
Lo sport come alleato contro il tumore al seno: la storia di Patricia, che ha affrontato la malattia con forza e guantoni
Energia, delicatezza, sensibilità, forza, fragilità. Patricia Sala è tutto questo e molto di più. Lavora nel mondo del fitness da oltre trent’anni e, da due, è Master Trainer Brooklyn Fitboxing, un format di allenamento che unisce boxe, fitness e musica in sessioni da 47 minuti. Per Patricia, però, lo sport non è mai stato solo un lavoro: è la sua vita. E ne ha avuto la conferma più grande due anni fa, quando le è stato diagnosticato un tumore al seno. In quel momento difficile, l’attività fisica si è trasformata in una risorsa preziosa: un modo per riprendere il controllo del corpo, reagire ai sintomi della malattia e affrontare con maggiore forza gli effetti collaterali delle cure.
Oggi Patricia è un esempio concreto di come lo sport possa essere un alleato fondamentale nella lotta al tumore al seno, non solo in chiave preventiva, ma anche come supporto durante e dopo le terapie.
Il tumore al seno: un nemico diffuso ma sempre più curabile
Il tumore al seno è la neoplasia più frequente tra le donne. Secondo le statistiche, circa una donna su otto sviluppa questa forma di cancro nel corso della vita. La buona notizia è che, grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce, la sopravvivenza è in costante aumento e oggi supera l’87% a cinque anni dalla diagnosi.
Patricia, quasi 47 anni, ha scoperto la malattia nel maggio 2024, dopo aver notato che il suo seno sinistro aveva una forma strana. Da lì sono iniziati accertamenti, mammografia, ecografia e agoaspirato, fino alla diagnosi: tumore maligno.

Tumori del sangue, alleanza italo-statunitense
Combattere i tumori del sangue: ecco lo scopo di un’alleanza che interessa Italia e Stati uniti.…La forza di ricominciare: “Con lo sport ho ritrovato me stessa”

Tumori del sangue, alleanza italo-statunitense
“Tutto è iniziato mentre mi stavo vestendo per una gara — racconta Patricia — ho notato che il seno sinistro aveva una forma strana e, toccandolo, ho sentito qualcosa di duro. Dopo gli esami, è arrivata la diagnosi. Pochi giorni dopo ero già in ospedale per l’intervento”.
“Nella mia testa era finita lì, intervento e via, non se ne parla più. In realtà il percorso era appena iniziato”. La rimozione della mammella sinistra e dei linfonodi ascellari, infatti, è stato solo l’inizio di un percorso lungo e complesso. Dopo l’operazione, sono arrivate la chemioterapia e la terapia ormonale, con tutto il carico di effetti fisici e psicologici che comportano.
“Mi sono sentita smarrita e svuotata della mia identità: proprio io, che ho fatto della cura del corpo e del fisico il centro della mia vita privata e lavorativa… Con lo sport, però, ho ritrovato una dimensione in cui ero io a decidere, ero io che davo istruzioni ai miei muscoli e ai miei arti, un piccolo potere su me stessa che a livello psicologico superava l’effetto del medicinale che in quel momento mi faceva stare male. Posso dire con certezza dire che lo sport è stato una parte fondamentale del mio percorso di guarigione”.
Esclusi i periodi post-operatori, Patricia non ha mai smesso di muoversi. Allenandosi ha alleggerito ansie e stress, ridimensionato la paura, recuperato energie, liberato la mente.
“Sono sempre stata consapevole dell’efficacia dello sport per il benessere psicofisico, ma mettevo al primo posto i suoi effetti sull’estetica. Oggi per me l’attività fisica è prima di tutto salute e prevenzione. Indosso i guantoni con fierezza e cerco di testimoniare che, passo dopo passo, si possono affrontare anche le sfide che sembrano più insormontabili. Fare sport significa volersi bene, anche nei momenti in cui ti senti più abbattuto”.
Brooklyn Fitboxing e LILT insieme per la prevenzione
Abbiamo conosciuto Patricia in occasione di un evento organizzato da LILT Milano, Monza e Brianza insieme a Brooklyn Fitboxing, azienda di origine spagnola con numerose palestre anche in Italia.
Ogni anno, attraverso la Fondazione HIT4CHANGE (H4C), Brooklyn Fitboxing devolve l’1% delle entrate a progetti di solidarietà e sostiene la ricerca medica. Nel mese di ottobre, dedicato alla prevenzione del tumore al seno, l’azienda promuove una campagna di sensibilizzazione per incoraggiare le donne a prendersi cura di sé e a effettuare controlli regolari.
LILT, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, è un punto di riferimento della prevenzione oncologica.
Ci siano allenate insieme a Patricia, toccando con mano tutta la sua forza e sperimentando l’efficacia delle sue sessioni di fitboxing.
Prevenzione del tumore al seno: le regole d’oro per la salute femminile
Patricia oggi si impegna anche nella diffusione della cultura della prevenzione, invitando tutte le donne ad adottare uno stile di vita sano e attivo.
Ecco alcuni comportamenti che possono davvero fare la differenza.
Seguire una dieta equilibrata
Preferire frutta, verdura e cereali integrali, riducendo i cibi ultraprocessati e ricchi di zuccheri.
Fare attività fisica regolare
Anche 30 minuti di cammino al giorno possono aiutare a mantenere il corpo in salute e a ridurre il rischio di tumori.
Mantenere il peso forma
Il sovrappeso è un fattore di rischio importante per molte patologie, incluso il tumore al seno.
Limitare alcol e fumo
Due abitudini che aumentano significativamente il rischio oncologico.
Gestire lo stress e dormire a sufficienza
Il benessere mentale è parte integrante della prevenzione.
Effettuare screening regolari
Mammografie, ecografie, visite senologiche e screening permettono di individuare precocemente eventuali anomalie.
Fare l’autopalpazione del seno
Un gesto semplice ma fondamentale per riconoscere subito cambiamenti sospetti come noduli o alterazioni della pelle.
Sport, prevenzione e consapevolezza: il messaggio di Patricia
La storia di Patricia Sala è una testimonianza di resilienza, speranza e amore per la vita. Attraverso lo sport ha ritrovato energia, fiducia e la voglia di ricominciare, trasformando una battaglia personale in un messaggio universale: “fare sport significa volersi bene. Sempre, anche quando sembra impossibile.”
Foto di copertina. Credits: Brooklyn Fitboxing




