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Un fondo nazionale per l’oncologia

Un fondo nazionale per l’oncologia

Sono state trentasette le molecole anticancro introdotte in cinque anni: dal 2009 al 2013. Nel 2014, poi, se ne sono aggiunte dieci. Le armi che abbiamo contro il cancro si potenziano. In cinque anni (2009-2013) sono state introdotte a livello globale 37 nuove molecole anticancro. E nel 2014 sono state ben dieci. La crescente disponibilità di armi innovative ha permesso di raggiungere risultati impensabili fino a pochi anni fa. I pazienti italiani, tuttavia, hanno avuto accesso soltanto a 22 delle 37 nuove molecole. Non così negli Stati uniti: (31 molecole su 37), Germania (28 su 37) e Gran Bretagna (28 su 37).

C’è una soluzione al problema: istituire un fondo nazionale per l’oncologia.

Un appello in questo senso è stato lanciato nel corso del quarto Congresso nazionale della Corte di giustizia popolare per il diritto alla salute, in corso fino a oggi a Rimini.

Oncologia e invecchiamento della popolazione

La problematica è particolarmente pungente per coloro che sono nella terza età, posto che la popolazione sta invecchiando. Così si è espresso Roberto Messina, presidente nazionale di Senior Italia FederAnziani: “L’Italia è il Paese più vecchio d’Europa: il 20% della popolazione ha oltre 65 anni, per un totale di 12 milioni di persone. E l’invecchiamento rappresenta un fattore determinante nello sviluppo del cancro. È essenziale creare subito questa fonte specifica di risorse dedicate per far fronte alle richieste di tutti i cittadini colpiti dalla malattia e per garantire i migliori trattamenti disponibili senza differenze fra le varie Regioni”.

Fondo nazionale per l’oncologia: una petizione popolare

Una petizione popolare è stata aperta a sostegno del fondo, con una raccolta di firme, al fine di istituire il fondo nazionale per l’oncologia.

Non bisogna dimenticare che il 60% dei pazienti guarisce oggi, contrariamente a quanto avveniva alla fine degli anni Settanta, quando solo poco più del 30% dei malati erano destinati a continuare la vita ( erano il 47% negli anni Novanta).

Le persone che vivono con questa diagnosi, che nel 2015 sono circa sei milioni, presentano esigenze specifiche.

Oncologia, cresce il peso economico delle terapie

E’ cresciuto anche il peso economico delle terapie anticancro. I farmaci antineoplastici e immunomodulatori, per la prima volta, si collocano subito dopo i trattamenti cardiovascolari, per impatto sulla spesa farmaceutica complessiva (3.934 milioni di euro), secondo i dati Aifa 2014. Per spesa pubblica a carico del Servizio sanitario nazionale (3.899 milioni), poi, tali molecole sono al primo posto.

Delle 363mila nuove diagnosi previste nel 2015, più della metà riguarda gli ultrasettantenni. Aggiunge Messina: “La Corte di giustizia popolare per il diritto alla salute è una piattaforma tecnico-scientifica che promuove e coordina un’attività sinergica, condivisa e concreta tra tutti gli attori del Servizio sanitario nazionale. La sostenibilità del sistema e la sopravvivenza degli standard a cui siamo abituati potranno essere garantite solo da una gestione accurata delle trasformazioni in atto. Abbiamo bisogno di ancorare i nuovi modelli di analisi e di gestione della salute, più adatti alla realtà che cambia, a fondamenta solide e condivise da parte di tutti gli attori in gioco. La costituzione di un fondo nazionale per l’oncologia è il primo passo per garantire la sostenibilità del sistema e un uso razionale delle risorse”.

Oncologia: maggior rischio per gli anziani

Il rischio oncologico per gli anziani è 40 volte più alto rispetto alle persone di 20-40 anni e 4 volte maggiore rispetto a quelle di 45-65 anni. Oltre i 70 anni il tumore della prostata è al primo posto (20%), seguito dal polmone (17%), colon-retto (14%), vescica (12%) e stomaco (5%); tra le donne di quell’età la neoplasia della mammella è quella più frequentemente diagnosticata (21%), seguita dal colon-retto (17%), dal polmone (7%), dallo stomaco (6%) e dal pancreas (6%).

Così conclude Messina: “L’Istituzione di un fondo nazionale consentirà anche di migliorare il coinvolgimento degli anziani nei programmi di screening e nelle sperimentazioni cliniche dei trattamenti innovativi. L’obiettivo primario è promuovere l’evoluzione del Servizio sanitario con politiche volte a un sistema universalistico concretamente equo, omogeneo e sostenibile a tutela di tutti, nel rispetto del diritto alla salute”.

About Isabella Lopardi

Isabella Lopardi
Isabella Lopardi ha lavorato come giornalista, traduttrice, correttrice di bozze, redattrice editoriale, editrice, libraia. Ha viaggiato e vissuto a L'Aquila, Roma, Milano. Ha una laurea magistrale con lode in Management e comunicazione d'impresa, è pubblicista e redattore editoriale. E' preside del corso di giornalismo della Pareto University.

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