Fai da te per perdere peso: è ancora troppo diffuso (parliamone)
Salute

Fai da te per perdere peso: è ancora troppo diffuso (parliamone)

22/10/2019
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Fai da te per perdere peso: è ancora troppo diffuso. Sullo Stivale, il 62% delle persone con obesità è consapevole del fatto che si tratti di una malattia. Nonostante ciò, l’84% cerca di perdere peso autonomamente: parliamo di soggetti che impiegano mediamente sei anni, per rivolgersi a un medico. Ecco alcuni dei dati emersi dalla survey condotta in Italia tra circa 1.500 persone obese e 300 medici, nell’ambito dello studio internazionale Action-Io.Fai da te per perdere peso: è ancora troppo diffuso (parliamone)

Fai da te per perdere peso: obiettivi dello studio internazionale

Lo studio internazionale Action-Io (Awareness, Care, and Treatment In Obesity MaNagement – an International Observation) ha coinvolto 11 paesi in cinque continenti. Ha identificato le percezioni, le attitudini, i comportamenti e gli ostacoli per la cura dell’obesità: sia per le persone con obesità, sia per i medici. Quasi tutti i medici intervistati (91%) riconoscono l’obesità come una vera e propria malattia. Soltanto il 37%, tuttavia, ritiene che la genetica possa rappresentare un ostacolo per la perdita di peso.

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Fai da te per perdere peso: complicanze del fatto di essere obesi

Fai da te per perdere peso: è ancora troppo diffuso (parliamone)Paolo Sbraccia, vice presidente Ibdo foundation e professore ordinario di Medicina interna dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ha dichiarato: “L’obesità è una patologia eterogenea e multifattoriale. Al suo sviluppo concorrono sia fattori genetici e biologici, sia ambientali. L’obesità deve essere considerata una vera e propria malattia cronica recidivante, che causa molteplici complicanze disabilitanti e potenzialmente letali. Parliamo di diabete tipo 2, ipertensione arteriosa, dislipidemia, cardiopatia ischemica, molti tumori (in ispecie dell’apparato gastroenterico), e ancora: sindrome delle apnee notturne e osteoartrite. Abbiamo citato soltanto le principali”.

Fai da te per perdere peso: da soli, si ottengono scarsi risultati

Secondo la stessa ricerca, circa la metà delle persone con obesità che hanno partecipato all’indagine vorrebbe perdere peso. La maggior parte (41%) è preoccupata per la propria salute e, nonostante stia facendo seri sforzi, sta ottenendo scarsi risultati con il fai da te. Il 55% delle persone con obesità, inoltre, vorrebbe fosse il medico a iniziare una conversazione riguardo al peso. Il desiderio è forse ostacolato dall’idea diffusa tra gli operatori sanitari, secondo la quale le persone con obesità non sono motivate a dimagrire.

Fai da te per perdere peso: conoscenze in merito all’obesità

Paolo Sbraccia ha così concluso: “In linea con lo studio internazionale Action-Io, i dati italiani rivelano un fatto: è necessarioFai da te per perdere peso: è ancora troppo diffuso (parliamone) implementare le conoscenze sull’obesità, migliorando l’educazione relativa alle basi biologiche e al controllo clinico della malattia. Si tratta di sfidare la percezione errata secondo la quale l’obesità sia sotto il controllo dell’individuo. Inoltre, per garantire un valido percorso terapeutico, è fondamentale che il medico promuova conversazioni utili sulla perdita di peso, senza pregiudizi relativi a una possibile mancanza di interesse da parte della persona con obesità”

Obesità: parliamone meglio

L’obesità è una malattia cronica che richiede una gestione a lungo termine. Complessa e multifattoriale, è influenzata da fattori genetici, fisiologici, ambientali e psicologici. Si associa, come detto, a numerose gravi conseguenze per la salute. L’aumento della prevalenza dell’obesità a livello globale rappresenta un problema di salute pubblica. Per questa ragione si determinano gravi implicazioni in termini di costi per i sistemi sanitari. Nonostante l’elevata prevalenza, molte persone con obesità non ricevono sostegno ai loro sforzi per perdere peso. Ecco perché la malattia rimane sostanzialmente mal diagnosticata e sottostimata.

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.