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Shaken Baby Syndrome: conoscerla per evitarla

Shaken Baby Syndrome: conoscerla per evitarla

La Shaken Baby Syndrome (SBS) o sindrome da scuotimento è una grave forma di maltrattamento fisico ai danni di bambini, generalmente sotto i 2 anni di vita, purtroppo ancora sottovalutata e spesso sconosciuta.

Il bambino viene scosso violentemente dal caregiver come reazione al pianto inconsolabile.

A quell’età però la struttura ossea è ancora molto fragile e le conseguenze dello scuotimento, anche se di pochi secondi, possono essere particolarmente pericolose e si può arrivare al coma, o alla morte del bambino nel 1/4 dei casi.

“È noto come i primi mille giorni di vita di un bambino siano fondamentali per un adeguato sviluppo fisico e psichico”, dice Camilla Bianchi, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Toscana.

“Ridurre l’esposizione a fattori di rischio e promuovere la conoscenza di fattori protettivi in questa primissima fascia di età, diventa basilare per garantire quel fondamentale diritto alla salute nel breve e lungo periodo.

La sindrome da scuotimento rappresenta ancora oggi una tra le cause significative di mortalità e di morbosità dei primi due anni di vita.

È quindi quanto mai necessario porre in essere azioni di prevenzione e promozione della salute in questa particolare fascia di età.”

Cos’è la Shaken Baby Syndrome

La Shaken Baby Syndrome (SBS) è una grave forma di maltrattamento fisico prevalentemente intrafamiliare ai danni di bambini generalmente sotto i 2 anni di vita.

Questa forma di maltrattamento consiste nel violento scuotimento del bambino con possibile trauma cerebrale e conseguenti complicanze neurologiche.

Il picco di incidenza della SBS si ha tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, periodo di massima intensità del pianto del lattante.

A quell’età il bambino non ha ancora il controllo del capo perché i muscoli del collo sono deboli, la testa è pesante rispetto al corpo, e il cervello, di consistenza gelatinosa, se scosso si muove all’interno del cranio, e la struttura ossea è ancora fragile.

Di conseguenza, se il bambino viene vigorosamente scosso, il contenuto della cavità del cranio (cervello, cervelletto e midollo allungato) va incontro a rapida accelerazione e decelerazione con trauma contusivo contro la scatola cranica, lesione dei nervi e rottura dei vasi sanguigni con emorragie.

La Sindrome del bambino scosso è una delle forme più gravi di maltrattamento fisico del neonato e del lattante, rappresentando la prima causa di morte per abuso.

Perché scuotere un bambino è pericoloso?

Lo scuotimento violento anche solo per pochi secondi è potenzialmente causa di lesioni gravi.

Scuotere i bambini è sempre pericoloso, in particolare per quelli sotto l’anno di età che sono più a rischio di subire lesioni.

I fattori che contribuiscono alla vulnerabilità dei bambini più piccoli includono:

  • la testa dei lattanti è pesante ed è più grande rispetto al resto del corpo
  • i lattanti hanno i muscoli del collo ancora deboli e controllano a fatica il capo
  • i lattanti hanno un cervello ancora delicato, in via di sviluppo e più vulnerabile all’insulto
  • esiste una notevole differenza in termine di dimensioni e di forza tra il bambino e l’adulto.

Possibili sintomi della Shaken Baby Syndrome

sintomi che si manifestano con la sindrome del bambino scosso possono variare da lievi a gravi e possono includere:

  • Letargia/diminuzione del tono muscolare
  • Estrema irritabilità
  • Riduzione dell’appetito, scarsa alimentazione o vomito senza un apparente motivo
  • Comparsa di lividi da afferramento su braccia o torace
  • Assenza di sorrisi o di vocalizzi
  • Suzione e deglutizione scarse
  • Rigidità o cattiva postura
  • Difficoltà respiratorie
  • Riduzione del livello di coscienza
  • Convulsioni/Crisi
  • Il capo e la fronte appaiono più grandi del normale (aumento della circonferenza cranica disarmonico rispetto a peso e altezza)
  • La fontanella anteriore può apparire bombata (o pulsante)
  • Difficile controllo del capo
  • Difficoltà/Incapacità di agganciare lo sguardo e seguire movimenti
  • Differente grandezza delle pupille
  • Sonni prolungati
  • Frequenti pianti inconsolabili
  • Pianto lamentoso

Più frequentemente la sintomatologia può essere aspecifica e la diagnosi non sospettata per molto tempo.

In alcuni casi, i segni del maltrattamento possono essere sospettati anche dopo anni, in relazione a disturbi comportamentali o dell’apprendimento.

Naturalmente sarà molto più difficile mettere in relazione questi disturbi con scuotimenti avvenuti tanto tempo prima.

Quindi, è importante non sottovalutare nessuno di questi segnali da parte del bambino, che rappresentano un campanello d’allarme importante per una corretta diagnosi, la quale rimane comunque molto complessa da effettuare.

Le conseguenze della Shaken Baby Syndrome

Tra i bambini che sopravvivono alla fase acuta, i 2/3 presentano danni neurologici permanenti di varia gravità.

danni permanenti che si possono instaurare sono:

  • Disturbi dell’apprendimento
  • Disabilità fisiche
  • Danni alla vista o cecità
  • Disabilità uditive
  • Disturbi del linguaggio
  • Paralisi cerebrale
  • Epilessia
  • Disturbi comportamentali
  • Ritardo psicomotorio
  • Ritardo mentale

Evitare la sindrome del bambino scosso: cosa fare e cosa non fare

Le normali attività di gioco come far saltellare un lattante sulle ginocchia o sollevarlo in aria non possono causare lesioni.

È importante, però, che i genitori e chi si prende cura dei bambini sappiano quanto uno scuotimento più vigoroso del capo possa essere pericoloso.

Da parte dei pediatri devono essere forniti consigli ai genitori su cosa fare in caso di pianto inconsolabile e su come gestire il proprio stress.

Infatti, per evitare la sindrome del bambino scosso esistono alcuni accorgimenti che devono essere seguiti dai genitori come:

  • Mai scuotere un neonato o un bambino, sia nel gioco che nella rabbia
  • Non tenere il bambino in braccio durante una discussione
  • Se siete spesso infastiditi o arrabbiati con il bambino, metterlo nella culla e lasciare la stanza. Cercare di calmarsi e chiamare qualcuno per un aiuto
  • Chiamare un amico o un parente per invitarlo a stare con il bambino se ci si sente fuori controllo
  • Trovare soluzioni da mettere in atto per cercare di calmare il pianto del neonato, come: cullarlo nella carrozzina, fargli fare un giro in macchina, un bagnetto rilassante, o ancora fargli sentire un fruscio o un rumore continuo
  • Chiedere l’aiuto di un consulente e frequentare corsi di genitorialità.

Il progetto e la campagna di sensibilizzazione #NonScuoterlo

Nei prossimi 3 anni in Toscana si svolgeranno dei Seminari, per la precisione un ciclo di 13 incontri formativi, tutti dedicati alla prevenzione della SBS.

Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con Terre des Hommes, che nell’ambito del suo intervento di contrasto al maltrattamento infantile dal 2016 promuove la campagna di sensibilizzazione #NonScuoterlo, dedicata alla prevenzione della Shaken Baby Syndrome.

Questi eventi, organizzati da ANPAS Toscana, sono stati pensati per informare e sensibilizzare la comunità, in particolare genitori e caregiver, su questo tema.

L’importanza della sensibilizzazione e dell’informazione

“Da molti anni Anpas Toscana”, dice Andrea Nuti, referente regionale delle Pubbliche assistenze per il sociale.

“È impegnata per la sensibilizzazione su questa delicata tematica.

Abbiamo ritenuto giusto crescere ancora su questo tema avviando un nuovo percorso grazie alla collaborazione con Terre des Hommes che punta a informare e formare i caregiver e in generale chi si avvicina alla cura dei bimbi”.

Quando si tratta di maltrattamento infantile è fondamentale informare”, spiega Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Programmi Italia Terre des Hommes.

“L’esperienza della campagna #NonScuoterlo ci conferma che spesso comportamenti estremamente dannosi per i piccoli sono conseguenza di scarsa informazione, piuttosto che frutto di una reale intenzione di nuocere al bambino.

“Il percorso di formazione che ANPAS Toscana avvia è quindi estremamente prezioso ed è un tassello essenziale del progetto nazionale che realizzeremo insieme nei prossimi tre anni e che vuole promuovere molteplici interventi finalizzati ad affiancare le famiglie più fragili e in questo modo prevenire il maltrattamento di bambini e bambine.”

Il progetto nei prossimi tre anni prevede un lavoro su scala nazionale focalizzato sulla prevenzione del maltrattamento infantile con un’ampia gamma di attività dedicate al supporto e cura di minori fragili, o a rischio di maltrattamento, mediante l’attivazione di una rete di tutela dei minori, presa in carico psicologica e terapeutica e presa in carico delle famiglie vulnerabili.

A questo si affiancano percorsi di formazione per operatori della sanità, giornalisti e comunicatori di azienda per aiutare a comunicare il fenomeno del maltrattamento, evitando distorsioni nella narrazione e favorendo una prospettiva rispettosa del bambino.

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