
Il 12 maggio 2025 è la giornata mondiale della fibromialgia
Il 12 maggio 2025 si celebra la giornata mondiale della fibromialgia, un’iniziativa che ha l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza di conoscere questa malattia. Infatti, nonostante sia molto diffusa, è ancora poco conosciuta. In Italia, riguarda 1,5-2 milioni di persone, prevalentemente donne in età lavorativa, eppure molti non sanno di che cosa si tratti.
Quando è la giornata della fibromialgia?
La giornata mondiale della fibromialgia, giunta quest’anno alla 33esima edizione, viene celebrata in tutto il mondo il 12 maggio. Per l’occasione molti monumenti e luoghi pubblici saranno illuminati di viola, il colore simbolo della malattia.
Nota anche come sindrome fibromialgica, la fibromialgia è una patologia reumatica cronica in cui si assiste alla comparsa di un dolore diffuso. Appartiene alla categoria delle malattie extra –articolari, interessa, cioè, i tessuti molli, come muscoli, tendini e altre strutture esterne all’articolazione.
A oggi, le cause della fibromialgia non sono ancora del tutto chiare. Con tutta probabilità, alla base ci sono un insieme di tanti elementi diversi, come alterazioni di alcuni neurotrasmettitori e mutazioni genetiche. Potrebbero avere un ruolo nel suo sviluppo anche lo stress, le variazioni ormonali, i traumi, gli sforzi ripetuti, altre malattie e i disturbi del sonno.

Come si predicono le mutazioni genetiche
Test ematologici all’avanguardia potrebbero essere introdotti nella pratica clinica degli ospedali italiani, grazie al primo progetto…Quali sono i sintomi della fibromialgia?
Come si predicono le mutazioni genetiche
La fibromialgia si caratterizza per un dolore a carico di muscoli, tendini, legamenti e articolazioni, che nella maggior parte dei casi è diffuso, ma può essere anche localizzato. Tipicamente, si acuisce alla pressione. In alcuni casi è molto intenso e può arrivare a ostacolare le normali attività quotidiane. Il dolore può accompagnarsi a rigidità e tensione muscolare e stanchezza accentuata.
Altri possibili sintomi
- Formicolii in entrambi i lati del corpo,
- irritabilità,
- nervosismo,
- mal di testa,
- sonno disturbato,
- disturbi gastrointestinali,
- sindrome del colon irritabile,
- tachicardia,
- problemi di concentrazione,
- occhi secchi,
- disfunzioni della minzione,
- ansia e/o depressione.
Quali sono i 18 punti dolenti della fibromialgia?
- Base del cranio, davanti e dietro
- Nuca, sui lati
- Spalle, sopra le scapole
- Parte superiore del torace, vicino alle clavicole
- Esterno dei gomiti
- Parte superiore delle anche
- Interno delle ginocchia
- Parte bassa della schiena, vicino alla colonna vertebrale
- Parte superiore della schiena, lungo la colonna vertebrale
- Parte laterale del collo
- Parte superiore delle braccia, vicino alle spalle
- Parte superiore delle cosce
- Parte inferiore delle gambe, vicino alle tibie
- Zona tra le scapole
- Parte superiore del petto, vicino alle clavicole
- Zona tra le spalle e il collo
- Parte superiore delle braccia, vicino ai gomiti
- Parte superiore delle gambe, vicino alle anche
I punti dolenti della fibromialgia sono aree specifiche del corpo che spesso risultano particolarmente sensibili al tatto in chi soffre di questa malattia.
Cosa fa peggiorare la fibromialgia?
- Stress,
- sonno insufficiente,
- alimentazione scorretta,
- affaticamento,
- cambiamenti metereologici,
- traumi,
- attività fisica eccessiva o al contrario sedentarietà.
Come si cura
La diagnosi della fibromialgia è complessa e difficile perché i suoi sintomi sono poco caratteristici e comuni a tante altre problematiche. Inoltre, non esistono esami o marcatori specifici per questa patologia. A ciò si aggiunge il fatto che molti medici tendono a sottovalutarla.
Anche il trattamento è complesso poiché non esistono cure specifiche e serve tempo per ottenere miglioramenti. L’intervento migliore è quello multidisciplinare, che prevede terapie diverse. Dal punto di vista farmacologico, si possono utilizzare analgesici, miorilassanti, antidepressivi e medicinali che agiscono sul controllo della sensazione dolorosa a livello centrale e/o molecole che intervengono sui neurotrasmettitori che gestiscono la trasmissione delle sensazioni dolorose al cervello. Si possono poi suggerire percorsi di fisioterapia, con esercizi di rinforzo muscolare e di stretching per favorire la funzionalità dell’apparato muscolo-scheletrico, e i supporti psicologici. Studi recenti suggeriscono l’utilità dell’agopuntura, della crioterapia e dell’ozonoterapia.
Cosa fa bene alla fibromialgia?
Per migliorare la fibromialgia è consigliabile seguire un’alimentazione ad hoc, consigliata dallo specialista. Francesco Garritano, biologo nutrizionista, nel suo libro La fibromialgia è una sfida: tu puoi vincerla (Edizioni Lswr), spiega nel dettaglio quali cibi preferire e quali evitare per stare meglio. Ecco qualche suo consiglio:
- variare il più possibile gli alimenti consumati;
- abbinare carboidrati e proteine;
- fare attenzione a glutine, latticini, lieviti, nichel e salicilati;
- eliminare zuccheri e dolcificanti artificiali, sale in eccesso, farine raffinate, additivi, conservanti e coloranti;
- preferire i cibi freschi a quelli industriali;
- puntare sui prodotti a Km 0 e di stagione;
- bere circa 25-40 ml di acqua per kg di peso corporeo al giorno;
- prediligere acque alcaline ricche di minerali come magnesio e potassio.
È fondamentale anche avere uno stile di vita attivo, muovendosi il più possibile nella vita quotidiana, e praticare regolarmente sport, ma senza esagerare. Si consiglia poi di eseguire ogni giorno degli esercizi di stretching.
Praticare tecniche di rilassamento, come meditazione, respirazione diaframmatica e mindfulness, per combattere lo stress, che peggiora la malattia.
Immagine di copertina di Milius007 via Pixabay.




