Piede diabetico, un nuovo farmaco da Cuba
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Piede diabetico, un nuovo farmaco da Cuba

25/05/2015
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I pazienti diabetici hanno una paura diffusa: il piede diabetico, che è la prima causa al mondo di amputazione. C’è un caso di amputazione ogni 30 secondi e in Italia ce ne sono 3000 ogni anno. Tale condizione porta a ridurre le aspettative di vita. Perché ciò avviene? Perché il diabete porta a problemi di alterata circolazione del sangue, quindi sofferenze di arterie e nervi. Il piede diabetico si manifesta con cancrena e ulcere e riguarda 300.000 casi, riscontrati tra i diabetici, che in Italia sono 4 milioni. Che cosa si può fare? Una speranza arriva da Cuba, dove si parla di riduzione del rischio di amputazione.

Cuba: riduzione del rischio di amputazione

Nel 2007, a Cuba, è stata studiata un nuova molecola, chiamata “l’heberprot-p”, esito di uno studio della durata di dieci anni presso il Center for genetic engineering and biotechnology a l’Havana. Molti sono stati gli esperimenti attuati, prima sugli animali, poi sull’uomo. Lo sappiamo perché la notizia è trapelata al Settimo Simposio Internazionale sul tema, conclusosi ad Amsterdam nel corso della giornata di ieri.

Il farmaco è già stato adottato in 23 paesi. Ora tocca all’Agenzia europea del farmaco, perché il prodotto sia disponibile anche in Europa. Grazie al nuovo preparato le lesioni diventano piccole e cicatrizzano in poco tempo. Diminuiscono non soltanto i casi di amputazione, ma anche i costi diretti. A Cuba l’ulcera al piede si cura a l’Havana, in cliniche distanti cinque chilometri l’una dall’altra. Il farmaco si somministra facendo infiltrazioni dell’ulcera tre volte a settimana.

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Epidemia del ventesimo secolo

Il diabete, che l’Onu chiama “epidemia del ventesimo secolo”, è una malattia cronica. Nel diabetico i livelli di glucosio nel sangue sono alti rispetto alla norma perché l’ormone insulina viene prodotto in modo inadeguato o assente (tipo 1) oppure i tessuti non riescono a utilizzare l’insulina (tipo 2). Che succede dopo anni di malattia, se questa viene curata male? Ci sono complicanze croniche e nervi e vasi arteriosi ne risentono: ciò avviene, come è facile da immaginare, soprattutto negli arti inferiori. Si creano problemi di sensibilità e appoggio mentre si cammina: di qui, la formazione di ulcere, difficili da guarire, come ricorda Luigi Uccioli, specialista in diabetologia e docente all’Università di Tor Vergata di Roma. C’è di più: l’alterata circolazione sanguigna colpisce anche le arterie coronarie e quelle che arrivano al capo: divengono più probabili infarti e ictus.

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.