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Ritualità: riscopri tre riti antichi di purificazione per la casa e la persona

Ritualità: riscopri tre riti antichi di purificazione per la casa e la persona

Riti e ritualità rappresentano da sempre un importante strumento per stare bene, connettersi ai propri bisogni e al sé superiore.

Che si tratti di pratiche per l’abbondanza, per la purificazione personale e dell’ambiente o per fare prosperare l’amore, esistono straordinarie tradizioni ancestrali utili per aiutare gli intenti a manifestarsi.

Quindi, è vitale approcciarsi ad atteggiamenti, ricorrenze e movimenti che possano regalare un piacere che va oltre quello materiale.

La nostra cultura è ricca di riti di penitenza e di espiazione della colpa, ma assai povera di cerimonie che celebrano la gioia della vita, della guarigione e del ritorno.
Ecco perché esprimere i propri desideri e le proprie emozioni attraverso delle azioni semplici, siano esse individuali o collettive, è estremamente liberatorio e costruttivo.
La ritualità ci pone in contatto con la natura, con la nostra umanità più profonda che si eleva a un grado di coscienza, contemplando la fonte e l’origine di ogni bellezza.

C’è chi nella propria ritualità quotidiana prevede una tazza di caffè accompagnata dalla lettura di un giornale quotidiano, chi un’accurata skincare dopo la doccia serale e chi, ancora, allena il fisico prima di recarsi al lavoro.

Ma approfondiamo il significato di ritualità nel suo senso più completo.

Ritualità e religione

Anche se persiste il tabù su questo tema, le prime comunità cristiane erano assai attratte dalle feste e dai rituali pagani.
È risaputo che il periodo che va dal Natale all’Epifania è uno dei più cari all’occidente e ai cristiani e proprio questo intervallo di tempo vanta numerosi riti che celebrano il solstizio, ma anche la nascita di Gesù.
La venuta al mondo di un bambino rappresenta per eccellenza il simbolo di un nuovo inizio, della purezza per antonomasia.

Ecco che il Natale è il momento perfetto per un rituale di purificazione.

È bene sottolineare come ogni giorno dell’anno si possano svolgere rituali di purificazione, personali e della casa, ma il lasso che va dal 24 al 31 dicembre apre un portale particolarmente potente che permette di ripulire dalla negatività in maniera intensa e profonda.

Vediamo come.

Per la purificazione della casa e della persona

Per eliminare le negatività presenti in casa accumulate durante l’anno occorre procurarsi questi ingredienti:

  • 12 chiodi di garofano
  • 12 bacche di ginepro
  • 1 candela bianca
  • 1 candela nera
  • 1 rametto (possibilmente di abete)
  • 1 telo

Come procedere

Stendere il telo davanti alla porta d’ingresso e mettere sopra il resto del materiale.
Accendere le candele e il rametto con i chiodi di garofano e le bacche già a pezzetti in un porta incensi.

Lasciare consumare.

Rituale della candela bianca

Un altro rituale molto efficace che in questo caso è possibile fare quando si desidera, al di là della ricorrenza festiva, è quello della candela bianca.
Il bianco è il simbolo per antonomasia della pulizia e in questo caso per compiere il rituale occorrono solo una candela bianca e un fiammifero.

La mattina appena svegli si accende la candela, dando alla giornata un intento chiaro.

Ciò deve avvenire con uno spirito puro, concentrandosi su sentimenti positivi.
Questo gesto può essere accompagnato da una meditazione, anche breve, e delle affermazioni potenzianti che facciano comprendere all’energia dell’Universo che si è connessi con il flusso di tutto ciò che è.

Una formula che si può utilizzare è: ”Creatore di tutto ciò che è (oppure Luce divina, Energia dell’universo, Dio… quello che vi fa sentire più a vostro agio), è comandato di benedire questa giornata, mandando la luce necessaria per fare in modo che la affronti al meglio delle mie possibilità, in armonia con me stesso e ciò che mi circonda”.

È possibile essere più specifici, se si desidera qualcosa in particolare.
Se si terrà un discorso pubblico, ad esempio, si può chiedere di inviare energia per comunicare con chiarezza e facilità, avendo a disposizione le giuste parole.
Se si affronterà un esame, si può domandare che venga insegnato che tutto ciò che si è studiato sia stato correttamente metabolizzato e che è pronto per essere utilizzato al meglio.

Ritualità con le erbe

Un terzo rituale prevede l’utilizzo della Betonica, pianta piuttosto diffusa in Italia ed Europa.
Come le pratiche precedenti è utile per purificare l’ambiente circostante e allo stesso tempo ripulire profondamente la persona che la mette in atto.

Nel primo caso è sufficiente piantare questa scaccia negatività naturale vicino alla porta di casa per tenere lontano la cosiddetta “energia sporca” e altre impurità karmiche.
Nel secondo, se si desidera, una protezione diretta è possibile assumere le sommità fiorite della pianta attraverso un infuso o sciogliendole nell’acqua del bagno.

Ritualità, la Natura è nostra amica

Sono davvero innumerevoli gli ingredienti che la natura fornisce per purificare e potenziare le proprie virtù; tra questi la Polosella e la Valeriana.

È fondamentare prestare attenzione all’attitudine che si pone durante questi rituali. Poiché ci si sta connettendo a un’energia superiore.

L’intenzione che si utilizza per manifestare è sinonimo della fiducia riposta in ciò che si sta facendo.
Non è l’accensione di una candela a determinare un cambiamento o l’apertura dei canali bensì il proposito.

La magia della ritualità: una pratica dimenticata

L’umanità si è sempre affidata a ritualità, alla celebrazione di festività magiche e tradizioni che facevano utilizzo di “elementi curativi”.

Nel corso dei secoli (e addirittura dei millenni) le persone si sono avvalse di innumerevoli modalità celebrative per risolvere dinamiche sentimentali, scacciare il maligno, attrarre denaro o, di nuovo, purificarsi. Una consuetudine andata a perdersi, soprattutto in occidente, con l’affermarsi della Chiesa e di altre sovrastrutture.

Dalla metà del 1200 chi deteneva il sapere delle erbe e delle sostanze da usare nei riti era additato di stregoneria e ciò mise le basi per le prime discriminazioni e le successive persecuzioni.

Un clima da cui non ci si è del tutto liberati, nonostante siano passati più di 500 anni.

Moderni conoscitori di antichi saperi

Una volta le piante e le erbe venivano utilizzate per scopi terapeutici e divinatori (oltre che alimentari), ma le cose sono cambiate nei tempi più moderni.

Eppure quelle che comunemente vengono chiamate erbacce possono rivelarsi assai utili per proteggere la casa e la persona.
Certo: occorre conoscere approfonditamente le loro proprietà, poiché alcune potrebbero essere nocive se usate impropriamente.

Per questo esistono custodi esperti di queste antiche conoscenze, come i naturopati, i maestri di Pranic Healing, erboristi e i fitoterapeuti.

Per chi ne vuole sapere di più.

About Valentina Pitozzi

Valentina Pitozzi, giornalista e divulgatrice olistica Laureata in Scienze Antropologiche ed Etnologiche, collabora con agenzie di comunicazione, giornali e blog in qualità di giornalista e copywriter. Da sempre interessata ai temi del benessere e dell’equilibrio della persona ha intrapreso lo studio di diverse discipline olistiche tra cui il Thetahealing e il Dien Chan. Nulla di esoterico: queste tecniche si occupano di capire le disarmonie dell’organismo, lavorando sulla radice. Autrice di due libri in uscita, la sua frase è: “Le parole sono energia” e la sua mission è occuparsi di linguaggio consapevole.

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