
L’olio extravergine d’oliva: una ricchezza ‘mediterranea’
L’olio extravergine d’oliva è una delle ricchezze ‘mediterranee’ che ci invidia tutto il mondo.
Si tratta di un liquido grasso che si ottiene dalla spremitura di olive intere, il frutto prodotto dall’Olea europaea, una pianta originaria probabilmente dell’Anatolia e della Siria che si è diffusa sin dall’VIII millennio a.C. in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo, quindi Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Tunisia, Turchia e Marocco, benché venduto in tutto il mondo.
Olio d’oliva: molto più di un semplice ingrediente
L’olio di oliva non è solo un ingrediente di cucina, ma anche un elemento-chiave per una sana alimentazione. È comunemente utilizzato in cucina per friggere cibi (anche se in questi casi molti preferiscono usare olio di semi, di mais o di girasole perché considerati più leggeri) o da aggiungere a insalate e su cibi cotti al vapore o alla piastra, quindi privi di condimento.
Oltre che in cucina, sin dall’antichità l’olio d’oliva ha trovato largo impiego per vari usi tra cui rituali religiosi, sport, a fini terapeutici, come combustibile nelle lampade a olio, nella fabbricazione del sapone e per applicazioni di cura della pelle.
La composizione dell’olio d’oliva varia a seconda della coltivazione, dell’altitudine, del momento della raccolta e del processo di estrazione.
È costituito principalmente da acido oleico (fino all’83%), con quantità minori di altri acidi grassi tra cui l’acido linoleico (fino al 21%) e l’acido palmitico (fino al 20%). L’olio extravergine di oliva non deve avere più dello 0,8% di acidità libera ed è considerato dotato di caratteristiche organolettiche favorevoli.

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Si ritiene, infatti, che l’ulivo moderno, pur essendosi ambientato perfettamente nei Paesi appartenenti al bacino del Mediterraneo, potrebbe provenire persino dall’antica Persia e Mesopotamia ed essersi successivamente diffuso nel Levante e in seguito nel Nord Africa.
Qualunque fosse la sua zone di origine, l’ulivo raggiunse la Grecia, Creta, Cartagine e la Libia nel 28° secolo a.C., essendo stato diffuso verso ovest dai Fenici e, tramite le colonie greche che furono stabilite in altre parti del Mediterraneo, la sua coltivazione fu introdotta in luoghi come la Spagna e continuò a diffondersi in tutto l’Impero romano per approdare, nel XVI secolo, nelle Americhe in aree con un clima simile a quello del Mediterraneo, come Cile, Argentina e California.
Perché è considerato di grande beneficio?
L’olio di oliva e ancor di più quello extravergine di oliva contengono abbondanti quantità di acidi grassi polinsaturi, tra cui Omega-3, Omega-6 e acidi oleici.
Questi grassi sono necessari per molti processi biochimici nel corpo ed essenziali per la salute del cervello. Ricchi delle vitamine K e E hanno elevate proprietà antiossidanti, quindi anticancerogene, e sono in grado di rallentare il processo di invecchiamento, rafforzare il sistema immunitario e ridurre il rischio di malattie cardiache.
Tra le varie tipologie esistenti in commercio, l’olio extravergine d’oliva è certamente il migliore, come abbiamo già considerato nel nostro precedente articolo, in quanto il processo con cui viene estratto gli permette di conservare gli abbondanti principi nutritivi di cui il nostro corpo ha bisogno per salvaguardare uno stato di salute ottimale.
L’olio extravergine d’oliva viene, infatti, estratto entro le prime quattro ore dalla raccolta delle olive, il che consente all’olio che viene prodotto di preservare i suoi antiossidanti naturali e le vitamine e i minerali di cui è ricco e che, al contrario, vengono distrutti o comunque largamente persi nei processi di raffinazione cui sono sottoposti gli altri tipi di olio.
Come si può identificare l’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo?
Ci sono vari metodi per farlo.
Il primo consiste nel controllare la data di raccolta delle olive, solitamente indicata sull’etichetta del prodotto.
L’olio d’oliva, o extravergine d’oliva, è infatti una sorta di succo di frutta e dopo circa 12 mesi il suo gusto si affievola e dopo 18 mesi va a male.
Il nostro istinto e i nostri sensi dovrebbero, quindi, essere in grado di farci identificare un olio d’oliva non buono o la cui qualità non corrisponde alle indicazioni indicate sulla bottiglia (o sulla confezione) in quanto avrà un sapore rancido, privo di gusto o quantomeno non piacevole al palato.
Un olio d’oliva e tanto più quello extravergine d’oliva dovrebbero ricordarci, in quanto ad apparenza, odore e colore, un prodotto della terra, quindi tendere al verde, essere luminosi, avere un gusto pungente, quasi pepato, o avere una combinazione di queste caratteristiche.
Un secondo elemento da osservare riguarda il colore e il materiale di cui è fatta la bottiglia (o il contenitore).
L’olio extravergine d’oliva è venduto generalmente in bottiglie o contenitori scuri, in vetro o in plastica, per evitare l’esposizione alla luce ed il suo conseguente deterioramento. L’esposizione alla luce può causare, infatti, ossidazione e irrancidimento, nonché la riduzione del sapore e del valore nutrizionale dell’olio.
Una bottiglia scura aiuta a ridurre al minimo tali rischi prolungando la durata di conservazione dell’olio.
Tipologie di olio vergine ed extravergine d’oliva
Di tipologie di olio, e quindi anche di olio extravergine, ne esistono varie a seconda soprattutto della zona di provenienza.
Una delle tipologie maggiormente apprezzate dopo quella italiana e quella spagnola (la Spagna è il maggiore produttore mondiale di olio d’oliva ed extravergine d’oliva) è quella dell’olio extravergine originario del Marocco.
L’olio biologico extravergine proveniente da quest’area è particolarmente ricco di polifenolo proprio perché prodotto da olivi che nascono in un ambiente secco. In Marocco, infatti, d’estate le temperature superano i 52° C il che impedisce alle radici degli olivi di allungarsi facilmente provocando in essi, per sopravvivere, un alto livello di polifenoli che possono raggiungere i 600 milligrammi per chilo.
Di conseguenza, l’olio d’oliva/extravergine d’oliva che verrà prodotto in quest’area conterrà un livello estremamente elevato di idrossitirosolo, circa dieci volte maggiore rispetto al tè verde e almeno due volte rispetto al CoQ10, che è di grande aiuto per prevenire e combattere malattie cardiovascolari.
L’uso regolare, infatti, di idrossitirosolo promuove la dilatazione dei vasi sanguigni, aumenta il flusso sanguigno e riduce la possibilità di disfunzione endofila, fattore chiave nello sviluppo delle malattie cardiovascolari.
Conclusione
Qualunque sia la regione di provenienza dell’olio d’oliva o extravergine d’oliva utilizzandone regolarmente, a seconda dei nostri gusti, un tipo ‘biologico certificato’ avremo maggiori possibilità di consumare un prodotto di elevata qualità, sano e ricco dei principi nutritivi di cui abbiamo bisogno per prevenire eventuali condizioni e mantenere uno stato di salute ottimale.
Nel prossimo articolo prenderemo in considerazione altre tipologie di oli esaminandone le caratteristiche specifiche di ognuno.
Importante
Le informazioni contenute nel presente articolo hanno solo scopo informativo e non sono da considerarsi assolutamente parere medico. Qualunque sia il vostro problema di salute, consultate prima il vostro medico.
Copertina Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/ciotola-che-viene-versata-con-liquido-giallo-33783/
Foto di Polina Tankilevitch: https://www.pexels.com/it-it/foto/pane-frutta-fresco-olive-4109910/




