Bronchiectasie
Salute

Bronchiectasie: sintomi, cause, diagnosi e cure

13/04/2026
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Le bronchiectasie non associate a fibrosi cistica sono una patologia respiratoria cronica caratterizzata da una dilatazione permanente e irreversibile delle vie aeree che trasportano l’aria ai polmoni. Questa alterazione rende difficile eliminare il muco, favorendo infezioni ricorrenti, tosse cronica e un progressivo peggioramento della funzione respiratoria. Si tratta della terza malattia cronica delle vie aeree più comune dopo l’asma e la BPCO. Nonostante ciò, è ancora poco conosciuta e spesso trascurata. Per questo, è importante sapere di che cosa si tratta.

Cosa sono le bronchiectasie

Le bronchiectasie sono una condizione in cui le vie aeree, e in particolare i bronchi, risultano allargati, ispessiti e cicatriziali a causa di infiammazioni o infezioni ripetute. Di conseguenza, la parete bronchiale perde elasticità e questo può portare a:

  • ristagno di muco;
  • proliferazione batterica;
  • aumento delle infezioni respiratorie;
  • aumento dell’infiammazione, che danneggia ulteriormente le vie aeree.

Si crea così un circolo vizioso di muco, infezione e infiammazione, che tende a perpetuarsi nel tempo.

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Non sono tutte uguali

Le bronchiectasie possono essere:

  • localizzate, se interessano una sola area del polmone;
  • diffuse, se coinvolgono più aree polmonari;
  • associate a fibrosi cistica;
  • non correlate a fibrosi cistica (forma più comune nell’adulto).

Sintomi delle bronchiectasie

Il sintomo più tipico è una tosse cronica produttiva e persistente, con crepitii e sibili, spesso presente da mesi o anni. In associazione possono comparire:

  • espettorato abbondante, spesso denso;
  • catarro giallo o verdastro;
  • fiato corto;
  • respiro sibilante;
  • sangue nel catarro;
  • stanchezza persistente;
  • dolore toracico;
  • alitosi;
  • infezioni respiratorie ricorrenti.

Molti pazienti raccontano di avere “sempre catarro”, soprattutto al mattino, con peggioramento durante le riacutizzazioni infettive.

Cause delle bronchiectasie

Le cause possono essere numerose. In molti casi derivano da un danno pregresso alle vie aeree.

  • Infezioni polmonari severe, come polmoniti importanti, tubercolosi, pertosse, infezioni virali.
  • Malattie respiratorie croniche: asma grave, BPCO, aspergillosi broncopolmonare allergica, fibrosi cistica.
  • Difetti immunitari: un sistema immunitario fragile favorisce infezioni ripetute e danni bronchiali.
  • Malattie autoimmuni e sistemiche, tipo: artrite reumatoide, morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa.
  • Cause congenite e difetti anatomici.
  • Cause idiopatiche: in alcuni casi la causa rimane sconosciuta.

Quando preoccuparsi

È importante rivolgersi al medico se:

  • la tosse dura oltre tre settimane;
  • il catarro è quotidiano e abbondante;
  • compaiono episodi frequenti di bronchite o polmonite;
  • si nota sangue nell’espettorato;
  • il fiato corto aumenta rapidamente.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi inizia con la valutazione dei sintomi e dell’anamnesi clinica. Il test di riferimento è la tac del torace ad alta risoluzione (HRCT). Infatti, è l’esame più accurato per visualizzare: bronchi dilatati, ispessimento delle pareti, accumulo di muco e aree di infiammazione cronica

Altri esami utili sono:

  • spirometria;
  • esame colturale dell’espettorato;
  • emocromo;
  • dosaggio immunoglobuline;
  • test per fibrosi cistica;
  • ricerca di micobatteri e funghi;
  • broncoscopia in casi selezionati.

La ricerca della causa è fondamentale per impostare la terapia corretta. Purtroppo, però, la diagnosi è spesso tardiva. In un numero significativa di casi arriva anche dopo anni, favorendo la progressione della malattia e il peggioramento della prognosi.

Cura delle bronchiectasie: terapie disponibili

A oggi non esiste una cura specifica e definitiva per le bronchiectasie. Tuttavia, con i trattamenti a disposizione è possibile controllarne l’evoluzione e i sintomi.

Gli obiettivi della terapia sono:

  • eliminare il muco;
  • prevenire infezioni;
  • ridurre l’infiammazione;
  • rallentare la progressione del danno polmonare.

Uno dei pilastri della cura è rappresentato dalla fisioterapia respiratoria, che comprende tecniche di drenaggio bronchiale, esercizi di espirazione, uso di particolari dispostivi, nebulizzazioni saline. Si tratta di trattamenti che aiutano a mobilizzare il catarro e ridurre le infezioni.

Molto utilizzati poi gli antibiotici, specie durante le riacutizzazioni e per la profilassi a lungo termine nei pazienti con infezioni frequenti. Questo uso massiccio, però, può portare allo sviluppo del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, che può complicare la situazione.

Talvolta, si può ricorrere poi a farmaci broncodilatatori e inalatori e alla riabilitazione polmonare, con programmi personalizzati di esercizi.

Nei casi avanzati con insufficienza respiratoria può essere necessaria l’ossigenoterapia. In rari casi si può optare per la chirurgia, per esempio se la malattia è limitata a una sola area del polmone o in caso di sanguinamento importante.

Fortunatamente sono allo studio nuove terapie che mirano a intervenire direttamente sui meccanismi che sostengono l’infiammazione cronica, anziché limitarsi al controllo dei sintomi.

Bronchiectasie e aspettativa di vita

Le bronchiectasie hanno un grande impatto sulla qualità della vita a causa dei sintomi importanti, che possono compromettere la vita lavorativa e sociale. Anche le frequenti riacutizzazioni causano disagi fisici e psicologici. Tuttavia, se la diagnosi è precoce e la gestione corretta, molti pazienti possono avere una discreta qualità di vita.

Il problema principale è che in Italia le bronchiectasie non sono ancora considerate una reale priorità di salute pubblica e questo favorisce sottodiagnosi e ritardi terapeutici.

Stile di vita: cosa fare per stare meglio

Chi soffre di bronchiectasie dovrebbe:

  • smettere di fumare;
  • fare attività fisica regolare;
  • mantenere un buon livello di idratazione bevendo molto;
  • evitare i cibi che possono aumentare le irritazioni come fritti e spezie piccanti;
  • vaccinarsi contro influenza, pneumococco e COVID;
  • evitare ambienti inquinati;
  • seguire quotidianamente gli esercizi respiratori.

L’aderenza alla fisioterapia è spesso il fattore che fa davvero la differenza.

Foto di copertina di Tumisu via Pixabay

Giornalista freelance dal 2001, giornalista professionista dal 2008, web writer e copywriter dal 2010, scrive principalmente di salute, medicina, attualità, benessere, psicologia, crescita personale, alimentazione e maternità. Collabora con diverse testate nazionali e vari siti di informazione. Inoltre, svolge attività di web writer, content editor e copywriter per agenzie e aziende. Ha scritto numerosi libri e volumi.