dieta del digiuno

Ridurre l’obesità? Un digiuno controllato potrebbe essere la soluzione

– Cosa si intende per digiuno terapia?
– Come si effettua?
– Quali sono i suoi benefici?
– Perché può essere considerata una terapia per combattere specifici problemi?
– Perché le diete risultano fallimentari nella cura e prevenzione di diabete e obesità?
– E perché la ‘digiunoterapia’ risulta la strada vincente?

digiuno intermittenteA queste domande risponde il dott. Salvatore Simeone nel suo nuovo volume, da pochi giorni in libreria, “Il digiuno felice – Il segreto per essere più belli e più sani” (Edizioni Lswr).

Il manuale, giunto alla seconda edizione, è una guida completa alla ‘digiunoterapia’ e spiega come si effettua il digiuno, quali sono le linee guida universali da adattare alle variabili personali, alla stagionalità, allo stato emotivo ecc.

Inoltre, come si effettua il reintegro alimentare post digiuno, che non può essere identico per tutti e cosa dicono le più recenti ricerche scientifiche a supporto del digiuno.

Infine, si indaga la fisiologia del digiuno e perché, se ben fatto, può produrre veri e propri miracoli terapeutici per combattere specifiche problematiche.

Il digiuno come prevenzione e cura del sovrappeso e dell’obesità

Il digiuno può avere un ruolo nella gestione del sovrappeso per diversi motivi.

digiuno terapiaInnanzitutto, è ovvio che un digiuno dia risultati eccezionali anche per quanto riguarda il calo ponderale nel caso venga fatto per il sovrappeso e l’obesità, ma la sua valenza è altrettanto importante anche quando si torna alla normale vita di routine.

“Infatti, dal momento in cui si è sperimentato almeno un digiuno di alcuni giorni nella vita – e il beneficio che se ne riceve in cambio – si impara a considerarlo una tecnica ‘familiare’ da utilizzare ogni qual volta faccia comodo o se ne senta il bisogno”, spiega Simeone.

“In riferimento alla gestione del peso, io consiglio spesso un giorno di digiuno al mese; qualcuno potrebbe dire che è poca cosa, ma si sbaglia di grosso”, aggiunge l’autore.

Infatti, un giorno di digiuno consente un dimagrimento medio che va da 1 a 2 kg.

“Immaginiamo di dimagrire il minimo previsto: 12 kg in un anno sono sempre una garanzia, sia per chi vuole dimagrire ulteriormente sia per chi non vuole fare sacrifici dietetici e desidera mangiare un po’ di più senza ingrassare. È solo uno dei tanti esempi di come chi conosce il digiuno può utilizzarlo a proprio vantaggio”, afferma Simeone.

È evidente, però, che si debbano dare al paziente anche altre basi che permettano di conoscere la propria tipologia energetica e metabolica, al fine di gestirsi autonomamente e consapevolmente, affrancandosi una volta per tutte da diete di moda.

La comprensione di questo nuovo paradigma non è semplicissima perché la dietologia convenzionale ci ha abituati a considerare ‘pericolosi’ alcuni alimenti, come il pane, la pasta, la pizza, i dolci ecc.

Perché il conteggio delle calorie e le classiche diete hanno fallito?

Nel campo della prevenzione e della cura del sovrappeso, esistono rischi associati a diete sbagliate che, da un lato, non sempre tutelano la salute del paziente e, dall’altro, comportano assai spesso la ripresa dei chili precedentemente perduti.

dieta digiuno intermittentePer esempio, la quasi totalità delle diete prescritte si basa sul conteggio delle calorie e sull’abuso di alimenti a elevato contenuto proteico.

“A volte, inoltre, queste diete definite ipocaloriche sono ‘aiutate’ dall’uso di farmaci. Come risultato, dopo aver seguito diete così stressanti (ammesso che si sia riusciti), quasi sempre i chili persi vengono riacquistati”, commenta l’autore.

A questo punto ci si sente frustrati, demotivati e la salute continua a subire effetti negativi (cuore, vene, colesterolo, fegato, cellulite ecc.).

I dati statistici parlano chiaramente: la quasi totalità delle persone che si sottopongono a una dieta riprende successivamente tutti i chili perduti e, spesso, anche di più.

Perciò non può essere una semplice dieta, qualsiasi essa sia, a cambiare le carte in tavola alla persona che deve dimagrire.

Da alcuni decenni gli scienziati hanno dimostrato che il problema del sovrappeso dipende dal fatto che sia l’ipotalamo sia altre strutture cerebrali condizionano il soggetto a livello inconscio. Ci si ritrova, così, ad accumulare grasso per ‘difesa’ nei confronti di stati d’animo negativi, specialmente paura, ansia, rabbia, depressione, delusione e lutti.

Quali sono le persone che hanno maggiori difficoltà a dimagrire e perché?

Esistono alcune categorie di persone che, pur con sforzi enormi, spesso non riescono a dimagrire:

  •  le persone che non si sono mai sentite amate o, comunque, non lo sono state come avrebbero voluto;
  • chi ha vissuto traumaticamente la fine di un rapporto affettivo o, comunque, vive una relazione molto conflittuale;
  • coloro che sono in ansia per grandi problemi economici o pratici;
  • chi ha avuto gravi lutti non ben “digeriti”;
  • chi ha familiari che lottano con gravi malattie;
  • le persone che hanno avuto incidenti gravi;
  • coloro che hanno preso, per vari motivi, una serie di farmaci che hanno bloccato l’ipotalamo e il metabolismo.

“Rientrare in uno o più di questi gruppi significa avere un ‘blocco funzionale’ dell’ipotalamo che impedisce di ottenere un facile dimagrimento, perché in tali condizioni la ghiandola si mette sulla difensiva e accumula grasso con facilità”, conclude Simeone.

 

 

 

Copertina Foto di Andres Ayrton: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-senza-volto-sfocatura-sport-6551427/

Foto di Anna Tarazevich: https://www.pexels.com/it-it/foto/numero-verde-e-bianco-9-5910763/

Foto di Andres Ayrton: https://www.pexels.com/it-it/foto/donna-senza-volto-dentro-non-salutare-6550872/

 

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