Michiko Aoyama, il magico potere delle parole
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Michiko Aoyama, il magico potere delle parole

09/11/2024
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Michiko Aoyama è una scrittrice giapponese i cui libri sono stati recentemente tradotti anche in italiano.

Si può immaginare che questo si sia verificato grazie al grande successo che la letteratura nipponica di un certo tipo sta ottenendo in Occidente.

Di certo il pubblico conosce molto bene i romanzi di Kazuo Ishiguro, soprattutto quelli ambientati in Gran Bretagna, che hanno contribuito a fargli ottenere il premio Nobel.

Così è stato anni fa per i romanzi di  Banana Yoshimoto con le loro riflessioni su gioie e tormenti esistenziali della gioventù di Tokio e dintorni, oggi meno cercati dai giovani.

Delegato poi Haruki  Murakami alla soddisfazione di un pubblico più esigente, grande spazio hanno trovato i racconti in stile new age.

Il rapporto antitetico tra Occidente e Oriente in relazione al sistema di vita sembra aver individuato  la giusta conciliazione in queste pagine.

In esse pare essere racchiusa una ricetta per ottenere la quiete interiore, la felicità del presente dopo aver fatto pace col proprio passato.

D’altra parte lo ha insegnato  Marie Kondo (altra giapponese) attraverso i suoi suggerimenti sul riordino: il magico potere di quest’ultimo applicato alla nostra casa, si manifesta di conseguenza anche dentro di noi, dentro la nostra vita frenetica e confusa.

Michiko Aoyama non ci chiede di fare nulla di insolito perché la vita possa migliorare, se non andare in una speciale biblioteca.

La ricetta degli scrittori giapponesi

Per scrivere un romanzo di successo anche all’estero, gli autori giapponesi seguono una ricetta che contempla la fusione di due o più elementi.

Occorrono dei libri, molti libri, meglio ancora se posizionati sugli scaffali di una ricca biblioteca.

Può essere utile  una caffetteria, dall’allure un po’ magica, ovviamente.

A scelta si può consumare  the o caffè, bevande che si trasformano all’occorrenza in pozioni magiche.

Un gatto, poi, fa di certo la differenza, coi suoi occhi magnetici e la capacità di leggere nell’animo umano molto in profondità, tanto da trasformarsi in guida spirituale.

E infine non deve mancare il dolore dei protagonisti, quasi sempre numerosi, che attraverso il percorso compiuto arrivano alla consapevolezza che la felicità del presente deriva sempre dall’elaborazione del passato.

Nulla si dimentica, nulla si cancella, ma tutto può essere cambiato, trasformato.

Immagine di copertina
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La bibliotecaria di  Michiko Aoyama

“Finchè non aprirai quel libro” è il romanzo in cui  Michiko Aoyama mescola per la prima volta gli ingredienti scelti e propone la sua ricetta.

La filosofia zen insegna il percorso per aumentare la fiducia in sé stessi, liberare la mente, sollevarsi dall’attaccamento al passato valorizzando le cose preziose che abbiamo, non solo materiali.

Il momento dell’introspezione e della conoscenza, quando arriva, trasforma la vita di un individuo e lo rende migliore.

Spesso è difficile compiere questo passo da soli, ma non è indispensabile  un maestro tradizionale, serve qualcuno capace di aprirci gli occhi sulla bellezza del mondo.

Michiko Aoyama affida questo compito ad una bibliotecaria, la signora Komachi.

La biblioteca si trova all’interno della Community House, punto di raccolta per gli abitanti di ogni quartiere.

Tra chi segue corsi e chi cerca libri capita di incontrare la signora Komachi Sayuri quasi sempre seduta alla postazione della BIBLIOGRAFIA.

E’ una donna imponente, estremamente grossa, come sottolineano gli utenti della biblioteca.

Se ne sta placida dietro il suo bancone a costruire piccoli oggetti in lana cardata mediante ago e filo.

La sua memoria sui libri presenti è straordinaria, quasi quanto la velocità con cui le sue dita si muovono sui tasti del computer.

La sua prerogativa, però, è un’altra: la signora Komachi sa leggere dentro le persone che la avvicinano e riesce a consigliare a ciascuno un libro non richiesto, una medicina per l’anima.

In più regala ai lettori che si rivolgono a lei uno dei piccoli oggetti  realizzati e custoditi in un cassetto.

Null’altro, poche e asciutte parole in ogni occasione.

Dopo lo sconcerto per il suo comportamento ognuno resta a chiedersi che cosa significhino le sue indicazioni e il suo dono, apparentemente incongruenti.

Eppure a poco a poco il libro giusto consigliato da Sayuri comincia a fare effetto, ad aprire nuove porte nella mente di chi legge e a lasciar intravedere nuove strade per abbandonare il dolore e la tristezza.

Nessuno dei piccoli oggetti in lana cardata, che sia un granchio o un gatto o un padellino si rivela inutile, anche se Sayuri nega con fermezza di saper fare una lettura introspettiva.

Sono talismani per chi li riceve, come i mezzi magici delle antiche fiabe.

Sono chiavi che aprono porte mai viste o pensate invalicabili.

Rappresentano la possibilità di superare la vecchia vita e affrontarne una nuova: cosa che può accadere solo se lo vuole fortemente la persona in questione.

Con la sua pelle bianchissima, il suo piccolo chignon fermano da uno spillone coi fiori bianchi, il suo fare a volte burbero, la scatola in latta dei biscotti Honey Dome trasformata in scatola per il ricamo Sayuri diventa simbolo del cambiamento, della trasformazione interiore.

Le storie di Michiko Aoyama

Il libro di Michiko Aoyama contiene cinque storie, ognuna con un o una protagonista che si affaccia alla biblioteca della signora Komachi casualmente.

Ognuno ha un suo trascorso non facile da superare o vive un presente insoddisfacente.

Il signor Masao, pensionato di 65 anni, ha lavorato nell’azienda che produce gli Honey Dome e ha bisogno di trovare un nuovo senso al suo tempo, alla libertà dal lavoro che desiderava ma che ora non sa come gestire.

Anche a lui viene chiesto cosa cerca in biblioteca, anche per lui è difficile rispondere ciò che mi resta della vita.

La risposta potrebbe trovarsi in un libro di insolite poesie.

Tomoka ha solo 21 anni e vorrebbe cambiare vita e lavoro, ma saranno due topolini di campagna e un pan di Spagna a farle intravedere la strada per la serenità.

A 40 anni Natsumi si è trovata estromessa dal suo lavoro rientrando dalla maternità: un dolore e una sconfitta difficili da accettare.

E’ una donna che si sente punita per una scelta d’amore, una figlia, e non supportata da suo marito.

Ma quando la vita cambia, insegna la signora Kamachi coi suoi libri, bisogna cambiare insieme a lei per ottenere una più grande verità.

Così sarà per Ryo, che vuole realizzare il suo sogno a 35 anni e trova la forza e la fiducia necessarie per cominciare.

E infine Hiroya, ancora disoccupato a 30 anni perché sfiduciato, che trova nella signora Komachi un’appassionata di manga come lui.

Un piccolo aereo in lana cardata e un grande volume sull’evoluzione lo aiuteranno a vedersi nel futuro e a provare a realizzarsi.

Piccole storie di vita, uguali a tante altre, rese migliori da un libro.

In fondo, è anche quello che Michiko Aoyama fa con noi, attraverso il suo libro: darci speranza per trovare sempre la forza e il coraggio di non voltarsi più indietro e guardare solo avanti.

Michiko Aoyama, il magico potere delle paroleAUTORE: Michiko Aoyama

TITOLO : Finchè non aprirai quel libro

EDITORE : Garzanti

PAGG. 240    EURO 16,00  (versione eBook euro 9,99   audiolibro euro 0,99 in abbonamento)

 

 

 

 

 

Luisa Perlo, Critico Letterario dopo una vita spesa tra i banchi di scuola. Amante dei libri, dei gatti e dei viaggi, considera la lettura lo strumento più efficace per crescere, migliorarsi e trovare il proprio posto nel mondo.