
Endometriosi: sintomi, cause, diagnosi, cure e dieta
Marzo è il mese della consapevolezza sull’endometriosi, un appuntamento internazionale dedicato a informare, sensibilizzare e rompere il silenzio su una malattia cronica che colpisce circa 3 milioni di donne in Italia e il 10% della popolazione femminile in età fertile nel mondo. Si manifesta quando le cellule dell’endometrio crescono al di fuori dell’utero, provocando dolore pelvico, mestruazioni molto dolorose, dolore durante i rapporti sessuali e, in alcuni casi, difficoltà di fertilità. Le cause non sono ancora del tutto chiare e non esiste una cura definitiva, ma terapie ormonali, interventi chirurgici mirati e uno stile di vita adeguato possono aiutare a controllare i sintomi.
La diagnosi è spesso tardiva, per questo informazione e consapevolezza sono fondamentali. Proprio per sensibilizzare la popolazione, A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi, che nel 2026 celebra i suoi vent’anni di attività, organizza per il mese dedicato all’endometriosi una serie di iniziative ad hoc.
Il mese della prevenzione
Per il mese della consapevolezza sull’endometriosi l’A.P.E. – Associazione Progetto Endometriosi, un’associazione formata da donne volontarie di tutta Italia, impegnate nel fare informazione e creare consapevolezza sulla patologia, ripropone uno delle sue iniziative storiche: Vetrine Consapevoli. Centinaia di negozi e attività commerciali in tutta Italia si tingeranno di rosa per accendere i riflettori su una patologia ancora troppo spesso sottovalutata.
Inoltre, durante il weekend del 28 e 29 marzo 2026, in occasione della Giornata Mondiale dell’Endometriosi, tornano I Fiori della Consapevolezza: in circa 40 piazze in tutta Italia le volontarie dell’A.P.E. accoglieranno i cittadini con punti informativi, gerbere rosa e semi di girasole.
Iniziative che non hanno solo valore simbolico, ma contribuiscono concretamente alla formazione dei professionisti sanitari e alla diffusione di una cultura della diagnosi precoce.

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L’endometriosi è una condizione in cui le cellule che normalmente costituiscono l’endometrio (la mucosa che riveste l’interno dell’utero) crescono al di fuori della cavità uterina. In genere, si localizzano su ovaie, tube di Falloppio, peritoneo, intestino e, nei casi più rari, anche su altri organi.
Durante il ciclo mestruale, queste cellule rispondono agli stimoli ormonali come l’endometrio normale: si ispessiscono, si sfaldano e sanguinano. Tuttavia, non potendo essere espulse per via vaginale, provocano sanguinamenti interni, infiammazione cronica, dolore e formazione di cisti e aderenze.
Cause
Le cause dell’endometriosi non sono ancora del tutto chiare. Le principali teorie scientifiche includono:
- alterazioni del sistema immunitario, che non riesce a eliminare il tessuto anomalo;
- mestruazione retrograda: il sangue mestruale refluisce nelle tube e nella cavità addominale;
- fattori genetici: la familiarità aumenta il rischio;
- fattori ormonali, in particolare legati agli estrogeni.
È probabile che la malattia abbia un’origine multifattoriale.
Sintomi dell’endometriosi
I sintomi dell’endometriosi possono variare per intensità e frequenza. In una minoranza di casi la malattia è asintomatica, mentre in altri può essere altamente invalidante. I principali sintomi includono:
- dolore localizzato al basso addome e alle pelvi;
- dolore mestruale intenso (dismenorrea);
- dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia);
- dolore durante la defecazione o la minzione;
- cicli mestruali abbondanti o irregolari;
- difficoltà a concepire.
Talvolta possono essere presenti anche altri disturbi, come intestino irritabile, alternanza fra stipsi e diarrea, gonfiore addominale, stanchezza protratta, nausea, cefalea, dolori muscolari.
In alcune donne, il dolore arriva a compromettere la quotidianità: scuola, lavoro, relazioni. Purtroppo, spesso viene considerato “normale”. Proprio la normalizzazione del dolore mestruale è uno dei fattori che ritarda la diagnosi, che può arrivare anche dopo 7-10 anni dai primi sintomi.
Come si scopre
La diagnosi di endometriosi si basa innanzitutto sulla visita ginecologica specialistica. È necessaria poi un’ecografia transvaginale per visualizzare gli organi pelvici. Nei casi più complessi si può ricorrere anche alla risonanza magnetica. La laparoscopia diagnostica, un tempo considerata il gold standard, oggi viene riservata ai casi in cui sia necessario anche un intervento terapeutico.
Non sempre si tratta di un percorso semplice, per questo l’ideale è affidarsi a un centro specializzato in questo campo. Infatti, una diagnosi precoce è fondamentale per evitare complicanze e limitare il peggioramento della qualità della vita.
Endometriosi e gravidanza
L’endometriosi è una delle principali cause di infertilità femminile. Si stima che tra il 30% e il 40% delle donne con questa patologia possa avere difficoltà a concepire. Tuttavia, endometriosi non significa necessariamente sterilità. Molte donne riescono ad avere gravidanze spontanee o attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita. Un percorso personalizzato con il ginecologo è essenziale.
Cure e trattamenti per l’endometriosi
Attualmente non esiste una cura definitiva, ma sono disponibili diverse opzioni terapeutiche per controllare i sintomi. La cosa migliore è prescrivere un trattamento su misura e il più conservativo possibile. Il gold standard è la terapia farmacologica. L’unico farmaco specifico per l’endometriosi è il dienogest, un progestinico orale che controlla la proliferazione delle cellule endometriali e l’infiammazione, migliorando al tempo stesso i sintomi. Si possono usare anche i normali contraccettivi orali e altre molecole, come danazolo e analoghi del Gnrh.
Quando i dolori sono molto invalidanti si può ricorrere a farmaci antidolorifici e antinfiammatori o a una vera e propria terapia del dolore. Quando la terapia medica non è efficace o nei casi gravi di può optare per un intervento in laparoscopia, mirato a rimuovere le lesioni endometriosiche.
La gestione dell’endometriosi può includere anche un supporto psicologico, una fisioterapia del pavimento pelvico e una nutrizione mirata. Infatti, un approccio integrato migliora significativamente la qualità della vita.
L’importanza dell’alimentazione
La gestione dell’endometriosi passa anche attraverso uno stile di vita sano e un’alimentazione mirata per ridurre l’infiammazione sistemica e pelvica. Secondo la dott.ssa Serena Missori, endocrinologa e diabetologa, autrice del volume “Il reset ormonale – dal ciclo alla menopausa senza stress” (Edizioni Lswr), una dieta adeguata può:
- ridurre il dolore;
- contrastare stanchezza e spossatezza;
- stabilizzare le fluttuazioni emotive;
- ridurre la dominanza estrogenica;
- limitare l’infiammazione.
Alimenti da limitare o evitare
- Derivati del latte: massimo una volta a settimana perché possono aumentare l’infiammazione.
- Carne rossa: solo saltuariamente e preferibilmente biologica. Infatti, può peggiorare l’infiammazione e contenere ormoni.
- Insaccati e carne di maiale: accendono l’infiammazione.
- Zuccheri semplici e dolci confezionati: aumentano l’infiammazione.
- Carne bianca: evitarla per 2-4 settimane e poi consumarla 2-3 volte alla settimana, biologica.
- Grassi idrogenati.
- Alcol: altera il funzionamento del fegato, che rimuove gli estrogeni in eccesso.
- Soia e derivati: contengono ormoni.
- Segale.
- Avena: una volta alla settimana perché contiene fitoestrogeni.
- Glutine: ridurlo per 2-4 settimane, privilegiando cereali a basso contenuto come farro, timilia, Senatore Cappelli, o senza glutine come riso, quinoa, miglio, sorgo e grano saraceno.
Alimenti consigliati
- Frutta oleosa (noci, mandorle)
- Avocado
- Bevande vegetali da frutta secca
- Pesce azzurro di piccola taglia
- Salmone selvatico ricco di Omega 3
Nutraceutici funzionali di supporto
Alcuni nutraceutici possono aiutare nella gestione dei sintomi (sempre sotto controllo medico).
- Artiglio del diavolo: antinfiammatorio e antidolorifico utile in caso di dismenorrea e dolore pelvico.
- Agnocasto: modulatore ormonale, supporta la produzione di progesterone e la fase luteinica.
- Melissa: antispastica, utile per dolore pelvico, ansia e sintomi gastrointestinali correlati.
Vivere con l’endometriosi
L’endometriosi non è solo una malattia fisica: ha un impatto psicologico, sociale e lavorativo. Parlare apertamente di questa patologia è fondamentale per abbattere lo stigma e favorire diagnosi tempestive. La consapevolezza è il primo passo: il dolore non va normalizzato, ma ascoltato.
Se una donna sospetta di avere sintomi compatibili con l’endometriosi, dovrebbe rivolgersi a uno specialista. Una diagnosi precoce può fare la differenza nella gestione della malattia e nella qualità della vita.
Foto di copertina di unknownuserpanama via Pixabay




