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Torna OrapOsso, l'iniziativa a favore delle donne con tuore al seno

Torna OrapOsso, l’iniziativa a favore delle donne con tumore al seno

OrapOSSO rinnova il suo impegno a favore delle donne che, in trattamento con terapie ormonali adiuvanti per questa neoplasia, sono esposte al rischio di fratture provocate da fragilità ossea.

Stiamo parlando dell’iniziativa per aiutare le donne con tumore al seno, promossa da Amgen in partnership con Europa Donna Italia, F.I.R.M.O. Onlus (Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso) e SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi e del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro) e con i patrocini di SIE (Società Italiana di Endocrinologia), FONDAZIONE AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e W4O (Women for Oncology), CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano)

“Una paziente su quattro subisce una frattura da fragilità collegata alle terapie ormonali adiuvanti, farmaci salva-vita che causano l’iper-riassorbimento osseo e la conseguente fragilità dello scheletro, con l’aumento del rischio di fratture”, spiega Maria Luisa Brandi, Presidente F.I.R.M.O. Onlus-Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso, specialista in Endocrinologia.

La fragilità ossea è un problema che riguarda anche le donne giovani malate di tumore perché la terapia e l’improvvisa deprivazione degli ormoni estrogeni è causa di menopausa precoce, condizione associata all’aumento della fragilità ossea.

“È necessario quindi un intervento tempestivo che, con terapie anti-riassorbitive mirate, possa ridurre fino al 50% il rischio di fratture”, conclude Maria Luisa Brandi.

Oraposso è anche sapersimuovere

Fare attività fisica contribuisce a migliorare l’elasticità e la qualità del tessuto osseo, allena la coordinazione dei movimenti e l’equilibrio. Praticare sport infatti è un fattore di prevenzione anche delle cadute, oltre a contribuire al benessere psicofisico.

È sulla base di queste certezze che OrapOSSO ha dedicato all’esercizio fisico la campagna 2021 con un programma di allenamento indoor e outdoor dedicato alle pazienti,  a cura del partner tecnico Progress Lab che ha messo a disposizione chinesiologi e trainers specializzati nell’esercizio fisico specifico per le donne con tumore al seno.

“Oltre alle cure con i farmaci previste dagli specialisti, e su consiglio del medico, è bene che le donne pratichino una regolare attività fisica quotidiana, anche moderata. Il movimento contribuisce a stimolare il metabolismo osseo, prevenendo le cadute”, dice Vito Alfarano, presidente di Progress Lab.

“Il programma di attività fisica OrapOSSO, realizzato da trainer specializzati e chinesiologi, ha già aiutato le donne anche durante il lockdown a restare in forma da casa, attenuando ansia e stress, per poi proseguire con esercizi all’aria aperta”.

Saper chiedere: una guida per sentirsi più tranquille

Affrontare il tema della fragilità ossea significa anche sapersi confrontare con il medico. Il colloquio con l’oncologo, il chirurgo o il radioterapista è un momento fondamentale e delicato per tutte le pazienti. Saper chiedere è importante per prendere le decisioni giuste per la propria salute insieme al proprio medico.

Per questo è nato  “Buongiorno Dottore!  Suggerimenti per la donna che sta per incontrare il suo medico”, uno strumento semplice ma con tanti suggerimenti per aiutare le pazienti a individuare le informazioni e a instaurare un dialogo costruttivo con lo specialista.

La guida è stata realizzata grazie alla collaborazione di Europa Donna Italia con Attivecomeprima Onlus.

Otto capitoli per avere tutte le risposte delle diverse fasi della malattia: diagnosi, intervento chirurgico, esami clinici, medici, terapie, effetti collaterali, alimentazione e qualità della vita.

“Iniziare il percorso di cura significa affrontare un viaggio in cui si presentano molte problematiche da esaminare insieme all’oncologo e al team di medici impegnati a salvaguardare la vita e il benessere della donna”, dice Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia. “Un percorso spesso accompagnato da ansia e smarrimento perché la portata della malattia, anche a livello emotivo e psicologico, scatena mille domande e incertezze a cui si vorrebbero avere tutte le risposte per essere informate, rassicurate, capite”.

 

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