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Cheratocono: cos'è la malattia della cornea e come riconoscerla

Cheratocono: cos’è la malattia della cornea e come riconoscerla

“Sei giovane e la tua vista continua a peggiorare? Potrebbe trattarsi di cheratocono, una malattia della cornea la struttura più esterna dell’occhio“.

Inizia così il video divulgativo “Impara a riconoscere il cheratocono”.

Il video, che verrà diffuso il prossimo autunno sui canali social delle Società AIMO, AICHE, SITRAC, SIBO, SOPTI e su altre piattaforme, è rivolto in particolare agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare precocemente i giovani nei confronti della patologia.

Ma che cos’è esattamente il cheratocono?

“Una malattia degenerativa della cornea (tessuto trasparente che riveste la superficie anteriore dell’occhio)”, spiegano gli esperti.

“Caratterizzata da un progressivo assottigliamento della cornea e da uno sfiancamento conico del profilo corneale, che inducono l’insorgenza di un forte astigmatismo irregolare“.

A causa di questo processo degenerativo, la cornea, si assottiglia e si deforma, assumendo una caratteristica forma conica.

Di profilo la superficie oculare diventa, quindi, più sporgente.

È una patologia cronica ad andamento progressivo, che si verifica quando la cornea perde rigidità e resistenza e il suo tessuto si assottiglia e si deforma nella parte centrale, assumendo la forma di un cono.

In genere colpisce entrambi gli occhi, anche se spesso in misura diversa.

Il cheratocono è quindi una patologia rara con una incidenza stimata intorno ad almeno un caso per 2 mila abitanti ed è inserita nel Registro delle Malattie rare.

Colpisce più frequentemente i bambini, gli adolescenti e i giovani, con possibilità di progressione in genere fino ai 35-40 anni.

I sintomi

I sintomi, inizialmente sono simili a quelli di una semplice miopia: il soggetto vede sfocato da lontano, successivamente la qualità della visione inizia a peggiorare e compare una sbavatura intorno alle immagini, soprattutto di notte, con la percezione di aloni e distorsioni attorno alle sorgenti luminose.

Alcune volte si ha la percezione di immagini doppie e può essere presente anche una intolleranza alla luce.

I sintomi del cheratocono possono comprendere:

  • visione distorta
  • fastidio alla luce (fotofobia)
  • bruciore agli occhi (irritazione oculare)
  • occhi rossi
  • mal di testa
  • vista offuscata
  • visione doppia
  • visione notturna ridotta.

Il cheratocono normalmente non dà dolore a meno che non avvenga un rapido sfiancamento della cornea e una sua perforazione.

Le cause

Non sono del tutto note le cause del cheratocono, ma potrebbe influire una predisposizione genetica.

“La cornea dei soggetti affetti”, dicono gli esperti.

“Sarebbe geneticamente più debole e meno resistente alla degradazione, alla pressione interna e alle sollecitazioni esterne come lo stropicciamento degli occhi”.

È importante quindi che i giovani familiari di soggetti affetti da cheratocono si sottopongano a regolari controlli.

Il cheratocono è dovuto un indebolimento indotto dall’eccessiva elasticità e deformazione delle cornee ammalate.

Le firme di collagene che formano l’architettura corneale perdono i legami che le tengono unite e tendono progressivamente a scivolare le une sulle altre, aumentando la curvatura e contemporaneamente riducendo lo spessore del tessuto corneale.

Cheratocono: diagnosi e terapie

Le prime cure per il cheratocono consistono nell’eliminare o correggere al meglio il difetto visivo causato dalla curvatura della cornea: questo è inizialmente possibile con occhiali ma, col progredire della patologia, solo le lenti a contatto possono dare il risultato sperato.

In questo caso la lente a contatto non ha solo uno scopo refrattivo, ma contiene meccanicamente la protrusione corneale, rendendo più regolare la forma della cornea stessa.

Fondamentali sono i controlli oculistici periodici.

In casi selezionati si potrà ricorrere al cross-linking corneale o al trapianto di cornea (se si è verificata una perforazione corneale).

“Una diagnosi precoce è fondamentale”, dicono gli esperti.

“Mentre tra le terapie di elezione il cross-linking corneale è un trattamento poco invasivo e ambulatoriale, che può bloccarne la progressione e fermare il peggioramento visivo”.

Il cross-linking corneale è un’innovativa terapia chirurgica a bassa invalidità che si effettua in anestesia locale, dura circa un’ora e prevede l’installazione sulla superficie della cornea di un collirio a base di Vitamina B2 o riboflavina, attivato da un’irradiazione laser con raggi UVA, che consolida i vari strati lamellari che compongono la superficie della cornea.

In questo modo la progressione della malattia viene contrastata irrigidendo e fortificando il tessuto corneale.

Di anno in anno, intanto, la ricerca sul cheratocono ne migliora la diagnosi, i trattamenti disponibili e gli strumenti ottici con i quali poter correggere il difetto visivo.

Tra le figure a cui fare riferimento c’è naturalmente il medico oculista, che accompagnerà costantemente la persona, diagnosticando e monitorando l’evoluzione della malattia e suggerendo eventuali trattamenti, e l’ottico-optometrista che fornirà occhiali e lenti a contatto idonei al ripristino di una visione adeguata.

Infine, le associazioni di pazienti, che forniranno un supporto informativo costante in merito alla malattia e agli aspetti sociali della stessa.

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