
Indicatori di longevità: come vivere a lungo e in salute
Oggi la vera sfida non è tanto e solo accumulare anni, ma invecchiare bene e in salute, mantenendo energia, benessere e vitalità a lungo. Gli indicatori di longevità sono strumenti preziosi che ci aiutano a capire come il nostro corpo invecchia e quali abitudini possono fare davvero la differenza. Infatti, rivelano lo stato di salute di corpo e mente e l’impatto dello stile di vita.
Cosa sono gli indicatori di longevità
Gli indicatori di longevità possono essere suddivisi tre categorie principali:
- biologici: svelano come funzionano i principali organi, dal cuore al fegato, dai reni al sistema immunitario;
- genetici: includono il patrimonio di varianti che possono rendere l’organismo più o meno resistente;
- comportamentali e ambientali: riguardano lo stile di vita, e in particolare l’alimentazione, l’attività fisica e le relazioni sociali, e il contesto in cui viviamo.

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Caviglie grosse e polpacci cicciotti sono da sempre cruccio di un gran numero di donne perché…Gli indicatori biologici di longevità

Liposcultura: se caviglie e polpacci sono troppo abbondanti, cesellali
Oggi è possibile misurare e controllare tutta una serie di parametri che aiutano a chiarire come sta realmente l’organismo. Per esempio, la valutazione della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca e dell’elasticità delle arterie permette di fare un quadro della salute del sistema circolatorio e di calcolare il rischio di malattie croniche. Conoscere il livello di zuccheri, colesterolo, trigliceridi e insulina, invece, significa conoscere l’equilibrio metabolico. Mantenerli entro le soglie ottimali riduce il rischio di diabete e problemi cardiovascolari. Misurare parametri come la proteina C-reattiva (CRP) e le interleuchine consente di scoprire se è presente uno stato infiammatorio, che accelera l’invecchiamento.
Quelli meno conosciuti
Cerba HealthCare Italia– parte di un gruppo internazionale dedicato alla diagnostica ambulatoriale e alle analisi cliniche, nell’ambito del suo programma Longevity, invita ad analizzare anche altri sei biomarcatori specifici, non sempre inclusi negli screening di routine:
- SHBG (Sex Hormone Binding Globulin): si tratta di una proteina epatica che lega e trasporta ormoni sessuali come testosterone ed estrogeni. I suoi livelli sono correlati alla sensibilità insulinica e alla salute ormonale complessiva;
- IGF-1 (Insulin-like Growth Factor 1): è un ormone proteico coinvolto nella crescita cellulare e nel metabolismo. Livelli elevati si associano a un rischio aumentato di neoplasie e invecchiamento accelerato; valori troppo bassi possono indicare deficit nutrizionali o disfunzioni endocrine;
- dROMS (Reactive Oxygen Metabolites-derived compounds): è un test ematico che valuta i metaboliti ossidativi reattivi, fornendo una misura dello stress ossidativo, processo chiave nell’invecchiamento cellulare e nella comparsa di patologie cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche;
- HOMA (Homeostasis Model Assessment: si tratta di un indice che stima la resistenza insulinica e la funzione delle cellule beta pancreatiche, calcolato in base a glicemia e insulinemia. Permette di individuare alterazioni precoci del metabolismo glucidico, predittive di diabete di tipo 2 e sindrome metabolica;
- Coenzima Q10 (Ubiquinone): è una molecola essenziale per la produzione di energia mitocondriale ed è un potente antiossidante. Con l’età, la sua concentrazione tende a diminuire, contribuendo all’aumento dello stress ossidativo. È particolarmente rilevante per cuore, fegato e reni, tessuti ad alto consumo energetico;
- Rapporti AA/EPA e AA/DHA: esprimono l’equilibrio tra acido arachidonico (omega-6) e acidi grassi omega-3 (EPA e DHA), fondamentali per il bilancio infiammatorio dell’organismo. Valori basi si correlano a minore infiammazione sistemica, migliore salute cardiovascolare e protezione cognitiva.
Gli indicatori Genetici
La longevità è influenzata anche dalla genetica. Alcuni geni proteggono dall’invecchiamento precoce e da malattie croniche, mentre altri hanno un ruolo negativo. Oggi esistono test in grado di valutare, almeno in parte, la propria impronta genetica.
Gli indicatori Comportamentali e Ambientali
Gli indicatori comportamentali e ambientali si riferiscono alle abitudini di vita e agli ambienti in cui si vive. Ci sono alcuni fattori che svolgono un ruolo protettivo, aumentando la longevità. Ecco i principali.
- Alimentazione equilibrata: seguire una dieta sana ed equilibrata, a base di frutta, verdura, cereali integrali e grassi buoni, favorisce la longevità.
- Restrizione calorica: introdurre un numero di calorie sufficiente e non eccedente rispetto alle proprie esigenze aumenta le chance di avere una vita più lunga e sana.
- Attività fisica regolare: avere uno stile di vita attivo e praticare attività fisica in maniera regolare fa bene a corpo e mente, rallentando l’invecchiamento.
- Sonno di qualità: dormire in maniera sufficiente, in media sette-otto ore per notte, e ristoratrice rigenera fisico e cervello.
- Gestione dello stress: lo stress logora l’organismo, indebolisce il sistema immunitario, aumenta radicali liberi e infiammazioni. Per questo, è fondamentale tenerlo sotto controllo, ritagliandosi degli spazi da dedicare ad attività piacevoli e rilassanti.
- Relazioni sociali: avere amici, uscire, confrontarsi con gli altri sono tutte azioni che stimolano il sistema neurobiologico più reattivo, alzando le difese immunitarie e migliorando il profilo ormonale e metabolico.
- Ginnastica mentale: leggere, intrattenersi con i giochi in scatola, fare le parole crociate sono tutte ottime attività che mantengono giovane il cervello.
- Ambiente sano: aria pulita, niente fumo e alcol moderato aiutano la longevità.
- Attenzione alla salute: vaccinarsi, aderire ai programmi di screening offerti gratuitamente dalle regioni e sottoporsi ai controlli consigliati dal medico aiuta a tutelare la propria salute.
Foto di copertina via Pixabay




