angina pectoris
Salute

Cos’è e come si cura l’angina pectoris?

13/02/2025
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Non sempre un dolore improvviso al petto rappresenta un sintomo allarmante che richiede cure urgenti. Oltre all’infarto, infatti, c’è un’altra malattia cardiaca che si manifesta in questo modo: si tratta dall’angina pectoris, dovuta a una riduzione temporanea del flusso di sangue. Sebbene meno pericoloso, questo disturbo non va comunque sottovalutato perché comporta una sofferenza cardiaca. Ecco perché è importante conoscerlo e trattarlo in modo adeguato.

Angina pectoris: cos’è

Letteralmente, angina pectoris significa “dolore al petto”. E, infatti, la manifestazione caratteristica di questa problematica è proprio la sensazione dolorosa che compare al torace. All’origine del disturbo c’è un’ischemia miocardica, ossia una riduzione temporanea e reversibile del flusso di sangue, ossigeno e nutrimento verso il cuore.

Senza un corretto rifornimento, infatti, il muscolo cardiaco non può svolgere correttamente le sue funzioni di pompa ed entra in sofferenza, specie in alcune situazioni. Per assolvere i suoi compiti, prova a produrre energia anche in assenza di ossigeno, producendo così sostanze di scarto, come l’acido lattico, che provoca i dolori.

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Cosa provoca l’angina pectoris?

Nella maggior parte dei casi, le difficoltà di circolazione derivano da un’aterosclerosi coronarica, una malattia caratterizzata dalla formazione di placche di colesterolo e altri grassi all’interno del lume delle coronarie, le arterie che irrorano il cuore. A causa di queste placche le arterie si restringono e il flusso diventa più difficile.

In rari casi, l’angina pectoris deriva da altre malattie, come la miocardiopatia ipertrofica e la stenosi aortica.

I fattori di rischio

  • Sesso maschile;
  • età superiore ai 50 anni;
  • famigliarità per malattie cardiache;
  • presenza di altri fattori di rischio cardiaci, come ipertensione, colesterolo alto, diabete, obesità;
  • presenza di altre malattie cardiache;
  • fumo di sigaretta.

Quali sono i sintomi

I sintomi dell’angina pectoris variano a seconda del grado di ostruzione delle coronarie e dunque della quantità di sangue che riesce a giungere al cuore. Se le placche non sono eccessive e non ostacolano in maniera importante la circolazione, il flusso può essere comunque sufficiente, soprattutto quando la persona non compie grandi sforzi.

Se invece le placche comportano una riduzione più significativa della quantità di nutrimento diretta al cuore possono comparire alcune manifestazioni, a maggior ragione in alcune situazioni. I rischi aumentano quando si provano emozioni forti, in presenza di febbre, in caso di sforzi fisici e dopo un pasto abbondante.

Il sintomo più caratteristico, come abbiamo visto, è il dolore. In genere, si tratta di una sensazione acuta che coinvolge l’area retrosternale, nel centro del petto, e che spesso si irradia anche al braccio sinistro, fino al mignolo, alla gola, alla mandibola (tanto che può essere scambiato per mal di denti), e posteriormente alla schiena. Più raramente sono interessati il braccio destro e l’area attorno allo stomaco.

L’intensità è variabile, sia va da un lieve senso di fastidio a un senso violento e diffuso di oppressione toracica. In molti casi, il dolore si accompagna una sensazione di peso, pressione, fastidio e /o restringimento, sempre dietro lo sterno.

La persona può essere soggetta anche a nausea, sudorazione, difficoltà di respiro, angoscia ed episodi di svenimento. Di solito, la crisi dolorosa, anche se violenta, dura pochi minuti, 10-15 al massimo.

Che differenza c’è fra l’angina e l’infarto

Nell’angina pectoris, la riduzione dell’afflusso di sangue e ossigeno al cuore è temporanea e reversibile e non arriva al punto di provocare un danno cardiaco permanente. Semplicemente, il rifornimento può essere insufficiente rispetto alle necessità che il cuore presenta in quel determinato momento. Nell’infarto, invece, l’ostruzione delle coronarie è talmente importante da causare una riduzione irreversibile del flusso. Non ricevendo più nutrimento, una parte del tessuto cardiaco muore.

Cosa si rischia con l’angina pectoris

L’angina pectoris causa una sofferenza temporanea a carico del cuore e non comporta un pericolo di vita. Tuttavia, non va sottovalutata perché può interferire con la qualità della vita e a lungo andare stressare il cuore.

Inoltre, bisogna sapere che esiste una forma particolare di malattia, l’angina instabile, che è più pericolosa e potrebbe anche evolvere verso l’infarto. Infatti, deriva dalla formazione di un coagulo di sangue all’interno delle coronarie, che causa un’ostruzione improvvisa.

Come guarire dall’angina pectoris

Le cure dell’angina pectoris variano a seconda dei casi. Sicuramente è sempre importante modificare le abitudini di vita, così da tenere sotto controllo i fattori di rischio. In particolare, è fondamentale seguire un’alimentazione sana e bilanciata, avere uno stile di vita attivo, limitare lo stress, non fumare.

Il medico può prescrivere anche una cura farmacologica per migliorare la perfusione delle coronarie, ridurre il lavoro del cuore e/o prevenire la formazione di coaguli, a base di molecole come nitrati, calcio-antagonisti, beta-bloccanti, statine, anticoagulanti e anti-aggreganti.

Nei casi più gravi può essere necessario intervenire chirurgicamente con l’angioplastica coronarica o il bypass coronarico.

 

Foto di copertina di Pexels via Pixabay

Giornalista freelance dal 2001, giornalista professionista dal 2008, web writer e copywriter dal 2010, scrive principalmente di salute, medicina, attualità, benessere, psicologia, crescita personale, alimentazione e maternità. Collabora con diverse testate nazionali e vari siti di informazione. Inoltre, svolge attività di web writer, content editor e copywriter per agenzie e aziende. Ha scritto numerosi libri e volumi.