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Aiom, "io so di non sapere": sempre meno italiani informati sulla salute

Aiom, “io so di non sapere”: sempre meno italiani informati sulla salute

Aiom si informa in merito alle conoscenze degli italiani rispetto alla salute. “Io so di non sapere”, diceva il filosofo (Socrate, ndr). Essere coscienti della propria ignoranza aiuta a migliorare e a colmarla. Con questa angolazione, con questo spirito, dobbiamo leggere un sondaggio che è stato posto in essere in merito alle conoscenze dei nostri connazionali in merito alla salute.

Gli italiani sono informati in merito alle tematiche legate al proprio benessere? E’ stato chiesto agli italiani stessi, nel corso di un’indagine Censis-Agenas.

Il risultato ottenuto è apparso chiaro: nel 2014 coloro che si ritenevano informati erano pari al 70,9%, nel 2016 invece sono diminuiti, fino a raggiungere il 62,5%.

Coloro che si dichiarano poco o per nulla informati su questi temi sono aumentati dal 29,1% al 37,5%.

La salute degli italiani: internet come fonte di notizie

Cresce il ruolo di internet come fonte di notizie. Si tratta, del resto, di un’arma a doppio taglio, poiché non tutti, navigando sulla rete delle reti, controllano scrupolosamente che il contenuto scelto provenga da fonte attendibile.

Aiom, "io so di non sapere": sempre meno italiani informati sulla salute

Quasi due terzi degli italiani si rivolgono a internet per i dubbi sulla salute e le malattie il 32,3% utilizza il web abitualmente per questioni relative a ciò.

Fra coloro che si sono rivolti al Servizio sanitario nazionale (per sé o per una persona vicina) per problemi oncologici, il web ha un peso rilevante, anche se inferiore.

Durante lo scorso anno, il 15,9% ha consultato portali specializzati su temi di salute o scientifici e il 9,2% ha visitato siti istituzionali.

Ma… attenzione: le fonti principali restano l’oncologo, al quale si è rivolto il 54,1% e il medico di famiglia con il 48,2%. Che cosa cercano gli italiani in argomento? Informazioni in merito a terapie, screening, prevenzione e stili di vita.

Aiom, le nuove vie della comunicazione in oncologia: un corso

Le nuove vie della comunicazione in oncologia sono la tematica del III corso nazionale per giornalisti medico-scientifici che Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) organizza. Il corso si svolge oggi e il 1 luglio presso l’Irccs-Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia (Auditorium Core).

Aiom, italiani e informazioni sulla salute: la parola all’esperto

Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom e direttore dell’Unità operativa di Oncologia dell’Irccs-Arcispedale S. Maria Nuova di Reggio Emilia, si è espresso in questo modo: “L’accesso a una grandissima quantità di informazioni, soprattutto acquisite online da fonti incerte e non sempre verificate, ha inevitabilmente incrementato i dubbi e le incertezze su questi temi. Per questo sono diminuiti i cittadini che ritengono di essere informati, in un certo senso hanno acquisito una percezione più realistica del loro bagaglio di conoscenze sulla salute. È importante che i giornalisti e i clinici difendano i cittadini dalle ‘bufale’ che talvolta circolano nei media, serve un’alleanza fra le due professioni che parta dalla capacità di individuare fonti certificate. Oggi si può guarire dal cancro, le terapie sono rispettose della qualità di vita. Ed è responsabilità dei giornalisti, non solo dei clinici, far conoscere ai cittadini ciò che la scienza ha ormai conquistato. Nel nostro Paese il 63% delle donne e il 54% degli uomini colpiti dal cancro sconfiggono la malattia: per questo non si può più parlare di male incurabile”.

La lotta ai tumori nei social media è la tematica di una delle sessioni del corso.

Carmine Pinto aggiunge: “I cittadini possono attingere informazioni direttamente da fonti certificate quando si tratta di profili ufficiali e i clinici trovano in questo scambio un confronto continuo, soprattutto se il social network consente un alto livello di interazione. Uno studio ha mostrato i risultati di un innovativo sistema basato sul web (Symptom tracking and reporting), che consente ai pazienti di segnalare i sintomi legati alla malattia e alla chemioterapia in tempo reale, attivando un allarme via mail ai medici in caso di necessità. Questo sistema ha aiutato i pazienti a vivere più a lungo, con una sopravvivenza maggiore di ben 5 mesi rispetto a coloro che non lo utilizzavano”.

Le nuove tecnologie? Considerate luci e ombre, sono alleati preziosi, come evidenziato in alcuni studi presentati al cinquantatreesimo congresso dell’American cociety of Clinical oncology (Asco), il più importante appuntamento mondiale di oncologia, che ha avuto luogo a Chicago di recente.

About Giorgio Maggioni

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.

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