture vertebrali, che possono intervenire spontaneamente, senza nessun trauma, in un dominio di fragilità scheletrica. Se ne contano circa 270mila. E’ necessario, però, tenere conto del fatto che queste fratture sono molto spesso sotto-diagnosticate. Ci sono casi che sfuggono, perché questi pazienti vengono scambiati per soggetti che hanno un banale mal di schiena. Ecco perché non si attua una radiografia appropriata: molte fratture dunque non vengono registrate. Sono anche difficili da registrare, perché i soggetti non si ricoverano e non si determinano interventi chirurgici. Poi ci sono altre fratture difficilmente quantificabili, ma molto frequenti, come quella del polso: si tratta forse delle prime fratture nell’ambito della storia naturale dell’osteoporosi. Esse interessano maggiormente il sesso femminile”.

Allarme fratture: i costi

Sempre secondo il presidente Sir, “I costi sono molto rilevanti, perché queste fratture determinano, oltre ai sintomi che richiedono terapie sintomatiche, un alto grado di invalidità. Soprattutto le fratture del collo di femore richiedono lunghi periodi di riabilitazione. Ci sono quindi costi connessi anche alla riabilitazione, come appare chiaro. Ci sono costi nell’ambito delle famiglie, che spesso richiedono assistenza di  Allarme fratture: bisogna muovere contro la fragilità osseapersonale esterno. Poi ci sono i costi legati all’intervento chirurgico e all’ospedalizzazione. Si pensi che un buon 10% di coloro che hanno una frattura del collo del femore viene ‘istituzionalizzato’, oppure deve dipendere da qualcuno per poter camminare e per poter svolgere le attività della vita quotidiana. Questi costi si sommano e alla fine del gioco il problema diventa rilevante anche dal punto di vista economico”.

Allarme fratture e prevenzione

Si ipotizza di realizzare un documento congiunto per la modifica della nota 79 Aifa, al fine di permettere la gestione della prevenzione, su determinati pazienti, anche ai medici del territorio. Conclude così Luigi Sinigaglia: “La fragilità scheletrica può essere primitiva o può essere secondaria ad altre patologie, oppure secondaria all’utilizzo di certi farmaci. Ce ne sono alcuni lesivi per lo scheletro e tutte le volte che si somministrano bisognerebbe tenerne conto. Primi fra tutti ci sono i cortisonici, che sono farmaci trasversali: vengono prescritti da diversi specialisti. La letteratura recente, inoltre, si è focalizzata sul ruolo lesivo che hanno alcune terapie che gli oncologi usano frequentemente: le terapie adiuvanti ormonali per alcuni tipi di tumori, come il Allarme fratture: bisogna muovere contro la fragilità osseatumore alla mammella della donna e il tumore alla prostata. Questi farmaci sono veramente molto lesivi per lo scheletro, si accompagnano all’aumento di incidenza di fratture da fragilità e quando vengono scelti devono necessariamente prevedere una strategia difensiva sullo scheletro. Un documento congiunto relativo alla nota prevede che si menzioni questo tipo di problematiche: i pazienti che utilizzano farmaci come quello che ho citato sono privilegiati, ma possono incorrere in una frattura. Noi dobbiamo cercare di impostare una battaglia per cercare di prevenire le conseguenze negative di queste terapie. Ciò può rappresentare un punto di incontro tra i medici medicina generale, sumaisti, specialisti ambulatoriali e ospedalieri, per arrivare a un documento congiunto che sia un accordo definitivo per la prevenzione”.

About Rita Tosi

Rita Tosi
Manager della comunicazione, che da circa 20 anni si occupa di di tecniche di relazioni e sviluppo strategico per aziende e privati che cercano visibilità. Dopo un necessario passaggio (e sosta) nelle principali agenzie di comunicazioni internazionali (Edelman, Gruppo Publicis e Hill&Knowlton) con ruoli apicali, continua a creare eventi e rafforzare il proprio know-how attraverso l'attività in proprio. Allena la sua capacità organizzativa, gestionale e di relazione anche in famiglia, con 1 marito, 3 figli, 1 cane, 4 tartarughe, 4 pesci rossi, 1 geco e un terrazzo.

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