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Danilo Giordana, un viaggio per conoscere se stessi e gli altri

Danilo Giordana, un viaggio per conoscere se stessi e gli altri

A distanza di quasi due anni dal suo primo romanzo, Danilo Giordana si ripropone ai lettori che hanno potuto apprezzare la sua scrittura con una nuova storia di ambientazione contemporanea, “Nel ventre della rana”.

Lasciato Kelev, il cane che racconta la storia di Gesù dal suo punto di vista di fedele amico, lo scrittore apre le sue pagine alla generazione dei trentenni di oggi, ragazzi che per scelta o per necessità si trovano a dover lasciare l’Italia e cercare altrove il proprio ideale contesto.

Danilo Giordana, che conosce molto bene le dinamiche affettive che si instaurano in una famiglia quando migliaia di chilometri ne separano i componenti, sa che i figli sono soltanto frecce scagliate lontano da un arco, come diceva il poeta Khalil Gibran, e che ai genitori toccano la gioia di vederli realizzati e il dispiacere per non averli vicini.

Anche questo è il risultato della globalizzazione, i giovani di oggi sembrano aver concretizzato in modo efficace l’aspirazione illuminista a diventare cosmopoliti, cittadini del mondo.

Un puzzle familiare alla base del romanzo di Danilo Giordana 

Una famiglia è come un puzzle, composta di pezzi che si incastrano perfettamente l’uno nell’altro e solo così restituiscono l’immagine nella sua interezza.

La famiglia da cui Danilo Giordana prende le mosse nel romanzo ha goduto per alcuni anni di questa pienezza, l’ha costruita passo dopo passo spostando un pesante macigno che si era frapposto alla sua realizzazione, ha saputo affrontare la difficoltà e godere per un tempo breve di questa completezza.

Ma la serenità e la gioia non erano previste nel suo intreccio temporale, la sua integrità, fragile come un cristallo, è stata frantumata all’improvviso, distrutta in modo irreversibile.

Di fronte al dolore, la reazione di chi resta può essere duplice: o lo si affronta faticosamente e lo si elabora lentamente o si fugge, per un po’ o per sempre.

Giulia, la protagonista del romanzo, ha scelto la seconda strada nel momento in cui si è sentita travolgere da una vicenda più grande di quanto lei potesse sopportare.

Lasciata Torino alle sue spalle, appena maggiorenne ha deciso di volare via, prima a Londra, poi a Tokio e infine a Stoccolma.

Testarda e volitiva, decisa a riscattare le sconfitte subite nella partita a due con la vita, è riuscita a diventare un’affermata chef, con molte soddisfazioni in campo lavorativo e, forse, anche una stabilità in campo affettivo.

Torino e l’Italia sono rimaste un ricordo legato a un’altra vita, insieme al padre e al fratello Fabrizio: ma si sa che niente di ciò che abbiamo vissuto può essere rimosso definitivamente, qualcosa resta nascosto nei meandri più profondi pronto a riaccendersi all’improvviso.

Tredici anni di silenzio e poi ecco la scintilla, una telefonata che mette Giulia di fronte all’urgenza di partire, di ritornare in contatto con gli affetti familiari congelati dal tempo.

Danilo Giordana non le lascia il beneficio del tentennamento: Giulia parte, atterra in una città che quasi non riconosce, si trova di fronte a un padre con cui non ci può più essere comunicazione, resta soltanto l’attesa di una morte ormai annunciata.

Poi ci sono un notaio, un testamento, delle clausole a lei incomprensibili ma che si propone comunque di rispettare per accondiscendere alle ultime volontà di un padre a cui ha sempre addossato responsabilità ingiuste, che ha escluso dalla sua vita aspettando che fosse lui a fare un passo verso di lei, a ripristinare un contatto interrotto.

E soprattutto c’è Fabrizio, vent’anni anagrafici e una sindrome di Asperger che lo accompagna da sempre, diagnosticata quando a quattro anni aveva manifestato comportamenti non consoni e difficoltà di apprendimento e di relazione.

Dei cinque pezzi del puzzle, Dario, Sara, Giulia, Manuela e Fabrizio, solo quest’ultimo era apparso imperfetto, difficile da incastrare con semplicità, impossibile da considerare autonomo, un bambino quando la ragazza era partita per Londra e non si era più interessata del suo percorso di vita.

Un problema, che Giulia aveva nascosto nel cassetto delle cose da dimenticare.

Giulia e Fabrizio, un viaggio che è un percorso di vita

Nel costruire il personaggio di Giulia, Danilo Giordana ha dosato in modo equilibrato i diversi aspetti della sua psicologia: cinica in apparenza, è capace di lascarsi andare a emozioni forti, che la smuovono in tempi rapidi, spigolosa nelle sue relazioni con il compagno Fabian e con la zia Matilde, sa mettere da parte i suoi preconcetti e le sue diffidenze, rimettendo in gioco i suoi sentimenti.

Certo, suo padre le ha lasciato una onerosa incombenza, andare a riprendere Fabrizio in Puglia, dov’è rimasto nell’ultimo periodo della sua malattia insieme a Teresa, l’unica donna che sia riuscita a restituirgli la breve gioia di un sentimento d’amore.

Giulia sa di doverlo fare e lo fa: vola in Puglia, raggiunge San Cataldo dove vive Teresa e ritrova il fratello che non vedeva da tredici anni e che le regala una carezza in punta di dita, riconoscendola.

Ciò che Giulia sta per affrontare non è soltanto un viaggio da San Cataldo a Torino con una vecchia Twingo verde come una rana, dal momento che Fabrizio è terrorizzato dal viaggiare in aereo, ma è un vero e proprio percorso di formazione, di crescita interiore.

Danilo Giordana ne ha fatto il cuore del suo narrare: non importa ciò che è successo nel passato, quanto rancore si sia sedimentato sul dolore, sull’abbandono, sulla finta indifferenza, quello che conta adesso è un viaggio di tre giorni che è un ritorno al passato, un lento dischiudersi a un presente inaspettato e lentamente accettato, una ricostruzione della figura paterna mai compresa a sufficienza.

Con al fianco Fabrizio e la trottola che il padre gli ha regalato, Giulia risale l’Italia, rispettando la clausola di fermarsi in tre luoghi diversi e lontani tra loro, dove la stanno aspettando persone che sono state profondamente legate a lui e al figlio.

Si può sempre crescere, nella vita, anche a trent’anni: la seconda parte del racconto è costruita sul processo di formazione della ragazza che impara a ri-conoscere suo fratello direttamente e a colmare molte lacune su suo padre indirettamente, attraverso la voce di chi lo ha amato.

Quando arriverà a Torino dopo tre giorni non sarà più la stessa di prima, avrà chiuso conti in sospeso aprendosi a possibilità che sino a una settimana prima mai avrebbe preso in considerazione, ha capito che , come le ha lasciato scritto il padre, la vita è come una trottola, gira vorticosamente ma basta un nulla a fermarla, a mandare a soqquadro i progetti fatti.

Fabrizio e Giulia sono le tessere sopravvissute del puzzle, ma si possono cercare nuovi pezzi da aggiungere, nuove immagini da definire: nel ventre di una rana si può arrivare ovunque, anche ad essere felici.

Danilo Giordana, un viaggio per conoscere se stessi e gli altriAUTORE : Danilo Giordana

TITOLO : Nel ventre della rana

EDITORE : Independently published

PAGG. 198,  EURO 11,99 (disponibile in versione eBook euro 3,99)

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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