Fibromi uterini
Salute

Fibromi uterini: cos’è la miolisi per la rimozione senza bisturi?

19/05/2025
271 Visite

Si calcola che in Italia fra il 20 e il 60% delle donne in età fertile sviluppi dei fibromi uterini. Fortunatamente si tratta di formazioni benigne, che dunque non causano particolari pericoli, tuttavia possono interferire moltissimo con la qualità della vita. Da qualche tempo esiste una soluzione mini-invasiva per eliminarli: la miolisi, una tecnica che sfrutta la radiofrequenza e le micro-onde.

Che cosa sono i fibromi?

I fibromi uterini sono tumori benigni, in genere tondeggianti, che si sviluppano nell’utero. Possono essere anche singoli, ma molto spesso si tratta di formazioni multiple. Le dimensioni sono variabili, si va da pochi millimetri fino a diversi centimetri. In base alla loro localizzazione, si classificano in:

  • intramurali: crescono nella parete muscolare dell’utero. Sono i più comuni;
  • sottosierosi: si formano sulla superficie esterna dell’utero;
  • sottomucosi: si sviluppano verso la cavità interna dell’utero, e spesso causano sintomi importanti;
  • peduncolati: si collegano all’utero tramite un sottile peduncolo.

Immagine di copertina
Salute
Dolore del parto? Presto via con lo spray
Buone notizie per le gestanti: il parto naturale, ma con il dolore delle contrazioni ridotto al…
Perché spuntano i fibromi?

Le cause precise dei fibromi non sono ancora completamente note, ma si ritiene che nel loro sviluppo siano coinvolti fattori genetici e ormonali. Sicuramente gli estrogeni e il progesterone, ormoni femminili, stimolano la moltiplicazione delle loro cellule. E, infatti, nelle prime fasi della gravidanza, quando il livello di queste sostanze aumenta, i fibromi tendono a crescere, mentre dopo la menopausa, quando la loro produzione cessa, queste formazioni possono ridursi o scomparire. Fra i principali fattori di rischio conosciuti ci sono:

  • familiarità per fibromi;
  • età tra i 30 e i 50 anni;
  • obesità;
  • prima mestruazione precoce;
  • stress eccessivo e prolungato;
  • dieta squilibrata.

 

Sintomi

In circa metà dei casi i fibromi uterini solo “silenziosi”, non provocano cioè sintomi, al punto che molte donne li scoprono per caso, durante i normali controlli ginecologici. Quando si manifestano, lo fanno con sintomi che possono impattare sulla qualità della vita, come:

  • flusso mestruale abbondante o prolungato:
  • perdite di sangue al di fuori delle mestruazioni;
  • dolore e compressione pelvica;
  • alterazioni della minzione e dell’evacuazione con comparsa di disturbi come stitichezza;
  • dolore durante i rapporti;
  • lombalgia;
  • sensazione di peso nel basso addome.

 

Fibromi e fertilità

In una piccola percentuale di donne, specie giovani, i fibromi possono associarsi a problemi di fertilità. Questo accade specialmente quando le formazioni sporgono all’interno della cavità uterina, modificano il profilo dell’endometrio (la mucosa che riveste internamento l’utero) o si trovano all’imbocco delle tube di Falloppio. Tuttavia, va detto che molte donne con fibromi riescono a rimanere incinta e a portare a termine una gravidanza senza problemi.

Come eliminare i fibromi?

La scelta del trattamento dipende da fattori come la posizione e la dimensione dei fibromi, la gravità dei sintomi, l’età della donna e il desiderio di avere figli. Se i sintomi sono blandi o addirittura assenti, la diagnosi è certa e non ci sono ripercussioni negative sulla fertilità, si può semplicemente monitorare l’evoluzione della situazione, senza intervenire. Diversamente, invece, si possono attuare delle cure. I medici hanno a disposizione diverse opzioni farmacologiche, come:

  • la spirale medicata al progesterone, efficace soprattutto per le perdite,
  • i contraccettivi ormonali a base di progestinici ed estroprogestinici, che limitano il sanguinamento e in alcuni casi anche i dolori,
  • analoghi del GnRH, che inducono una menopausa temporanea e riducono la dimensione dei fibromi,
  • antinfiammatori non steroidei (FANS), per alleviare il dolore.

In alcuni casi si procede con l’isteroscopia, ossia una procedura che si avvale dell’uso dell’isteroscopio, un tubo sottile dotato con fibre ottiche, e di strumenti miniaturizzati. Permette di asportare il fibroma in anestesia locale o generale. Nelle situazioni più complesse, invece, si deve intervenire chirurgicamente.

Le procedure più innovative

Oggi si può intervenire anche in maniera mini- invasiva con procedure più snelle. Innanzitutto con la miolisi, che combina la radiofrequenza e le micro-onde come energia ablativa. In pratica, sotto guida ecografica, si inserisce un particolare ago all’interno del fibroma e successivamente si applica energia ablativa per indurre la necrosi della formazione. Questa tecnica riduce al minimo i tempi di degenza e migliora il recupero post-operatorio.

Disponibile anche l’embolizzazione, che prevede l’iniezione di microparticelle di materiale embolizzante per occludere l’arteria che porta il sangue al fibroma, facendolo regredire. Un’altra alternativa è rappresentata dagli ultrasuoni focalizzati, con l’introduzione in vagina di una sonda che emette un fascio di ultrasuoni, che bruciano il fibroma. Le opzioni a disposizione, dunque, sono davvero numerose e l’ideale è individuare un trattamento su misura, tenendo conto delle caratteristiche dei fibromi e delle esigenze della paziente.

Foto di copertina di silviarita via Pixabay.