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Chirurgia fetale: dal nuovo dispositivo alla realtà aumentata

Chirurgia fetale: dal nuovo dispositivo alla realtà aumentata

Un sofisticato strumento chirurgico per operare nascituri affetti da gravi malformazioni congenite direttamente nell’utero.

È il nuovo dispositivo, già a disposizione delle Strutture di Chirurgia Pediatrica e di Diagnosi Prenatale e Chirurgia Fetale del Policlinico di Milano, donato dalla Fondazione De Marchi onlus, che parallelamente sta sviluppando in collaborazione con il Politecnico di Milano un percorso di realtà aumentata finalizzato a migliorare il benessere dei bambini costretti a stare in ospedale.

Chirurgia fetale: il nuovo strumento chirurgico

Il macchinario, una colonna laparoscopica Stryker, consentirà di effettuare al meglio interventi di chirurgia fetale molto complessi come quelli legati alla spina bifida e alle patologie polmonari e potenzierà l’offerta del Policlinico di Milano che, essendo uno dei centri nazionali con la più alta casistica, accoglie partorienti provenienti da ogni parte d’Italia.

Al Policlinico si eseguono interventi di questo tipo già da 8 anni, anche grazie all’alta specializzazione del team di chirurghi fetali.

“Queste nuove strumentazioni ci permetteranno di aumentare ulteriormente le possibilità di sopravvivenza dei nascituri e le loro prospettive di vita”, dice Ernesto Leva, direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Pediatrica del Policlinico Milano.

“Potenziare le nostre Strutture con nuove risorse tecniche ci permette anche di affrontare al meglio gli interventi in utero sui feti affetti da gravi malformazioni congenite.

Negli ultimi anni abbiamo registrato una richiesta crescente per la chirurgia neonatale: solo nel 2021 al Policlinico di Milano sono stati operati 130 neonati, un dato che ci rende il centro con la maggiore casistica di chirurgia neonatale in Italia nella fascia 0-30 giorni”.

La realtà aumentata a sostegno dei bambini

Oltre a fornire nuove strumentazioni all’avanguardia, la Fondazione De Marchi sta sviluppando un progetto che prevede interventi di umanizzazione per migliorare l’assistenza dei piccoli trattati presso il reparto, in collaborazione con il laboratorio i3lab – Innovative Interactive Intefaces laboratory – del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bio-Ingegneria del Politecnico di Milano.

Il laboratorio è specializzato nella progettazione e sviluppo di tecnologie interattive innovative per aiutare e promuovere il benessere intellettuale, sociale ed emotivo delle persone, soprattutto bambini.

In particolare, sarà realizzato un percorso di realtà aumentata dedicato ai piccoli pazienti per sostenerli sia nella fase di trasporto verso la sala operatoria, sia nelle aree antistanti alla sala, dove il piccolo sarà preparato alle successive procedure anestesiologiche e chirurgiche.

Con questo percorso si vuole rendere sempre più a misura di bambino un momento che può rappresentare una situazione di disagio e paura sia per i piccoli pazienti sia per i genitori.

Per trasformare questa situazione difficile in un momento di svago e gioco, saranno create attività interattive di gioco e storytelling supportate dalla tecnologia.

Le applicazioni, create dal team del Politecnico, saranno disponibili su tablet e smartphone e utilizzeranno le tecnologie della “Realtà Aumentata” (che permette di sovrapporre elementi visivi digitali alla visione della realtà circostante) e “Agenti Conversazionali” (personaggi virtuali in grado di dialogare con i bimbi in linguaggio naturale).

“Creare tecnologia per migliorare la vita delle persone più fragili, soprattutto i bambini, è la nostra missione.

E l’unica strada possibile per portarla a termine è un lavoro intensamente multidisciplinare che coinvolge tecnici, terapisti, educatori, familiari e i bambini stessi, mettendo i loro bisogni al centro di tutto”, spiega la professoressa Franca Garzotto, coordinatrice del laboratorio al Politecnico di Milano.

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