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Una struggente cerimonia del the con Yasushi Inoue

Una struggente cerimonia del the con Yasushi Inoue

Scrittore giapponese quasi sconosciuto in Italia, se non fra gli intenditori della letteratura del lontano Oriente, Yasushi Inoue arrivò alla scrittura narrativa relativamente tardi, dopo aver svolto la professione di giornalista.

Amante del Giappone antico, intriso di leggenda e di storie che oggi ci appaiono ai limiti della verosimiglianza, ha legato il suo nome al romanzo “Morte di un maestro del tè”, da cui il regista Kei Kumai trasse l’omonimo film nel 1989.

Ad interpretare il personaggio realmente esistito del Maestro Sen no Rikyu, monaco buddista giapponese, zen, uno straordinario Toshiro Mifune.

E’ certo una letteratura ostica, a cui occorre avvicinarsi con l’animo predisposto a un doppio balzo, uno nello spazio, in una cultura molto lontana da quella in cui siamo inseriti, ed uno nel tempo, per proiettarsi in un Medioevo che con le invasioni barbariche e i conventi benedettini che popolano i nostri libri di storia non ha nulla a che fare.

Ma la magia che da questo mondo traspare è avvolgente, capace di convertire chiunque alla bellezza di queste pagine.

Yasushi Inoue e Sen no Rikyu

Sen no Rikyu,monaco buddista del XVI secolo, affiancò agli studi religiosi quelli inerenti alla Cerimonia del tè, che proprio in quegli anni aveva avuto diffusione presso la casta dei samurai, secondo uno stile molto disciplinato e sobrio, in linea con il pensiero zen.

Erano tempi in cui i monaci spesso si accompagnavano agli uomini di potere, ai quali cercavano di infondere un senso di equilibrio che le guerre non potevano dare, tentando di dare vita ad un mondo più giusto e meno dilaniato da lotte intestine.

Ma l’impresa non era certo facile: anche Rikyu prestava la sua opera presso il generale Toyotomi Hideyoshi, con il quale, dopo un lungo e felice periodo di collaborazione caratterizzato anche dalle innovazioni relative alla Cerimonia del tè, i rapporti si fecero talmente tesi da portare alle estreme conseguenze.

L’uomo della guerra ordinò al suo monaco di eseguire la pratica del seppuku.

Rikyu, dopo aver offerto al suo signore un’ultima tazza di tè, obbedì e si suicidò al suo cospetto.

In una tazza di tè l’Oriente di Yasushi Inoue

Nulla può apparire più lontano da Yasushi Inoue di Alessandro Manzoni: eppure tra questi due romanzieri un legame forte esiste ed è costituito dalla finzione narrativa, dal patto che si stabilisce con i propri lettori e che questi sono disposti a rispettare.

I presupposti sono universalmente validi, la letteratura ed i suoi meccanismi non hanno confini geografici e sono atemporali, diventano realtà solo tra le mani e i pensieri dei loro artefici, che ne fanno materia viva.

Manzoni, come a tutti è noto, fece nascere la storia dei suoi promessi sposi dal ritrovamento fittizio di un manoscritto, finito nella mani del narratore e datato 1600, da cui poi, mediante una “sciacquatura dei panni in Arno”, derivò la versione ottocentesca.

Non così diverso il pretesto narrativo di Yasushi Inoue, il quale immagina che un monaco sconosciuto abbia scritto un diario relativo alla vicenda del Maestro del tè cercando le cause del suo suicidio, avvenuto nel 1591.

Il manoscritto riporta le indagini compiute in questa prospettiva per dare una risposta alle mille domande insolute, prima fra tutte perché mai Sen no Rikyu abbia accettato senza remore questa condanna.

Lo stile del romanzo è quello del giallo esclusivamente psicologico, le azioni valgono se ne sono spiegate le motivazioni consce o inconsce, le risposte sono rare, i quesiti insoluti vengono tramandati ad altre generazioni affinchè la memoria non venga cancellata.

Il Medioevo orientale di queste pagine, con la passione e la cura dell’ambientazione, richiama le splendide pagine in cui Umberto Eco raccontava quello europeo, attraverso la storia intricata de “Il nome della rosa”.

L’uomo si dimostra tale, capace di elevarsi sulla miseria del mondo, quando la sua facoltà di pensare non si arrende e procede decisa, cerca, indaga, collega, prova a spiegare, a volte comprende, altre no.

Da questo romanzo usciamo arricchiti di nuove conoscenze,  sorseggiare una tazza di tè non sarà più la stessa cosa, dopo aver compreso quale meravigliosa storia stia alle spalle di queste foglioline essiccate.

Non riusciremo forse ad avere la stanza del vuoto, ma non ci sarà difficile, ogni volta che la tazza fumante ci inebrierà col suo profumo, mettere in pratica i quattro principi costitutivi stabiliti da Sen no Rikyu, l’armonia, il rispetto, la purezza, la tranquillità.

Per ritrovare l’universo e la sua armonia in una tazza di tè.

 

Una struggente cerimonia del the con Yasushi Inoue AUTORE : Yasushi Inoue

 
TITOLO : Morte di un Maestro del Tè

 

EDITORE : Skira

 

PAGG. 192,  EURO 16,00

 

 

 

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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