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Sofia Viscardi, fenomenologia di una youtuber

Sofia Viscardi, fenomenologia di una youtuber

Che cos’hanno in comune Sofia Viscardi e Mike Bongiorno?

All’apparenza proprio niente, dato anche il fatto che la prima non era che una bambinetta alla morte del secondo e che tra i due non ci sono legami di parentela.

E invece qualcosa c’è che lega questi due personaggi (personaggi, non persone, la differenza è fondamentale) ed è l’essere dei “fenomeni” nel senso etimologico della parola, un qualcosa che appare e non corrisponde necessariamente ad una realtà oggettiva.

Il presentatore televisivo fu oggetto di un’analisi indimenticabile di Umberto Eco nel 1961, nota a tutti come “Fenomenologia di Mike Bongiorno” , nella quale in modo solo apparentemente accademico Eco tratteggiava la figura emergente dell’uomo medio, senza troppa infamia ma certo senza lode, che trovava nell’uomo di spettacolo il suo edificante alter ego. Non troppa cultura, anzi il meno possibile, una ingenuità evolutasi in abilità da gaffeur, una visibilità straordinaria per quei tempi avevano garantito comunque al Mike nazionale il raggiungimento del successo: di lì l’ammirazione di un intero popolo.

Sofia Viscardi è figlia di un tempo totalmente diverso (è nata nel 1998), che sembra non avere nulla in comune con i decenni del dopoguerra, e si è imposta negli ultimi anni all’attenzione di un pubblico sufficientemente variegato per essere poco catalogabile, tale comunque da garantirle la pubblicazione di due romanzi e la trasformazione del primo in sceneggiatura cinematografica, a cui lei stessa ha collaborato. Dunque, ecco il fenomeno, ecco un’identità che appare (una scrittrice) ma non è (per l’appunto una scrittrice).

Sofia Viscardi, da youtuber a scrittrice

Della giovane età di Sofia Viscardi abbiamo detto, ma il fatto di avere vent’anni non implica che abbia una visibilità recente: a leggere le interviste da lei rilasciate, si scopre che da anni è attivissima sui social, che a tredici anni già possedeva il suo primo canale su Youtube, che ha fan e follower ovunque, che il suo più grande desiderio è sempre stato quello di mostrarsi, di raccontare di sé e raccogliere consensi, che forse la sua adolescenza  è stata vissuta come un reality, come se casa sua fosse un’appendice della casa del Grande Fratello.

A vent’anni si ritrova tra le mani un successo reso tale da un pubblico formato per lo più da adolescenti, in cui gli adulti hanno un ruolo marginale, servono più che altro da filtro per arrivare ai loro figli.

L’esperienza da youtuber le è servita per potersi mettere in contatto con centinaia di migliaia di persone a cui raccontare la sua vita quotidiana, le sue esperienze da figlia, da sorella, da studentessa, dando voce con ogni probabilità ai pensieri positivi o negativi che albergano nella mente di qualsiasi adolescente, ma che molti, per fortuna, preferiscono conservare dentro di sé, considerandoli un qualcosa di intimo e privato.

A Sofia Viscardi però questo non è più bastato e ha deciso di trasferire in parole scritte i suoi pensieri e la sua esperienza.

E’ nato così “Succede”, il primo romanzo incentrato sulla storia di Margherita, ragazza impacciata ed insicura che si sta ritagliando il suo posto nel mondo tra dubbi e difficoltà. Ciò che deve succede, non sempre i tasselli si incastrano ma in fondo è sufficiente vivere perché le cose accadano, i sogni non si infrangano tutti e la vita di ogni giorno appaia degna di essere vissuta. I problemi della protagonista sono quelli ovvi di tutti i suoi coetanei, non si può chiedere a Sofia Viscardi un approfondimento ad esempio di genere, perché nelle sue pagine non ce n’è traccia.

Forte dell’appoggio di una casa editrice come Mondadori Sofia Viscardi ha pubblicato il secondo romanzo, “Abbastanza”, che sta per compiere il suo primo anno ed è stato ampiamente sponsorizzato mediante battage pubblicitario e incontri pubblici in varie città d’Italia.

Nel frattempo l’autrice sosteneva l’esame di Stato ( in fondo anche un’adeguata cultura potrebbe servire ad uno scrittore…) e si preoccupava di seguire la trasposizione cinematografica del precedente libro, non volendo, stando alle sue dichiarazioni, che venisse snaturata la sua volontà di raffigurare il mondo giovanile dall’interno e non dall’esterno.

In questo modo si veniva a plasmare il “fenomeno Viscardi”, la ventenne che, bontà sua, chiarisce che non le piace considerarsi un esempio o un modello, bensì un’amica da ammirare e stimare e per la quale provare un affetto sincero.

“Abbastanza”, il secondo romanzo di Sofia Viscardi

Leggere il romanzo è stato abbastanza faticoso, volendo servirsi dell’avverbio viscardiano, perché la banalità della storia in esso contenuta induce abbastanza spesso all’abbandono… Forti del principio che il miglioramento potrebbe arrivare nel capitolo successivo, si va avanti indefessi sino all’ultima pagina, ma purtroppo non si viene smentiti nell’iniziale diffidenza.

Sofia Viscardi racconta la vicenda di quattro ragazzi, Ange, Leo, Cate e Marco, molto differenti tra di loro ma uniti dalla necessità di affrontare un anno di scuola impegnativo, quello della maturità.

I quattro all’inizio sono dei perfetti sconosciuti, ma in seguito cominciano a frequentarsi e a scoprirsi, legandosi tra di loro nel caos della metropoli milanese in cui vivono. Mese dopo mese la loro amicizia si rinsalda perché in quel preciso momento della loro vita è bene che accada, ha una sua logica, come anche il provare un sentimento diverso dalla sola amicizia, l’amore, ma non è affatto detto che il loro sarà un legame per la vita, dal momento che a diciannove anni ti sembra indispensabile un gruppo di persone che potrai facilmente dimenticare e sostituire nel periodo immediatamente successivo ( anche l’amicizia sembra essere diventata usa e getta, secondo Sofia Viscardi).

Detto questo, detto tutto, data la trama inconsistente: per duecento e più pagine le voci narranti si alternano e si rincorrono, i protagonisti non hanno guizzi personali, si lasciano vivere imprigionati negli stereotipi della moderna letteratura giovanile, perfetti per andare a sistemare gli ennesimi lucchetti a Ponte Milvio a Roma, avendone l’opportunità.

Leggere questo romanzo ci pare, tutto sommato, abbastanza inutile. Perché, allora, ha avuto da parte dei lettori tanto consenso da scalare le classifiche? E’ da questa domanda che nasce il concetto di fenomenologia, dalla volontà di cercare una risposta efficace: i giovani si rispecchiano davvero in questi modelli letterari che assomigliano a un bel guscio vuoto?  Gli adulti pensano di poter capire i loro figli e le nuove generazioni con più facilità? Si ritiene davvero che sia una scrittura realista e dunque capace di riflettere il bene e il male del presente?

E’ il trionfo letterario della mediocrità? Sofia Viscardi è come Mike Bongiorno “un ideale che nessuno deve sforzarsi di raggiungere perché chiunque si trova già al suo livello”? ( cit. Eco)

Domande per il momento lasciate in sospeso.

L’autrice dichiara nella seconda di copertina a proposito del romanzo che “ è figo se lo leggete, che spero sia un po’ come viverlo, perché quello era il mio intento mentre lo scrivevo. Farlo vivere a chi l’avrebbe letto, dico.”

Perdonaci, Sofia, ma non è andata proprio così, non abbiamo vissuto né rivissuto (data l’età) nulla di sincero e di onesto, né possiamo contraddirti quando dici che “sembra tutto di una banalità estrema” se non si comprende l’articolazione del mondo interiore di Ange, Marco, Cate e Leo.

Le abbiamo lette tutte, le 220 pagine, e vogliamo credere che i giovani siano di uno spessore ben diverso dai quattro protagonisti, non vivano il loro vuoto esistenziale, siano infuocati da almeno un ideale per il quale vale la pena lottare.

In caso contrario, sarebbe tutto abbastanza inutile.

Sofia Viscardi, fenomenologia di una youtuber

 

AUTORE : Sofia Viscardi

TITOLO : Abbastanza

EDITORE : Mondadori

PAGG. 226,  EURO 16,90 (disponibile versione eBook euro 9,99)

 

 

 

About Luisa Perlo

Luisa Perlo
Luisa Perlo, Critico Letterario

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