
Glaucoma: cos’è, sintomi e cure
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, il glaucoma riguarda circa 76 milioni di persone nel mondo. Solo in Italia ne sono affetti circa 1 milione di soggetti, ma almeno la metà di loro non sa di averlo. La ragione? Si tratta di una malattia silenziosa: nelle fasi iniziali molte volte passa inosservata e quando iniziano a comparire i primi segnali, spesso, l’integrità dell’occhio è già compromessa. Per questo, è importante imparare a conoscerla e sottoporsi con regolarità ai controlli oculistici.
Che cos’è il glaucoma?
Il glaucoma è una malattia cronica, progressiva e irreversibile caratterizzata da un danneggiamento progressivo del nervo ottico, il nervo che trasmette le informazioni visive dalla retina al cervello, dove vengono poi rielaborate in immagini. Provoca una compromissione del campo visivo, prima delle parti più periferiche e via via anche di quelle centrali. Ecco perché si associa a un calo dell’acuità visiva. Non è un caso che sia la principale causa di cecità irreversibile nel mondo. Il fattore di rischio più importante è la pressione oculare alta a causa di un accumulo di umor acqueo, il liquido contenuto all’interno degli occhi.

Canoa: Giovanni De Gennaro sogna la medaglia olimpica a Tokyo
Amante della natura, atleta talentuoso e grande campione, Giovanni De Gennaro, canoista bresciano, è pronto a…I fattori di rischio

Canoa: Giovanni De Gennaro sogna la medaglia olimpica a Tokyo
- Età superiore ai 40 anni;
- altri famigliari affetti dalla stessa malattia;
- spessore corneale ridotto;
- miopia o ipermetropia elevata;
- interventi chirurgici o traumi all’occhio;
- malattie generali che causano una compromissione o alterazione della circolazione sanguigna e quindi anche dell’apporto di sangue al nervo ottico (diabete, ipertensione, arteriosclerosi);
- cure prolungate con farmaci corticosteroidi;
- etnia afro-americana.
Quanti tipi di glaucoma ci sono?
Di glaucoma, in realtà, non ne esiste uno solo, ma diverse tipologie. Le più diffuse sono due.
Primario ad angolo aperto (GPCAA)
È la forma più diffusa e colpisce circa la metà delle persone che soffrono di glaucoma. I principali fattori di rischio sono rappresentati da una pressione intraoculare elevata e dall’età avanzata. Le cause non sono del tutto note, ma sicuramente è presente una riduzione della filtrazione dell’umore acqueo da parte delle strutture dell’occhio deputate a questa funzione. La riduzione della vista, unico campanello d’allarme, avviene in modo molto graduale e lento e la persona può anche non rendersene conto fino a quando la situazione è già molto compromessa.
Primario ad angolo chiuso acuto
Questa forma è meno comune, ma più “esplosiva”. È dovuta a un’ostruzione totale delle vie di deflusso dell’umor acqueo a causa di una predisposizione anatomica. Si manifesta in modo improvviso, imprevedibile e violento, spesso di notte o al buio. Causa un dolore fortissimo, frequentemente associato a nausea e/o vomito, con drastica riduzione dell’acuità visiva dovuta a edema (gonfiore) corneale. In realtà, l’ostruzione può anche essere graduale (si parla allora di glaucoma ad angolo chiuso cronico): in questo caso, la pressione intraoculare aumenta lentamente come nel glaucoma ad angolo aperto.
Che sintomi dà il glaucoma?
- Dolore agli occhi, in particolare a livello delle sopracciglia;
- arrossamento degli occhi;
- mal di testa;
- visione periferica ridotta;
- vista offuscata;
- aloni intorno alle luci;
- nausea;
- vomito;
- dilatazione delle pupille;
- fotofobia;
- lacrimazione.
Il glaucoma è una malattia silenziosa: non dà sintomi se non quando è a uno stadio già avanzato. All’inizio, infatti, il campo visivo viene danneggiato nella sua porzione periferica, per cui la persona sottovaluta il problema perché riesce a vedere bene ciò che ha di fronte. Tuttavia, la pressione oculare elevata può manifestarsi con i segnali sopra elencati. Inoltre, mano a mano che il glaucoma progredisce, la percezione dello spazio intorno a sé diminuisce e nascono delle difficoltà in alcune delle attività quotidiane, per esempio si cade con facilità e si fatica a scendere le scale.
Per questa ragione, è fondamentale la diagnosi precoce. Solo sottoponendosi a controlli regolari dall’oculista è possibile riconoscere la malattia, tenerla sotto controllo e frenare la sua evoluzione.
Il glaucoma è curabile?
Le cure variano in relazione al tipo di glaucoma e al suo grado di serietà. Spetta al medico stabilire la procedura più adatta al caso specifico. Spesso, si utilizzano colliri ipotonizzanti, in grado di abbassare la pressione all’interno dell’occhio. In alcuni casi, sono indicati gli interventi con il laser, che hanno l’obiettivo di allargare i canali da cui defluisce l’umore acqueo o aprire un’altra via di deflusso, così da ristabilire la pressione corretta all’interno dell’occhio. Nelle situazioni più complesse si può impiantare una valvola o un tubo drenante, per il drenaggio dell’umor acqueo, oppure si può ricorrere alla chirurgia tradizionale.
Foto di copertina di newarta via Pixabay.




