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Fabio Bacà, il potere ambiguo della violenza

Fabio Bacà, il potere ambiguo della violenza

Fabio Bacà incarna quello che si può chiamare un fenomeno editoriale.

Appassionato di scrittura e di molta specifica lettura sin da adolescente, non ha avuto il piacere di essere preso in considerazione come autore sino a quando una brava agente non ha proposto il suo primo romanzo, Benevolenza cosmica, alla casa editrice Adelphi.

Quale autore non vorrebbe esservi accolto a braccia aperte?

A Fabio Bacà è successo.

Dopo anni di altalenanti pareri, di mi dispiace non siamo interessati, di smetto di scrivere oppure no, ecco la grande occasione, arrivata a 47 anni e con pieno merito.

Ancora una volta ci viene da chiederci quali siano le misteriose vie del Signore attraverso le quali esordienti che non hanno raggiunto una maturità anagrafica e di scrittura approdino agli scaffali delle librerie, sponsorizzati in pompa magna: mistero insondabile.

Godiamoci la scrittura elegante, colta, distante dallo scadimento quotidiano di Fabio Bacà e rallegriamoci dell’oculatezza di Adelphi, la cui politica non ha mai contemplato la scelta casuale (o di mercato) di un esordiente.

Mentre il suo primogenito vedeva finalmente la luce, l’autore aveva già quasi concluso la scrittura del successivo, condotto ed impostato in modo profondamente differente, Nova, presentato al Premio Strega 2022 da Diego de Silva: “ un libro diverso, letterario nel senso più seducente del termine, che racconta a scopo di riflessione. Parla di violenza e di vigliaccheria. A queste due categorie inflazionate dall’etica restituisce un senso culturale molto più autentico e comunemente sottostimato.”

Gestire, soffocare o lasciar esplodere la violenza?

In Nova Fabio Bacà parla di violenza, non per esibirla ma per ricercarne i nuclei primordiali, i percorsi di canalizzazione, le falle attraverso cui si manifesta.

Tutto, ribadisce l’autore nasce dalla violenza, come è stato per il mondo stesso attraverso il Big Bang o per una delle religioni più diffuse, il cristianesimo, attraverso la violenta morte comminata al Cristo.

In astronomia, una nova è un’enorme esplosione che fa sì che una stella diventi molto più luminosa del solito, assumendo, a distanza, l’aspetto di  stella che si “accende” all’improvviso per poi spegnersi più o meno lentamente: anche in questo fenomeno, la meravigliosa risultanza è data da un’inaudita violenza iniziale.

E’ questo il genere di violenza su cui ferma la sua attenzione Fabio Bacà, quella che è innata e che può e deve essere gestita dagli uomini, i quali devono essere pronti a dominare le loro pulsioni violente anche a costo di una dura e rigorosa disciplina.

Dice l’autore che non è sua volontà scrivere romanzi implicitamente didascalici, ma gli insegnamenti più efficaci non sono mai quelli imposti o esposti, bensì quelli vissuti da protagonisti o spettatori, compresi nei loro articolati meccanismi.

La storia di Davide, neurochirurgo di professione che ha a che fare quotidianamente col cervello, di cui tutto conosce tranne il potere distruttivo che può generare, diventa emblematica nel momento in cui una contesa col vicino sull’inquinamento acustico da questi prodotto travalica la sua contestualizzazione e assume i toni di una tragedia annunciata.

Quasi in contemporanea, Davide assiste impotente e con fare vigliacco all’aggressione subita da sua moglie e suo figlio in un locale pubblico da parte di un avventore ubriaco.

Qual è dunque la realtà che il dottor Davide Ricci si trova all’improvviso ad affrontare? E’ un uomo pacifista, un negoziatore per scelta, un individuo eticamente candido oppure ha paura, si nasconde dietro le sue fragili convinzioni solo per giustificare la sua codardia?

Fabio Bacà costruisce un’efficace metafora sulla fragilità umana

La scena vissuta al ristorante rappresenta per Davide l’evento di rottura dei suoi precedenti equilibri, costruiti con caparbietà –  il successo clinico, la famiglia come microcosmo perfetto, le ideologie green, gli occasionali disturbi gestiti e isolati.

Davide Ricci, come il suo demiurgo, è un uomo mite, ma c’è un momento della vita, un punto di svolta, in cui ci si chiede se davvero la mitezza paghi, se non esistano forse mezzi e sistemi più rapidi per risolvere le questioni.

Di certo lo immagina il vicino di casa, padre di un ragazzo appena tornato dall’Australia e padrone di un locale i cui decibel sono profondamente disturbanti, se a fronte di una denuncia manifesta subdoli propositi di vendetta.

La quotidianità di Davide, che sa tutto del cervello come “macchina” e molto meno delle emozioni e pulsioni che arrivano dal nostro più recondito recesso, viene stravolta dalla somma di questi elementi, tanto da indurlo a cercare pervicacemente l’uomo che ha difeso sua moglie al suo posto, manifestando però la capacità di esprimere e dominare una rara forma di violenza.

Conoscere Diego, una sorta di monaco zen, adepto di una comunità intrisa di filosofia orientale, maestro di discipline marziali che conducono alla consapevolezza di sé, significa percorrere la strada che porta all’accettazione delle pulsioni negative, alla loro rielaborazione in chiave positiva, evitando l’ipocrita convinzione che non esistano.

La violenza in sé non è né buona né cattiva, semplicemente esiste, Davide impara ad accettarlo e si allena con Diego, trascorre molto tempo con lui, più di quanto possa apparire logico alla moglie Barbara, vegana più per moda che per scelta fondata.

E’ così che ha inizio il suo cambiamento, lento e inesorabile.

Fabio Bacà, niente risulta mai essere troppo facile

Nel chiuso della città di Lucca, come protetto dalle sue antiche mura, Davide vuole rivedere i contorni delle sue priorità, della sua stessa esistenza, capire per accettare, attaccare per non doversi sempre difendere codardamente.

Intorno a lui, però, nulla cambia, la moglie che ha temuto una sua relazione con un’altra donna non è affatto tranquillizzata dalla sua amicizia con Diego; suo figlio Tommaso è alle prese con un primo bruciante innamoramento e si lega sempre più con Giovanni, il figlio del vicino; il suo superiore in ospedale, il dottor Martinelli, continua a bersagliarlo con inutili e improduttive ingiustizie, a volte poco più di scherzi banali ma per nulla divertenti.

L’uomo che Davide è diventato dopo aver conosciuto Diego non assomiglia più al precedente, tutti ne hanno assunto consapevolezza e lui stesso vive questa sua nuova condizione con una straordinaria pace interiore.

Nuovi orizzonti sono pronti ad aprirsi, nuove verità spiegano elementi del passato, sino a quando la quiete si rivela per quello che è, uno stagno inerme solo in superficie, nei cui gorghi bui matura l’atto finale, un nuovo evento disturbante, parossistico nella sua esplosione.

Sarà così che nascerà una nuova esistenza, come accade dopo che una gigantesca esplosione nucleare ha dato vita alla nuova effimera luce di una stella?

O sarà come accade dopo l’esplosione di una nana bianca, che distrugge tutto ciò che è raggiungibile in un raggio di miliardi di chilometri, ma sopravvive alla sua stessa esplosione?

Tutto nella vita è costituito di dicotomie, tertium non datur, come gli ha insegnato Diego.

Ora Davide lo sa e sa cosa deve fare,  portando a termine il lungo cammino intrapreso: così gli ha insegnato il suo maestro, catalizzatore dell’energia cosmica.

Fabio Bacà, il potere ambiguo della violenzaAUTORE : Fabio Bacà

TITOLO : Nova

EDITORE : Adelphi

PAGG. 279       EURO 19,00  (disponibile versione eBook euro 9,99)

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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