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Irene Chias, la Sicilia, due donne e l’analisi del femminile

Irene Chias, la Sicilia, due donne e l’analisi del femminile

Irene Chias è una scrittrice italiana che affonda le sue radici in Sicilia, per la precisione in una delle località più suggestive dell’isola, Erice. Per quanto ben lontani dall’idea di proporre una tassonomia geografica ad uso e consumo dei turisti, non possiamo esimerci dal pensare che chi porta nel cuore un luogo simile non potrà più sfuggirgli, né staccarsi dal condizionamento esercitato dalla sua bellezza anche a molti chilometri di distanza.

Oggi Irene Chias si è trasferita a Malta, ma la Sicilia antica e quella moderna si fondono nel suo ultimo romanzo, “Fiore d’agave, fiore di scimmia”, in cui attraverso un gioco di specchi passato e presente si riflettono, si sovrappongono, si rivelano risultato di una perenne concatenazione di causa ed effetto.

Nelle sue pagine non emergono riferimenti ai mali endemici dell’isola e alle sue fin troppo note battaglie per l’affermazione dei principi di legalità, ma ciò non le impedisce di indagare un microcosmo, quello familiare, che a ben vedere non è altro se non la riproduzione in scala ridotta di un modello sociale che sopravvive da più secoli.

L’esercizio della politica e dei giochi di potere contempla una rigorosa struttura gerarchica, come altrettanto si può dire accada all’interno della famiglia, dove  l’uomo mantiene un ruolo di primaria importanza (o almeno così si illude che ancora sia) e la donna si trova schiacciata dal maschilismo, dai ruoli imposti da una società patriarcale in cui il sessismo domina incontrastato.

Anche le protagoniste del suo romanzo, Adelaide e Adelasia, non sfuggono al principio del maschio dominante, quello che organizza i viaggi e la vita altrui, che tradisce ( “non è come credi, amore…”) ma pretende che la sua donna costruisca in base alle sue esigenze la propria esistenza, che emette sentenze oscure come la Pizia onde evitare di prendere decisioni chiare e definitive ed esporsi in prima persona.

Storie di donne nel romanzo di Irene Chias

Il romanzo di Irene Chias assume le fattezze del gioco narrativo, quello in cui i piani si sovrappongono, le storie si generano l’una dall’altra, i varchi temporali si aprono per mettere ieri e oggi in contatto, la finzione sembra diventare realtà nel momento in cui al suo interno si apre una seconda prospettiva di racconto.

Da autrice, Irene Chias affida ad Adelaide il ruolo dell’io narrante, ma essendo anche quest’ultima un’autrice, ecco che dalla sua penna nasce Adelasia, personaggio che in parte la rispecchia, ma non ne è il riflesso autobiografico.

Adelaide, studiosa appassionata del comportamento delle scimmie bonobo, è una quarantenne forte e decisa nelle sue scelte, combattuta al momento tra il desiderio di scrivere un romanzo che ricalchi la sua vera passione, la fantascienza, e la sottomissione ai dettami del suo agente, Max, che vuole da lei “un romanzo femminile siciliano”, che vada ad incrociare i desiderata delle lettrici.

Per quanto perplessa persino sulla stessa definizione, lascia temporaneamente Milano per la Sicilia, suo luogo d’origine, dove non trova gli universi distopici da lei tanto amati, ma una realtà che le grandi città del nord neanche immaginano che esista.

E’ come trovarsi in un fermo immagine temporale, a cui attingere per costruire la storia di Adelasia e delle sue tre antenate, nonna Luigia e le prozie Carolina e Fiandina, vissute nella Sicilia degli anni Cinquanta.

Quali sono gli ingredienti indispensabili per un romanzo femminile?  Max non ha dubbi, una storia che nasconda un qualche mistero, sesso soft con annessi intrighi e tradimenti, donne belle e amanti dello shopping, un finale edificante: insomma, tutto ciò che il canone del romanzo rosa prevede, tutto il contrario di ciò che Adelaide ha in mente.

Essere una scrittrice in un mondo connotato al maschile non è facile, soffocare i tuoi veri interessi per adeguarsi ai cliché letterari lo è ancora meno: “Le donne sono esseri umani completi per la narrativa, la filosofia, il sapere umano in generale? Dovrebbero, potrebbero. Hanno tutto quello che hanno gli uomini e pure qualcosa in più: la potenzialità della generazione. Eppure non è così, sono mutile.”

Adelaide si confronta su questi temi con Genova, una donna fuori dagli schemi conosciuta per caso, ma diventata subito come un’amica.

Irene Chia è brava a passare da una storia all’altra, seguendo da un lato la creazione narrativa di Adelaide e dall’altra la creatura stessa, la vicenda di Adelasia, che si snoda tra antichi segreti di famiglia, con un coup de théâtre finale.

E gli uomini, nelle pagine del romanzo?

Adelaide, quarant’anni e un orologio biologico che accelera i tempi, e Adelasia, trent’anni e il sogno dell’amore romantico, si confrontano costantemente con gli uomini presenti nella loro vita.

Per Adelaide si tratta di Simone, il compagno venuto a trovarla in Sicilia senza rendersi conto di quanto lei abbia bisogno di un suo spazio e dei suoi tempi in solitudine, e di Max, l’agente invadente e privo di empatia, pronto sempre a proporre soluzioni a suo giudizio pirotecniche ma indifferente alla sensibilità altrui.

Per Adelasia sono Matteo e Salvatore, profondamente diversi tra loro, causa di una serie di passioni sia negative che positive scatenate nell’animo di una creatura fragile ma comunque determinata ad arrivare alla fine dei suoi percorsi.

Ma in fondo sono solo dei comprimari, perché quello che certo emerge dalle pagine di Irene Chias è la volontà di dare al mondo femminile, con le sue ombre e le sue tante luci, uno spazio privilegiato, una sorta di riscatto dall’oscurantismo maschile che domina realmente in ogni ambito della nostra società.

Non è la prima volta che ciò accade, anche nei romanzi precedenti ha focalizzato questo elemento centrale, costruendo personaggi ben lontani dalle stereotipate protagoniste della cosiddetta letteratura rosa d’evasione.

Anche Adelaide ci regala un finale a sorpresa e lo fa attraverso un racconto distopico, una sorta di conclusione autobiografica a sé stante, un racconto nel racconto, la cui particolarità lasciamo scoprire al lettore.

Irene Chias, la Sicilia, due donne e l’analisi del femminileAUTORE : Irene Chias

TITOLO : Fiore d’agave, fiore di scimmia

EDITORE : Laurana

PAGG. 224,   EURO 18,00  (disponibile versione e Book euro 7,99)

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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