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Cala il sipario su Crema e Bernardini, i personaggi creati da Rocco Ballacchino

Cala il sipario su Crema e Bernardini, i personaggi creati da Rocco Ballacchino

Con la signorilità sabauda che abbiamo imparato ad apprezzare nel corso degli ultimi anni, Crema e Bernardini, i personaggi creati da Rocco Ballacchino, si congedano dai loro lettori.

“Torino operazione secondo tempo. Finale di partita per Crema e Bernardini” è al momento il romanzo conclusivo che li vede protagonisti di una nuova indagine, a cui si dedicano con l’impegno consueto ma con la mente popolata anche da altri pensieri.

Il commissario Crema e il suo amico Bernardini, critico cinematografico con la passione investigativa, si trovano ancora una volta a dover dipanare una matassa intricata, che vede al centro la morte di un giovane rider, uno dei tanti che sfrecciano con le loro biciclette lungo le strade di Torino per consegnare a domicilio cibi caldi.

Rocco Ballacchino, che è torinese e che poche volte si è allontanato dalla sua città nella narrazione delle vicende poliziesche (ricordiamo Genova, teatro di un’indagine incrociata con il commissario Mariani), riflette nei suoi romanzi le tante contraddizioni del capoluogo piemontese, con le sue luci e le sue ombre.

Ed è proprio nell’ombra che scompare Amedeo Scarrone, un ragazzo che come tanti ha messo in un cassetto la sua laurea, che non gli ha garantito il lavoro che avrebbe desiderato, ed ha accettato, per sbarcare il lunario, un lavoro da rider.

La banalità del male emerge nell’indagine

Amedeo è un ragazzo intelligente, consapevole di come lo sfruttamento dei rider sia frutto di una politica cinica e senza scrupoli di chi si fa forza delle difficoltà insite nel mondo del lavoro per i giovani, desideroso di garantire a se stesso ma anche e soprattutto a tutta la categoria delle condizioni dignitose.

E’ un sindacalista promossosi tale sul campo e il suo comportamento disturba in primis i responsabili torinesi di Cibhome, l’azienda di food delivery per la quale lavora, e in seconda battuta anche i suoi stessi compagni di lavoro, che temono di perdere anche quella limitata fonte di guadagno.

I potenziali nemici dunque non gli mancano ed è per questo che sua madre si presenta un mattino da Crema per parlargli della sparizione del figlio, avvenuta dopo un ultimo enigmatico messaggio.

Il commissario sottovaluta le preoccupazioni della donna e di ciò si pentirà nel momento in cui verrà rinvenuto il cadavere del ragazzo: in fondo, però, non avrebbe nemmeno potuto dare il via a delle indagini sulla base di una percezione materna, quanto mai fondata ma priva dei crismi legali necessari.

L’autore ha scelto per il congedo del commissario un caso che appare più ordinario che straordinario, fintanto che non si trasforma in omicidio, perché il ruolo del singolo nelle grandi città è spesso quasi evanescente, privo di spessore: si è circondati da migliaia di persone ma nessuna di queste conosce a fondo l’altro, individuo tra individui, tutti anonimi.

Sparire, quindi, sembra scelta quanto mai facile da attuare.

A chi ha dato fastidio Amedeo, che coltivava poche relazioni sociali, come dimostrato al suo funerale?

Come se stesse giocando una partita di calcio contro il tempo, Crema si lascia alle spalle un primo tempo dell’indagine poco produttivo, con un’accozzaglia di pensieri nella sua testa tra i quali si fanno sempre più spazio elementi che nulla hanno a che fare con il caso e con Amedeo: da parte di Mario Bernardini, il critico cinematografico appassionato di indagini al punto di essere stato ridotto su una sedia a rotelle, e di Giulia Bonamico, il magistrato per il quale nutre un sentimento che va ben oltre l’ammirazione, si notano comportamenti insoliti anticipatori di scelte che lo metteranno a dura prova.

Ma Sergio Crema è un giocatore di alto profilo: “…riprese il comando dell’automobile e si sentì come un calciatore all’interno dello spogliatoio durante l’intervallo di una partita che sta andando male. La sua squadra ha terminato il primo tempo in svantaggio nonostante le numerose occasioni create e adesso deve ripartire da zero per rimontare e vincere. Non sa però come fare gol e deve inventarsi una nuova strategia di gioco per mettere in difficoltà gli avversari. Non ha molto tempo per decidere perché il cronometro corre rapido e l’arbitro sta per richiamare le squadre in campo per l’inizio del secondo tempo”.

Con l’acume che gli è proprio, noterà le piccole contraddizioni, i gesti che nascondono timore, le paure che nascono dagli sguardi e riuscirà a portare a termine la sua indagine, l’ultima raccontata da Rocco Ballacchino, con un ulteriore successo lavorativo ma con tanta amarezza nel cuore.

 Quattro chiacchiere con Rocco Ballacchino

E così siamo arrivati alla fine.

Come sempre accade, da lettori sentiamo quella punta di dispiacere che accompagna ogni congedo e che ci fa dire “chissà, magari Rocco Ballacchino ci ripensa…”.

Intanto abbiamo deciso di andare al di là del sipario abbassato sulla scena delle indagini e di incontrare l’autore stesso, per ripercorrere con lui la stagione dei suoi polizieschi.

Rocco Ballacchino, quando è nata e come l’ispirazione per Crema e Bernardini?

“ L’idea è nata nel 2014 perchè volevo in qualche modo abbinare la mia passione per la scrittura gialla con quella per il cinema. Ho deciso allora di creare questi due personaggi: un commissario assolutamente normale e un critico cinematografico misantropo. Due personaggi distanti come formazione ma, allo stesso tempo, umanamente vicini.”

Perché decidere di chiudere la loro storia?

“Doveva durate il tempo di un’indagine ma poi sono riuscito a costruire altre sei storie. A un certo punto ho avuto la sensazione che stessero stancando un po’ i lettori e poi volevo chiudere il cerchio prima del mondo post lockdown che stava nascendo.”

Che cosa c’è di te nei personaggi?

“In Crema c’è molto: la passione per il cibo, la pigrizia, la famiglia che lo circonda, in Bernardini c’è tutto ciò che Crema non può essere.”

Esclusi i colleghi di Torinoir, qual è lo scrittore di polizieschi e affini che più ami leggere?

“Ho apprezzato molto Camilleri e, uscendo dai nostri confini, Michael Connelly, un vero maestro.”

Hai in mente qualche nuovo personaggio seriale, come accade, a quanto pare, a De Giovanni?

“Di recente ho vinto un premio letterario,  La Quercia del Myr, con l’inedito Indagine parallela, un giallo che ha per protagonista Luca Moretti, “come la birra”, uno scapestrato giornalista, molto diverso da Crema. Spero che interessi a qualcuno…”

Ci piacerà, ne siamo sicuri.

Grazie Rocco Ballacchino, alla prossima.

Cala il sipario su Crema e Bernardini, i personaggi creati da Rocco BallacchinoAUTORE : Rocco Ballacchino

TITOLO : Torino operazione secondo tempo. Finale di partita per Crema e Bernardini

EDITORE : Frilli

PAGG.  208,    EURO 14,90  (disponibile versione eBook euro 6,99)

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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