Esami del sangue: quali fare e a cosa servono?
Salute

Esami del sangue: quali fare e a cosa servono?

07/05/2025
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Solo 1 italiano su 4 si sottopone regolarmente a controlli medici e 1 su 3 lo fa solo quando non si sente bene. A rivelarlo sono i dati dell’Osservatorio Sanità realizzato da UniSalute, secondo cui il 25% dei nostri connazionali addirittura evita i check up perché pensa di non averne bisogno. Invece analisi mediche e test sono fondamentali per fare prevenzione e individuare per tempo eventuali problematiche. Fra questi, hanno un ruolo molto importante gli esami del sangue, uno degli strumenti più semplici e utili per valutare lo stato di salute dell’organismo.

A cosa servono

Gli esami del sangue sono uno strumento molto utile di prevenzione e di monitoraggio delle condizioni di salute di una persona. Infatti, permettono di controllare i livelli di alcune sostanze indicative dello stato di benessere o di malattia dell’organismo. Per esempio, possono aiutare a individuare infiammazioni e infezioni, diabete, carenze di vitamine o sali minerali, problemi al fegato o ai reni. Sono anche utili per controllare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, importanti per valutare il rischio di malattie cardiovascolari. Per questo, andrebbero svolti regolarmente, secondo la frequenza consigliata dal medico per il caso specifico. Inoltre, possono essere richiesti in presenza di determinati sintomi o condizioni per approfondire la situazione.

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Come si svolgono

Gli esami del sangue consistono in un prelievo, da una vena dell’avambraccio, di una quantità di sangue variabile in relazione al numero di analisi richieste. Il campione prelevato viene diviso in più provette e analizzato in laboratorio. Si tratta di esami veloci e relativamente indolori, al più si può sentire un fastidio al momento dell’inserimento dell’ago. Dopo può rimanere un piccolo livido. In genere, vengono effettuati al mattino a digiuno.

Quali sono le analisi del sangue più importanti?

In genere, come controllo di routine vengono prescritti:

  • emocromo: verifica la quantità di globuli rossi, bianchi e di piastrine.  Aiuta a diagnosticare anemia, infezioni e altre condizioni del sangue;
  • glicemia: misura la concentrazione di glucosio nel sangue. Valori elevati possono essere indicativi di diabete;
  • trigliceridi: rileva il tasso dei trigliceridi, un prodotto della trasformazione dei grassi in calorie. Valori alterati indicano la possibilità di malattie cardiache o di obesità;
  • colesterolo: misura i valori di colesterolo totale, colesterolo LDL (quello “cattivo”) e colesterolo HDL (quello “buono”). È fondamentale per valutare il rischio di malattie cardiovascolari;
  • funzionalità epatica: include test come transaminasi, ALT, AST, bilirubina, per verificare lo stato di salute del fegato e individuare eventuali problemi o infiammazioni;
  • funzionalità renale: comprende esami come creatinina, azotemia e uricemia che permettono di valutare la salute dei reni;
  • VES (Velocità di Eritrosedimentazione delle emazie): evidenzia il numero di globuli rossi che, dopo un’ora e dopo due ore dal prelievo, si “staccano” dal plasma e finiscono sul fondo della provetta. È un esame indicatore di infiammazione nel corpo e viene usato per diagnosticare infezioni o malattie infiammatorie.

Gli esami meno noti

 

Secondo GS LOFT – realtà pioniera del biohacking coaching in Italia, fondata da Giacomo Spazzini – ci sono altri cinque esami del sangue fondamentali per il monitoraggio delle condizioni della salute, ma poco noti. Ecco quali sono.

 

LIPOPROTEINA A o Lp(a)

Si tratta di una lipoproteina aterogena, cioè in grado di favorire la formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie. Più i suo valori sono elevati e più aumenta il rischio di blocchi alla circolazione del sangue, che possono causare malattie come trombosi, infarto e ictus. Si considerano normali valori inferiori ai <30 mg/dL ed elevati superiori a 50 mg/dL.

HOMA INDEX

È l’acronimo di Homeostasis Model Assessment, un indice che permette di valutare la resistenza insulinica, ossia una condizione in cui le cellule del corpo non rispondono più in modo adeguato all’insulina. In questi casi, aumenta il rischio di infiammazione cronica, sindrome metabolica, obesità, diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari. Si considerano elevati valori sopra i 2,5.

EMOGLOBINA GLICATA o HbA1c

Si tratta di un esame che che rivela l’andamento medio della glicemia negli ultimi due-tre mesi. Fornisce, dunque, un quadro più dettagliato e preciso della situazione, aiutando a diagnosticare precocemente eventuali alterazioni metaboliche, condizioni di insulino-resistenza o prediabete. Si considerato elevati valori di HbA1c tra 5,7% e 6,4%. L’HbA1c andrebbe controllata regoralmente anche dai soggetti non diabetici, specie se presentano fattori di rischio come familiarità col diabete, stile di vita sedentario, sovrappeso, presenza di sindrome metabolica o valori della glicemia a digiuno superiori alla norma.

 

OMOCISTEINA

È un amminoacido che se presente in dosi eccessive può aumentare il rischio di trombosi, infarto, e ictus, danneggiare i vasi e il sistema nervoso centrale, portando a declino cognitivo e demenza. Valori compresi tra 31 e 100 µmol/L sono considerati elevati e superiori a 100 µmol/L gravemente elevati.

PROTEINA PCR-hs

La Proteina C Reattiva ad alta sensibilità (PCR-hs) è un campanello di allarme delle infiammazioni. Valori superiori a > 3 mg/L aumentano il rischio di eventi arteriopatie periferiche, arteriosclerosi, infarto, ictus e malattie autoimmuni.

 

Foto di copertina di rovin via Pixabay.