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Salute

Insufficienza respiratoria acuta: allarme tra gli over 75

10/06/2024
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È allarme insufficienza respiratoria acuta per gli anziani: questa patologia, infatti, è sempre più frequente e colpisce fino al 40% di pazienti con più di 75 anni ricoverati in reparti per acuti ospedalieri, con rischio di mortalità fino al 20-25% circa, come risulta da uno studio recentemente pubblicato nella rivista internazionale Internal and Emergency Medicine e condotto nella Geriatria dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza.

Questi dati confermano ulteriormente l’appropriatezza dell’accesso degli anziani in Pronto Soccorso, dopo che già nel 2022 uno studio italiano aveva smentito con dati significativi il luogo comune secondo cui gli accessi in PS degli anziani fossero più inappropriati di quelli dei giovani, dimostrando esattamente il contrario.

Questi temi sono stati al centro del 38° Congresso Nazionale della Società Italiana Geriatria Ospedale e Territorio, che si è svolto a Roma con presidenti il Prof. Lorenzo Palleschi, Presidente SIGOT Nazionale, Direttore Unità Operativa Complessa di Geriatria e del Dipartimento Internistico dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata, Roma, e il Prof. Francesco Vetta, Direttore UOC Cardiologia UTIC Ospedale di Avezzano e Professore di Cardiologia Unicamillus.

Insufficienza respiratoria acuta: l’allarme dei geriatri

Filippo Fimognari

“L’insufficienza respiratoria acuta (carenza di ossigeno nel sangue arterioso) è la prima diagnosi di dimissione dei pazienti con più di 75 anni e in alcuni reparti coinvolge fino al 40% dei pazienti. Uno studio appena pubblicato e basato su 2024 ospedalizzazioni nella Geriatria della nostra Azienda Ospedaliera, ha rilevato che ne era affetto ben il 48% dei pazienti. Può essere provocata da varie patologie acute, in primis lo scompenso cardiaco, ma anche da BPCO riacutizzata, polmoniti, embolia polmonare, sepsi, versamenti pleurici. È dunque necessario identificare subito le cause per definire la prognosi, che spesso è negativa, con una mortalità intra-ospedaliera del 20-25% (rispetto al 4% di mortalità dei pazienti senza insufficienza respiratoria), e per poter trattare le patologie sottostanti“, spiega Filippo Luca Fimognari, Direttore Scientifico SIGOT e Direttore della UOC di Geriatria e del Dipartimento Medico dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza.

È un vero allarme quello che parte dalla comunità dei geriatri.

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L’importanza di una valutazione multidimensionale

Alberto Ferrari

Tra i dati evidenziati dai geriatri, vi è dunque sia l’importanza della gestione territoriale del paziente anziano con cronicità e disabilità, fondamentale per la qualità e la durata della vita dei pazienti, ma anche e soprattutto un rafforzamento degli ospedali, che talvolta ancora sono causa di disabilità nelle persone anziane.

“Anzitutto, bisogna ribadire che l’idea che gli anziani accedano in Pronto Soccorso per motivi inappropriati sia un mero pregiudizio, come certificato da importanti studi. Inoltre, bisogna evitare che il ricovero provochi nel paziente anziano la perdita dell’autonomia, un esito che come documenta la letteratura scientifica si può verificare se il paziente anziano non è approcciato correttamente. Se questi invece viene approcciato con il Comprehensive Geriatric Assesment (Valutazione Multidimensionale) effettuato in Unità Operativa di Geriatria per acuti (UGA) ha meno rischio di perdere abilità, permette al paziente di rimanere a domicilio, di recuperare più velocemente da un intervento, di ridurre il rischio di essere istituzionalizzato e di andare incontro a decesso“, evidenzia Alberto Ferrari, Presidente Onorario SIGOT e geriatra presso il 3C Salute di Reggio Emilia.

Copertina Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/foto-ravvicinata-di-uno-stetoscopio-40568/