Come si fabbrica il sangue
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Come si fabbrica il sangue

07/11/2015
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Il sangue: sostanza rossa che permette la vita. Dagli anni Sessanta in poi, si pensava che il sangue si sviluppasse con molti passaggi intermedi. Non è così: si forma in modo più veloce del previsto. Segue, poi, vie diverse, nello sviluppo del feto e nell’individuo adulto. Un esperimento in questo senso è stato condotto in Canada, dal gruppo della University health network di Toronto. Ha coordinato la ricerca, pubblicata dalla rivista Science, John Dick. A che cosa serve questa scoperta? Un giorno, potremmo produrre sangue artificiale e non dipendere più dai donatori.

Sangue: le teorie consolidate

Questa era la teoria applicata fino a oggi: i diversi tipi di cellule si sarebbero formate sulla base di una ‘gerarchia’ definita di passaggi. A partire dalle cellule staminali multipotenti, si sarebbero formate tutte le cellule del sangue: eritrociti, piastrine, leucociti. Dalle cellule multipotenti, con un processo di differenziazione, si sarebbero determinate le cellule oligopotenti, dalle quali si originano linee linfoidi o mieloidi, e unipotenti, capaci di differenziarsi in un singolo tipo di cellula.

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Sangue: la nuova teoria

Sulla base degli esperimenti, si è visto che le diverse cellule del sangue si formano dalle staminali, evitando ulteriori passaggi. Una volta formato, poi, il sangue non è stabile, poiché il sistema sanguigno ha variazioni tra l’inizio dello sviluppo e l’età adulta.

Così si è svolta la ricerca: sono state prese in considerazione circa 3.000 singole cellule prelevate da 33 diverse popolazioni di staminali e cellule progenitrici, ricavate da campioni di sangue umano ottenuto in vari stadi ed età della vita. Fatto ciò, è stata eseguita la mappatura della discendenza di queste cellule. Seguendo lo sviluppo del sangue da vicino si è capito come stavano le cose.

Come si fabbrica il sangue, significato della scoperta

Così si è espresso il ricercatore principale John Dick, scienziato senior al Princess Margaret cancer centre dell’University health network (Uhn) e professore nel dipartimento di genetica molecolare all’università di Toronto: “La nostra scoperta significa che saremo in grado di capire molto meglio un’ampia varietà di malattie: dall’anemia, condizione nella quale non ci sono abbastanza cellule sanguigne, alla leucemia, nella quale ci sono troppe cellule sanguigne. Qualcosa come passare in tutto il mondo dalla vecchia televisione in bianco e nero alla nuova alta definizione”.

Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.