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Giornata Internazionale Epilessia: malattia sociale ma molti progressi

Giornata Internazionale Epilessia: malattia sociale ma molti progressi

L’epilessia colpisce circa 50 milioni di persone nel mondo; nei paesi industrializzati interessa 1 persona su 100: si stima che in Europa le persone affette siano 6 milioni e in Italia circa 500.000.

Giornata Internazionale Epilessia: facciamo il punto

Questa malattia si può manifestare a tutte le età, ma registra in particolare due picchi di incidenza: uno nella prima infanzia legato in misura maggiore a cause genetico-metaboliche, ma anche a rischi connessi a eventuale sofferenza durante il parto, e l’altro in età  avanzata, a causa della maggiore incidenza di malattie vascolari e neurodegenerative e anche per l’aumento  dell’aspettativa di vita.

L’aspetto più delicato della malattia riguarda il fatto che le crisi possono manifestarsi  all’improvviso, in qualsiasi momento e contesto, e possono provocare la perdita di coscienza con cadute traumatiche e lesioni anche gravi. Se le crisi non sono ben controllate, causano forti limitazioni nella vita quotidiana, dalle attività lavorative alla vita affettiva e sociale, con un enorme peso psicologico.

Giornata Internazionale Epilessia: molti passi avanti

“I progressi scientifici degli ultimi anni hanno visto numerose scoperte nel campo della genetica e delle scienze di base”, dice  Giancarlo Di Gennaro, Direttore UO Centro per la Chirurgia dell’Epilessia IRCCS NEUROMED, Pozzilli (IS) e Coordinatore Gruppo di Studio Epilessia  SIN. ” Ciò ha portato a significativi passi avanti nella comprensione dei meccanismi molecolari che generano le crisi epilettiche, così come hanno generato farmaci antiepilettici efficaci, con meccanismi d’azione sempre più innovativi e in genere con migliore tollerabilità”.

Se non funziona la chirurgia

Per i pazienti (circa un terzo) che non rispondono ai farmaci è possibile valutare, dopo un accurato studio prechirurgico multidisciplinare, la possibilità di un trattamento chirurgico per rimuovere la regione di corteccia cerebrale responsabile delle crisi, spesso con ottime possibilità di guarigione. Infine, nei pazienti farmacoresistenti che non possono essere operati vi è la possibilità della cosiddetta “neuromodulazione”, un trattamento palliativo che consiste nell’impianto chirurgico di dispositivi (stimolazione vagale o stimolazione cerebrale profonda) che inviano stimoli elettrici diretti al cervello, in grado di ridurre il numero e la gravità delle crisi.

Giornata Internazionale Epilessia: tenere alta la guardia

Certo è che c’è ancora molto da fare per le persone con epilessia: è necessario incrementare sempre di più la ricerca scientifica e rafforzare le politiche socio sanitarie a favore dei pazienti per migliorare così l’accesso alle cure e alzare sempre di più gli standard diagnostico-terapeutici.

Gli esperti però sono convinti che bisogna però soprattutto educare ed informare le persone circa l’epilessia, sostenendo su larga scala azioni informativo/educative, in particolare nelle scuole primarie e secondarie, allo scopo di abbattere i pregiudizi e le discriminazioni sociali che ancora purtroppo caratterizzano questa patologia.

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