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Maurilio Barozzi, corruzione e malaffare al ritmo di samba

Maurilio Barozzi, corruzione e malaffare al ritmo di samba

Sorriso aperto, aria scanzonata, cappello un po’ sgualcito Maurilio Barozzi ammicca dalla sua pagina on line verso il lettore che desideri sapere qualcosa di più su di lui.

E da sapere c’è davvero tanto, vista la vita densa di traguardi raggiunti e di profondi cambiamenti che lo ha caratterizzato.

Maurilio Barozzi, trentino di origine, cittadino brasiliano per una decina d’anni e probabilmente cittadino del mondo per scelta, è passato dal surf sul Garda a un bar sulla spiaggia di Itapuã, è stato  il primo laureato in Sociologia delle Relazioni internazionali all’Università di Trento ma non ha disdegnato di essere  raccoglitore di mele, manovale, facchino, addetto agli skilift sulle piste da sci, uomo di fatica per una ditta di restauri.

Dopo le riviste Altrafinanza e Altreconomia è diventato  redattore al Quotidiano l’Adige dove si è occupato di società, libri e teatro, scrivendo nel frattempo saggi, romanzi e testi teatrali per passare poi alla redazione sportiva del Quotidiano l’Adige.

Viaggiatore instancabile, è stato in Brasile per raccontare i Mondiali di calcio del 2014: da questa esperienza ricava il materiale necessario per il suo ultimo romanzo, “Il samba di Priscilla”, in cui non esita a mettere a nudo le tante contraddizioni di un paese che sa ostentare ricchezza sfrenata senza riuscire a nascondere miseria e disperazione, che appare a volte come una cartolina patinata sotto cui si nascondono i peggiori maneggi economico-politici, senza alcun riguardo per chi è costretto a pagare di tasca propria, anche con la vita stessa.

Brasile 2011, in attesa dei Mondiali di calcio

Estate 2014, vanno in scena i Mondiali di calcio in Brasile.

Gli anni che li hanno preceduti sono stati caratterizzati da proteste vivaci, denunce relative alla grande quantità di denaro pubblico speso, per i milioni di euro che molti  avrebbero preferito veder destinati alla sanità, alla scuola e ai quartieri più difficili.

La macchina organizzativa ha soffocato i malumori, ignorato le favelas, utilizzato mezzi leciti e non per ricavare da questo evento il massimo profitto.

Maurilio Barozzi è in Brasile quando tutto ciò accade e l’occhio attento del sociologo, quale egli è, non si lascia sfuggire le macroquestioni ma neppure le sfumature di questi preludi, che al di fuori del paese vengono nascoste sotto la sabbia.

L’anno in cui ambienta il suo romanzo è il 2011, molto è stato deciso ma molto deve ancora essere fatto, per cui i faccendieri e gli uomini politici sono in fibrillazione per ottenere i propri scopi.

Le infrastrutture, dagli stadi agli aeroporti, denunciano la loro inadeguatezza, motivo per cui la gestione degli appalti e dei lavori appare come una miniera d’oro senza fondo.

Tra febbraio e maggio 2011 Maurilio Barozzi ipotizza lo svolgersi di una delle tante vicende destinate a mettere in luce – ma non a far luce-    il sommerso di un universo che la maggior parte degli spettatori che popolano gli spalti di un Mondiale neanche immagina.

Priscilla Amorim, l’impavida giornalista di Maurilio Barozzi

Delitti, sparizioni, morti sospette: in questo dedalo di malaffare non si muove la Polizia, che l’autore relega a una posizione defilata e non certo gratificante, ma una giornalista, Priscilla Amorim, una di quelle che si occupano di moda ma desiderano andare ben a fondo delle questioni.

Certo, è solo una donna in un mondo gestito dagli uomini, ma la sua volontà di indagine non si ferma davanti al coinvolgimento di nomi illustri in una torbida vicenda di ricatti e prostituzione.

Originaria dell’Amazzonia, ha abbandonato la sua terra e la sua famiglia per farsi una posizione e scrollarsi di dosso l’etichetta che i popoli come il suo ancora hanno, relegati a una vita in cui è la natura a dettare legge.

Priscilla sembra esserci riuscita, ingenuamente convinta che la verità valga più di ogni compromesso, ignara del fatto che dall’intervista con un uomo che ha costruito il suo successo su cosmetici e intimo femminile si scatenerà una serie di eventi capaci di stravolgere ogni sua convinzione.

Gli atelier dello stilista Braga, con un giro d’affari incalcolabile, nascondono una realtà dolorosa, quella di giovani donne destinate a fare non le modelle ma le escort, pronte a circuire e blandire su commissione facoltosi e importanti uomini politici.

Il momento è propizio per gli affaristi, tutti vogliono avere una parte attiva nei facili guadagni legati al Mondiale imminente, senza palesarsi, ben consapevoli che la corruzione è l’arma vincente.

Maurilio Barozzi lega a filo doppio Italia e Brasile

Il romanzo sfiora l’attualità nel momento in cui fa entrare in gioco anche gli imminenti Mondiali in Qatar, con i fili della tela intessuta sin dal 2011 per arrivare all’oggi.

Anche in questo caso si mescolano politica ed economia, mentre lo sport, che dovrebbe essere il protagonista assoluto, sembra avere un ruolo minimo.

A essere coinvolto è invece un reporter italiano, Stefano Camerini, che a Rio de Janeiro ritrova il vecchio collega Alfredo Stedile, col quale cercherà di far luce su un equivoco personaggio che si muove tra Italia e Brasile, l’impresario Gian Pietro Baracchi..

E’ così che Priscilla e Stefano si conoscono e dopo un inizio burrascoso trovano il modo di lavorare e collaborare: per Stefano la ragione per cui vuol far luce sul rapporto tra modelle e imprenditori va al di là dello spirito giornalistico, ha ragioni profonde, personali e dolorose.

Escort e droga sono un binomio inscindibile, la punta di un iceberg sommerso di dimensioni immani.

Le indagini giornalistiche, in un paese dove sembrano essere tutti corrotti, non hanno vita facile, tanto che Camerini sparisce nel nulla e Eva, la escort grazie alla quale aveva ottenuto prime importanti informazioni, viene ritrovata uccisa da un’overdose di eroina, mentre l’inchiesta di Priscilla viene bloccata dal Direttore del giornale.

Sono in gioco famiglie potenti come i Magellano e i Pineira, che utilizzano senza scrupolo metodi mafiosi per ottenere ciò che vogliono, c’è una tangente milionaria in ballo tra arabi e brasiliani, ci sono accordi che non possono essere aggirati, un popolo povero che può essere strumentalizzato, informazioni che non devono uscire dai confini e uomini disposti a tutto, anche a uccidere senza scrupolo, per ottenere ciò che vogliono.

Priscilla sembra annaspare in questo oceano maschile e malavitoso, dove tutti sembrano volere una parte e un vantaggio.

Nessuno sembra preoccuparsi di ben due uomini spariti nel nulla, Stefano Camerini e l’amico Tony Durante messosi sulle sue tracce, se non lei, forte tanto da portare avanti la sua inchiesta ma non da contrastare una malavita subdola, velenosa, mefitica, anche se coperta di abiti eleganti e sorrisi smaglianti.

La vittoria finale di Priscilla contro l’omertà del suo e di altri giornali di certo non la soddisfa pienamente, pur essendo giunta dopo il suo defilarsi dai compromessi di potere.

Maurilio Barozzi ci lascia un’immagine del Brasile dai confini fumosi, incerti, slabbrati, troppo vasto e stratificato per poter essere condensato in una sola definizione, attraversato da profonde contraddizioni e troppi problemi per poter essere garante di libertà e giustizia.

E’ il Brasile che lui ha conosciuto e che attraverso la sua storia e i suoi personaggi impareranno a conoscere un po’ di più anche i suoi lettori.

Maurilio Barozzi, corruzione e malaffare al ritmo di sambaAUTORE : Maurilio Barozzi

TITOLO : Il samba di Priscilla

EDITORE : Borefiction edizioni

PAGG. 379    EURO 16,00   (disponibile eBook euro 9,90)

 

 

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo, Critico Letterario

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