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Chili di troppo? Scopri qual è la tua scusa e inverti la tendenza

Chili di troppo? Scopri qual è la tua scusa e inverti la tendenza

L’epifania tutte le feste porta via, ma il Natale e le palestre chiuse potrebbero averci lasciato in souvenir qualche fastidioso chilo di troppo. Cosa fare?
Iniziamo col dire che un aumento di peso occasionale, per esempio dovuto all’ interruzione dell’attività fisica (come è avvenuto durante la quarantena) o a qualche eccesso come può accadere durante le feste, sono eventi che trovano una semplice  soluzione quando si riprende la normale routine.

Ci sono persone però che sembrano avere una naturale propensione ad accumulare chili di troppo, come se il sovrappeso fosse inscritto nel loro dna.  In realtà, considerate le debite quanto rare eccezioni, le cause dell’aumento di peso vanno ricercate altrove. Ovviamente ingrassiamo quando introduciamo un numero di calorie superiore al nostro fabbisogno, ma la domanda da porsi è un altra: perché cediamo a questo comportamento sapendo bene quali saranno le conseguenza?

La risposta è semplice: il corpo è governato dalla mente, e quando ci troviamo in un corpo sovrappeso le cause vanno ricercate anche in questa direzione.

La psiche e i chili di troppo

Le conseguenze di un conflitto psicologico non gestito ricadono sul piano biologico, presentando inspiegabili voglie di cibo, fame smodata, piccole o grandi compulsioni alimentari e tutte le irrefrenabili tendenze a gettarsi su grandi quantità di alimenti calorici.
Probabilmente conosci bene queste tendenze e sai che fanno soffrire, poiché sembra impossibile riuscire a farne a meno, o riuscire farne a meno nel lungo termine.
Hai detto bene, “sembra impossibile”, ma non lo è quando capisci il meccanismo psicologico che sta alla base.
La società tende ad etichettare queste reazioni come “stress”, o “eccesso di stress”.

Attenzione ai falsi alibi

Dal punto di vista del cervello può essere, ma di fatto, di quale stress si tratta?
Scoprirne la natura e risalire all’evento originario che ha provocato l’instaurarsi di questo comportamento, divenuto ormai abitudinario, è la chiave per varare il processo di dimagrimento naturale e definitivo.
Per quanto strano possa sembrare, quando utilizziamo espressioni come “shock psico-emotivo” o periodo stressante, vediamo l’evento originario e la causa scatenante passare in secondo piano, avvalendoci di fatto di un alibi con il tentativo di sopprimere la sofferenza.
Anche nelle persone che si dicono grasse da sempre la causa dei chili di troppo è da attribuire alla mente.
Ripercorrere gli eventi scatenanti e gli stati emotivi che hanno scritto nel cervello il “programma sovrappeso” permette di andare alla radice del problema e sradicarlo, permettendo al corpo di diventare, magro in maniera naturale e definitiva.
Con all’attivazione in parallelo di nuovi schemi emotivi e di percezione del cibo e del corpo, i nodi si sciolgono ed i programmi mentali cambiano.

Chili di troppo? Come capire dov’è il problema

Ma quali sono le emozioni e gli stati d’animo che fanno ingrassare?

  • Abbandono

Si tratta di un tema sovente implicato nell’aumento di peso, un tema più importante di quello che sembra.

Non tutti siamo stati abbandonati, ovvio, né trascurati o affidati a persone estranee fin dalla prima infanzia, tuttavia nel cervello esiste un momento o alcune situazioni, sia simboliche che reali, in cui ci si può essere sentiti abbandonati. Che l’abbandono sia reale o percepito non cambia, ciò che conta è come il nostro cervello ha vissuto quel momento (fine di una relazione, abbandono di un progetto, di una persona, di un luogo, di un progetto in cui si era creduto…).
Nel neonato uno svezzamento troppo brusco può essere vissuto come abbandono, la stessa difficoltà si ha quando un bambino vive con difficoltà il fatto di essere messo in collegio, a balia o all’asilo.
Anche la vecchiaia o il cambio di lavoro possono essere vissuti come “abbandono” della vecchia vita, che sia della propria gioventù o di una parte di esistenza che non torna più. Nel bambino, come nell’adulto, l’abbandono ricopre varie forme e rimane registrato nel cervello come situazione di tristezza e di pericolo.

  • Sottomissione

Riguarda le persone che hanno difficoltà a imporsi, pur desiderandolo, e si chiudono nel loro guscio stando in silenzio.
Questo tipo di comportamento spesso si traduce in chili di troppo, poiché porta l’individuo a manifestare troppo o troppo poco, rimanendo impotente e senza riuscire a imporsi mai.
Questa situazione, caratterizzata dal controllo, crea una sensazione di fame smodata e porta l’individuo a perdere il controllo fino a ora tenuto, e lo fa con il cibo e con le voglie irrefrenabili.

  • Timore del denaro

Il denaro viene considerato vitale, proprio come il cibo, e nel cervello si insatura un rapporto stretto tra cibo e benessere economico. Se in famiglia, o nella storia attuale, la persona vive il terrore di un fallimento economico, il cervello interpreta questo sentire come la possibilità di precarietà e di mancanza, e per sopperirle il cervello porta a fare grandi scorte di cibo, prevendo il possibile tracollo futuro. L’incertezza lavorativa e la precarietà comportano il timore di non avere abbastanza soldi, con la conseguenza arcaica del timore di non avere abbastanza cibo.
Questo quadro dipinto inconsciamente dal cervello, soprattutto se già presente nel vissuto della storia familiare, porta ad accumulare riserve, e cuscinetti di sopravvivenza, al fine di trovarsi pronti per un’ eventuale futura carestia.

  • Protezione

Quando si è stati testimone di urla, crisi, litigi e contesti violenti si tenderà a proteggersi per sentirsi al sicuro: il cervello per farlo utilizza il grasso e lo utilizza come paravento, affinché lo spazio vitale e il mondo interiore siano al sicuro e non vengano coinvolti. Ecco perché si accumulano chili di troppo.

  • Vuoto

Generalmente la natura ha paura del vuoto poiché non è nata per concepirlo, e quando lo percepisce, cerca di riempirsi.
Se non si blocca questo processo, si potrà dimagrire per un breve periodo, ma la perdita di peso non sarà mai duratura portando con sé l’effetto yo-yo, vuoto pieno, pieno vuoto.

  • Paura

Questa sensazione insorge in seguito a un evento spaventoso, o percepito come tale, in cui ci si è sentiti soli e minacciati. Nella paura generalmente l’aumento di peso di manifesta attraverso la ritenzione dei liquidi e il gonfiore, poiché il corpo blocca la funzione renale. Secondo il cervello arcaico senza acqua non c’è vita, e un individuo che vive nella costante paura e nella sensazione di doversi salvare la vita, inconsciamente, tenderà a trattenere acqua e liquidi in eccesso come difesa ed imbottitura.

  • Solitudine

Chi ha vissuto una situazione di esilio e solitudine si trova in una realtà che associa l’abbandono e l’autorità, in cui si sente sia isolato che impotente: questo attiva i processi di accumulo di chili di troppo.

  • Rifiuto di una parte del corpo

Chiunque ha una parte anatomica che meno preferisce: fianchi troppo larghi, natiche abbondanti, ventre rotondo, braccia robuste. Un conto è, però, accettare queste parti cercando di migliorarle, un altro è odiarle con conseguente rifiuto delle stesse. Più si porta l’attenzione alla parte in questione, più la si rafforza, poiché il nostro cervello interpreta in messaggio in questo modo.
Dal punto di vista della sopravvivenza, ovvero l’unica cosa che interessa al corpo, focalizzarsi sul corpo significa renderlo più forte, più mi focalizzo, meno dimagrisco, ottenendo il contrario del risultato sperato.

  • La ricerca della linea ideale

La mania di ricerca  crea un conflitto tra immagine reale del corpo grassoccio e l’immagine desiderata – inaccessibile – della donna ideale.
La bilancia e lo specchio, così, accentuano lo stess della linea desiderata, ma percepita come irraggiungibile, inviando ogni giorno lo scarto che c’è tra le due immagini e creando frustrazione, non accettazione del corpo, e fallimento della dieta. La linea ideale non deve avere nulla a che vedere con le modelle ritoccate delle copertine, ma deve essere la nostra, nella nostra versione migliore. Nessuno potrà mai essere una supermodella come Bianca Balti, ma potrai sempre essere tu nella versione più bella di te. Questo non provocherà frustrazione ma motivazione, e se associato agli altri schemi volti alla snellezza, ti farà dimagrire in maniera immediata, definitiva e naturale.

 

About Francesca Ardigò

Francesca Ardigò
Francesca Ardigò, dott.ssa in Psicologia per il Benessere Bresciana d’origine, ha vissuto i suoi primi anni tra Milano e Parigi, città nelle quali ha avuto la possibilità di studiare, conoscere e approfondire diverse materie, bazzicando sovente anche il mondo della moda e della TV; ora vive e lavora in Italia. Le sue passioni sono la mente umana, le persone e il loro benestare. Intuitiva, si occupa sia di Psiche che di Corpo -letto in chiave psicosomatica. Ritiene che ogni essere umano sia qualcosa di unico ed irripetibile, per questo si fa carico della persona nella sua interezza proponendo un approccio individuale e personale. Dicono di lei che sappia leggere le persone e che sia in grado di trovare una soluzione e una strada anche quando essa sembra sommersa dalla nebbia. Crede nei miracoli e ama farli accadere.

One comment

  1. Avatar

    La mia dottoressa!!! Lei è molto intelligente e speciale! È proprio vero io ho provato sulla mia pelle come le emozioni influenzano la mia forma fisica

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