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Elda Lanza: uomini si nasce, signori si diventa

C’è un tempo per ogni cosa: la saggia massima, derivante dal buon senso comune, a volte manifesta delle debolezze, delle incongruenze, rivelando un anello che non tiene.

Uno di questi anelli ha il nome di Elda Lanza, classe 1924, uno dei volti più noti agli italiani a partire dagli anni Cinquanta, quando diventò la prima presentatrice televisiva, una delle Signorine Buonasera che per decenni avrebbero annunciato i diversi programmi serali sulle reti Rai.

La sua bella voce aveva convinto i Dirigenti a sceglierla, ma oltre a questo dono Elda Lanza possedeva anche una solida cultura, risultato degli studi alla Cattolica di Milano e alla Sorbona di Parigi, che la rendeva molto più consapevole di molte sue coetanee, alle quali era permesso di organizzare al massimo il proprio matrimonio, non certo la propria esistenza.

Come stupirsi, dunque, di fronte al fatto che la Casa editrice Salani abbia da poco pubblicato il suo ultimo libro, un romanzo inedito dal titolo “Uomini”, in cui la scrittrice miscela sapientemente realtà autobiografica e finzione letteraria, senza rivelare i confini di entrambe?

Nel momento in cui molti suoi coetanei trascorrono le loro giornate lasciandosi serenamente vivere, rispondendo al massimo a qualche sporadico guizzo fantasioso ( ricordate gli esperimenti di felicità di Hendrik Groen?), Elda Lanza si scopre scrittrice e comincia, nel 2012, a ottantasette anni, la pubblicazione di romanzi gialli costruiti sul personaggio di Max Gilardi, un commissario che ha scelto di percorrere la strada dell’avvocatura.

Non paga di questo successo, cambia ancora una volta rotta con “Imparerò il tuo nome”, romanzo al femminile con risvolti psicologici.

Ed ora, mentre promette ai suoi lettori una nuova avventura di Gilardi, già in stampa, esce con un romanzo in cui analizza i rapporti tra una donna e i tanti uomini da lei incontrati e conosciuti durante la sua vita, a cominciare dal padre assente che ha abbandonato lei e la madre per un nuovo travolgente amore con la sorella di quest’ultima.

Tanti uomini per una sola donna, la protagonista di Elda Lanza

“Uomini”: quali e quanti possono avere un’incidenza tale nella vita di una donna da obbligarla ogni volta a ricostruirsi?

“Questa è la mia vita. Ma non sono io”. Questa citazione da Jonathan Safran Foer introduce alla lettura e si rivela una chiave interpretativa della vicenda narrata: per quanto la vita reale di Eda Lanza sia stata segnata da vicende anche dolorose, come l’abbandono, questa non è un’autobiografia, è piuttosto l’insieme di tante biografie, spezzoni di vita di donne reali che sono confluiti a dar consistenza al personaggio protagonista,realistico ma non reale.

A poco più di tre anni il primo abbandono, quello del padre, che lascia un segno indelebile, il senso di colpa che fa dire “se n’è andato per colpa mia, sono io la responsabile di questo dolore”, convinzione che si accompagna ad ogni passo compiuto nella vita adulta, di fronte a nuovi ostacoli affettivi da superare.

E’ uno dei lacci con cui gli uomini mantengono il controllo sul mondo femminile, non solo nelle pagine del romanzo, ma anche nella realtà: troppo spesso le donne, secondo Elda Lanza, sono vittime di se stesse, si sentono responsabili dei fallimenti, addossano a se stesse la colpa e i difetti, creando i presupposti per diventare delle vittime.

Se a tre anni vivi il primo abbandono, sostiene, non puoi che crescere infelice, senza la pienezza dei sentimenti che ti rendono libera: la sua protagonisti passa attraverso un possibile matrimonio combinato, una relazione tormentata, un matrimonio che non porta felicità, tutte conseguenze del primo abbandono.

La scrittrice si inoltra nella psicologia della giovane protagonista con sicurezza, richiamando episodi della sua vita: fu attiva nel movimento femminista, attenta più a sottolineare la forza delle diversità che non l’omologazione dei sessi, fu studentessa brillante a Parigi come allieva di Sartre, collaborò come giornalista a diverse testate femminili, cercando di scardinare i preconcetti sul mondo delle donne.

Come la sua protagonista, è stata tanto caparbia da reinventare più volte la sua vita, lasciando la televisione per aprire una sua agenzia di moda e pubblicità, separandosi dal marito e poi ricominciando al suo fianco, continuando a scrivere in sordina prima di arrivare al grande pubblico.

Il suo romanzo risente della sua educazione e dei suoi interessi, nelle sue pagine si specchia una società in evoluzione come fu quella italiana del dopoguerra, descritta a volte con una leggerezza eccessiva, che può essere certamente perdonata ad una scrittrice “diversamente giovane”.

Elda Lanza, la signora del bon ton

Ci sono pagine del romanzo, come quelle in cui la protagonista si prepara  all’incontro con un giovane sconosciuto che potrebbe diventare suo marito, nelle quali emerge un’altra Elda Lanza, la signora del bon ton, autrice di libri in cui si suggeriscono le buone maniere, le risposte appropriate e quelle non, le corrette abitudini a tavola, i modi signorili ed eleganti da tenere in ogni occasione.

Possono sembrare osservazioni superate, naturalmente, ma vanno lette, come tutti i libri della scrittrice, con la convinzione che sia lei stessa la prima a non prendersi troppo sul serio. Diventano allora una divertente carrellata sull’umanità vista da una donna acuta e sensibile ai cambiamenti, lucida e a volte impietosa denigratrice dei comportamenti considerati opportuni solo perché consolidati nell’uso.

Non va dimenticato che lo stesso Umberto Eco, dalla Lanza conosciuto personalmente, mostrò apprezzamento per il romanzo d’esordio, che Giorgio Scerbanenco ebbe per lei giudizi lusinghieri,  che Marco Vichi la considera la versione femminile di Camilleri.

Al momento Elda Lanza rilascia divertenti interviste, partecipa come ospite a programmi televisivi, si occupa di un marito la cui mente è sempre più altrove, combatte con una vitalità straordinaria il tempo che passa e sembra non intaccare la sua lucidità di pensiero, perché, come dice il sottotitolo del romanzo, sa benissimo che “la stupidità in amore è una cosa seria” e sempre ci accompagna nei rapporti di coppia.

Elda Lanza ha attraversato tutte le età con successo e soddisfazione, lasciandosi alle spalle delusioni ed inquietudini giovanili per gustare il successo della maturità e la serenità della vecchiaia: di tutti gli uomini incontrati qualcuno ha lasciato traccia maggiore, quella che ritroviamo nascosta nelle sue pagine romanzate, ma in fondo legate alla sua vita reale.

Elda Lanza: uomini si nasce, signori si diventaAUTORE : Elda Lanza 

TITOLO : Uomini

EDITORE : Salani

PAGG: 144,  EURO : 14,90

 

 

 

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Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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