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Andrea De Carlo, un conflitto fra padre e figlia tra moti del cuore e piatti da chef

Andrea De Carlo, un conflitto fra padre e figlia tra moti del cuore e piatti da chef

Andrea De Carlo è arrivato a quota venti: venti romanzi scandiscono la sua carriera di scrittore, ai quali si affiancano attività nel campo della cinematografia e della musica, rendendolo un autore estremamente interessante.

Sono trascorsi trent’anni dal grande successo di “Due di due”, grande affresco generazionale attraverso la vicenda privata dei due protagonisti, quando scriveva: “Aveva questo modo di proteggere i suoi sentimenti sotto strati di cinismo e ironia: a volte ci riusciva così bene da farli languire nell’ombra finché erano perduti.”

In “Una di Luna”, l’ultimo romanzo, il cerchio sembra chiudersi a scadenza precisa, perché il cinismo (a volte istintivo, non calcolato) e l’ironia hanno ancora un ruolo da protagonisti, sebbene in questa occasione servano a stanare i sentimenti celati in uno scontro generazionale.

Scrivere di genitori e figli è facile, è un argomento che si presta a innumerevoli rappresentazioni, scrivere bene di genitori e figli, senza scadere negli stereotipi e nella banalità, lo è molto meno e lo sa bene Andrea De Carlo che sceglie una coppia di protagonisti assoluti fuori dagli schemi, con alle spalle un vissuto comune che li ha più allontanati che avvicinati.

Per Andrea de Carlo, padre e figlia chef  

Il mondo della cucina stellata, dei grandi chef, del cibo che si trasforma in opera d’arte ci è molto più noto da quando i programmi televisivi che propongono questi format hanno invaso le nostre quiete giornate, allietate per lo più da una carbonara o un’arrabbiata, non dalle “ lenticchie, precedentemente selezionate da due vergini altoatesine, e tagliate alla julienne” come insegna Alain Tonné, il cuoco marsigliese di Antonio Albanese.

La cucina, quindi, è entrata a far parte del nostro quotidiano e non ci stupisce trovare i due protagonisti del romanzo di Andrea De Carlo impegnati a preparare piatti squisiti, anche se in due contesti lontani tra loro.

Achille e Margherita Malventi sono padre e figlia, sono entrambi chef, non lavorano insieme per incompatibilità di carattere, hanno rispettivamente ottantasette e quarant’anni e hanno davvero pochissime cose in comune.

Achille è sempre stato un uomo assetato di affermazione e successo, a fronte di un lavoro instancabile per ottenerlo, ma nella convinzione di brillare di luce propria non ha saputo costruire relazioni solide coi suoi collaboratori, figlia compresa, troppo impegnato a elaborare i suoi piatti destinati ad un pubblico dal palato raffinato ma più ampio possibile.

Margherita ha subito questa autorità paterna a lungo, ha vissuto l’infanzia con un padre assente e una madre rassegnata alla situazione, ha imparato da lui i segreti della cucina ma ha cambiato completamente rotta, uscendo dal cono d’ombra paterno per aprire, con una socia, un locale con pochi posti a sedere, attento soprattutto alla qualità del cibo.

Tutto questo a Venezia.

Nella città lagunare i clienti sono quasi esclusivamente turisti di passaggio, ma Margherita non ha abbracciato la filosofia del raggiro, non importa se passeranno una sola volta nel suo locale, saranno comunque trattati come si conviene, sia per il cibo sia per il costo.

Achille, invece, che negli anni non ha saputo imbrigliare la sua ambizione, è caduto vittima di soci disonesti che ne hanno sfruttato l’abilità, la fama e il marchio, sottraendogli il suo locale ed estromettendolo dal Mal20, fatto questo che sta avvelenando la sua vecchiaia.

Tra padre e figlia non c’è mai stata dimostrazione d’affetto, solo tensione, critica ironica nei confronti del lavoro e delle scelte dell’altro, un allontanamento progressivo che ha portato Margherita a lasciare la casa di Venezia e trasferirsi a Mestre col suo compagno, dal quale non ha alcuna compensazione affettiva.

Da questo passato, centellinato sapientemente da Andrea De Carlo capitolo dopo capitolo, nasce l’occasione del presente, l’input dal quale la vicenda, raccontata da Margherita in prima persona, prende le mosse: Achille Malventi, uno chef che ha fatto la storia della cucina italiana, è invitato come ospite d’onore nella trasmissione televisiva Chef Test, l’ennesimo talent show televisivo dedicato alla cucina.

Ad accompagnarlo a Milano sarà la figlia, che si illude di poter recuperare in due giorni di vita a contatto col padre ciò che è andato perso negli anni e di cui sovente percepisce la mancanza.

Il viaggio in treno da Venezia, la notte in albergo, la partecipazione allo show potrebbero forse riavvicinarli, o per lo meno questa è l’aspettativa di Marghe.

Andrea De Carlo ci introduce nel mondo illusorio dei talent show televisivi

Achille Malventi ha accettato l’invito considerandolo un modo per potersi vendicare pubblicamente dei soci che lo hanno rovinato, non per il desiderio di apparire in tv, e Margherita presume a quali delusioni andrà incontro il padre venendo a contatto con la finzione televisiva.

Sono due giorni incandescenti, per entrambi: Achille si sente circondato da pressapochisti, individui incapaci di cucinare ma considerati chef stellati, pronti a giudicare con ferocia gli ingenui partecipanti alla gara, falsi adulatori di Malventi a fini pubblicitari.

Per Margherita si tratta di dover arginare le esternazioni paterne, rimediare ai suoi interventi troppo sinceri per poter essere apprezzati, cercare la fuga in una periferia inospitale dove sorgono gli studi televisivi e si registrano le puntate di Chef Test.

In un contesto fluttuante tra realtà e illusione Margherita fa un incontro strabiliante con un enigmatico francese di nome Jules, di fronte al quale le sue certezze concrete e razionali vacillano con forza.

La sua speranza di rimediare ai danni prodotti da un padre anaffettivo naufraga e i Malventi fanno ritorno a Venezia: Achille a casa, dove attende con impazienza che venga trasmessa la puntata registrata durante la quale ha denunciato gli ex soci, ha reso nota la truffa a cui lo hanno assoggettato, ha cucinato tra mille difficoltà un piatto della sua terra d’origine, l’Abruzzo; Margherita al suo piccolo ristorante e alle sue ricerche del pesce più fresco, delle verdure di stagione, dei prodotti locali più semplici e più gustosi.

Su tutti, sui calli e sui canali, risplende la Luna, che Margherita considera la sua confidente, l’elemento della natura in cui meglio si riconosce, la metafora del suo essere e del suo pensare.

Improvvisamente, però, la quotidianità subisce uno scarto imprevisto, ciò che sembrava assodato e sedimentato non è più tale, a partire dal momento in cui Margherita si unisce al padre e alla madre per la visione della puntata del talent.

Nulla è come ci si sarebbe aspettati, o meglio come Achille avrebbe voluto che fosse, ma il cambiamento apre nuove prospettive di vita per la figlia, che forse riuscirà a dare una versione definitiva al suo burrascoso relazionarsi con gli uomini, che Andrea De Carlo ha raffigurato come alter ego del padre.

La sua raffinata e genuina arte culinaria, la città che fa da culla al lavoro tanto amato, la luna che determina i bioritmi lagunari e un uomo del tutto estraneo ai modelli che ha conosciuto forse la salveranno. E questo è già di per sé un lieto fine, comunque vada.

Andrea De Carlo, un conflitto fra padre e figlia tra moti del cuore e piatti da chefAUTORE : Andrea De Carlo

TITOLO : Una di Luna

EDITORE : La nave di Teseo

PAGG. 270,  EURO 18,00 (disponibile in versione eBook euro 9,99)

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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