Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Elva
Turismo

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: Elva

23/07/2017
346 Visite

Incuneata in una conca tra le montagne cuneesi, nella valle Maira, c’è Elva, un tipico “paese diffuso” formato da alcune frazioni distribuite tra i 1100 ed i 3000 metri slm, in un territorio dominato dai monti Pelvo, Chersogno e Marchisa, nelle Alpi Occitane.

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: ElvaLa particolarità di Elva e del suo territorio consiste nell’essere un vero e proprio eden; paesaggi mozzafiato, pascoli verdissimi pieni di pecore e mucche, stradine e sentieri che s’inerpicano sui pendii e all’interno delle valli, verso i piccoli borghi dove vivono in pace e serenità appena un centinaio di persone che richiamano la cultura occitana e provenzale, le quali, d’inverno, si ritrovano piuttosto isolati in mezzo a metri di neve che ricopre ogni cosa, creando uno scenario da favola, nell’assoluto silenzio delle borgate.

I borghi non sono altro che gruppetti di case sparse qua e là in mezzo a boschetti di pini, larici e pascoli; una delle strade per raggiungere Elva, stretta ma facilmente percorribile, passa per quello che è chiamato l’Orrido di Elva, tra alte e suggestive pareti di roccia che la sovrastano e varie gallerie che le attraversano.

Elva, antico borgo d’origine romana

A quanto pare l’abitato risale al periodo romano, come attesta una lapide ritrovata in zona ed inglobata nella facciata della chiesa del paese, nel borgo principale di Serre; la sua posizione isolata e distante dalle vie di comunicazione del fondovalle, ha contribuito non poco a mantenerla fuori dalle guerre e lotte per il potere delle varie signorie medioevali.

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: ElvaE medioevale è rimasto anche l’impianto urbanistico delle varie frazioni di Elva, con case in pietra, talvolta con intere pareti in tronchi d’albero, sormontate da un tetto a lastre di ardesia sostenuto da travature in legno.

Gli edifici sono per lo più su tre livelli: quello inferiore adibito a stalla, quello di mezzo ad abitazione e quello superiore adibito a fienile; le case più antiche hanno soffitti in legno, mentre quelle sette-ottocentesche hanno generalmente la stalla in basso con una volta a botte.

In alcuni degli edifici più caratteristici sono presenti dei porticati e delle balconate su più livelli, sostenuti da colonne in pietra; alcune abitazioni hanno in alto dei passaggi chiusi tra un fienile e l’altro; alcuni esempi di queste particolari caratteristiche edilizie sono soprattutto nelle frazioni Molini Allioni e Chiosso.

L’edificio più rappresentativo di Elva è la trecentesca chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, in località Serre, costruita in stile romanico, decorata con affreschi di un artista fiammingo a fine quattrocento; notevoli anche le bellezze architettoniche all’interno, tra cui spicca una fonte battesimale in pietra scolpita del XIV secolo e un’acquasantiera del 1463.

Immagine di copertina
Salute
Vincere il tumore si può
In Toscana sono quasi 66mila le persone che si sono lasciate il cancro alle spalle. Parliamo…
Elva, il museo dei Pels

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: ElvaUn’altra particolarità di Elva è costituita dal suo Museo dei Pels, aperto nel 2006 per celebrare l’attività dei “Caviè o Pelassiers”, gli elvesi che nell’ottocento si spostavano nelle città della pianura padana o in Francia, dove svolgevano l’attività di raccolta dei capelli, usati per le parrucche della nobiltà, dei magistrati e delle attrici di cinema e teatro.

Una volta raccolti i capelli tagliati, li portavano ad Elva dove le donne li lavoravano nei piccoli laboratori familiari, lavandoli, pettinandoli e dividendoli in mazzetti a seconda della colorazione, della lunghezza e della finezza, prima di spedirli ai grossisti delle varie città europee e del nordamerica.

Dopo il progressivo spopolamento delle borgate negli anni ’60, l’economia locale si è caratterizzata per lo più con i lavori di agricoltura e pastorizia; oggi, oltre all’allevamento del bestiame, si è affacciata anche la nuova opportunità del turismo ambientale, con la riscoperta dei sentieri delle montagne circostanti, che si possono percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo, lungo le antiche mulattiere, come quella denominata “A spass per lou viol” o la “strada dei cannoni” sul crinale tra la Valle Maira e la Valle Varaita.

La toma di Elva

Turismo sostenibile: i mille borghi della bell’Italia: ElvaTra le curiosità di cui turisti, escursionisti e visitatori di Elva possono godere, oltre alla splendida sensazione di bellezza dei luoghi, c’è anche quella rappresentata dal suo prodotto tipico per eccellenza, la “Toma di Elva” o “Caso di Elva”, un formaggio stagionato a latte parzialmente scremato di vacche di razza Piemontese, prodotto ormai solamente dal locale Caseificio cooperativo Elvese.

Si tratta di un formaggio molto particolare, che richiede una lunga e ripetuta lavorazione del latte di due mungiture, che dopo la stagionatura per almeno un mese, fino ad uno o più anni, diventa “blu” grazie alle muffe che si sviluppano sulla superficie della crosta.

Massimo Tommasini, esperto in editoria aziendale e ambiente