Lesioni al menisco
Salute

Lesioni al menisco: cause, sintomi e cure per tornare a muoversi senza dolore

03/11/2025
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I dolori al ginocchio sono tra i disturbi articolari più comuni, soprattutto tra chi pratica sport o conduce una vita attiva. Spesso, la causa è rappresentata dalle lesioni al menisco, una piccola struttura fibrocartilaginea che svolge un ruolo fondamentale nella stabilità e nella mobilità dell’articolazione. I problemi meniscali non vanno mai trascurati: anche un piccolo disturbo può essere il segnale di una lesione che, se non curata, può compromettere la funzionalità del ginocchio nel tempo. Con una diagnosi precoce e una riabilitazione mirata, però, è possibile recuperare completamente e tornare a muoversi senza dolore.

Cos’è il menisco e a cosa serve

Ogni ginocchio è dotato di due menischi: uno mediale (interno) e uno laterale (esterno). Si tratta di due strutture fibrocartilaginee poste fra il femore e la tibia, due specie di cuscinetti che agiscono come “ammortizzatori” naturali, distribuendo il peso del corpo e riducendo l’attrito fra le ossa. Grazie ai menischi, il ginocchio mantiene stabilità durante i movimenti e resiste agli urti, rendendo possibile correre, saltare o semplicemente camminare.

Secondo i dati della SIOT- Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, le rotture meniscali sono tra le patologie ortopediche più frequenti. Basti pensare che ogni anno, vengono eseguiti circa 100.000 interventi chirurgici di riparazione. Le lesioni meniscali possono comparire a qualsiasi età, ma sono più frequenti negli uomini tra i 20 e i 40 anni, spesso a causa di traumi legati all’attività sportiva. Nelle donne sono più comuni le lesioni degenerative legate a invecchiamento e usura articolare, specie dopo i 50 anni.

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Le principali cause dei problemi al menisco

Le lesioni meniscali possono avere origine traumatica e/o degenerativa.

  • Traumatica: le lesioni traumatiche sono tipiche degli sportivi, soprattutto in quelli che praticano attività che richiedono rotazioni o cambi di direzione rapidi (come calcio, sci, tennis o basket). Infatti, una torsione improvvisa o un movimento brusco del ginocchio possono causare la rottura del menisco.
  • Degenerativa: frequente dopo i 40-50 anni, questa forma è dovuta all’usura naturale del tessuto cartilagineo, che con il tempo perde elasticità e resistenza. In questi casi, anche piccoli movimenti possono provocare una lacerazione.

Lesione al menisco: sintomi da non sottovalutare

I segnali che possono indicare un problema al menisco sono:

  • dolore al ginocchio localizzato all’interno o all’esterno a seconda del menisco coinvolto, che tende a diventare più intenso piegando o ruotando l’articolazione;
  • gonfiore;
  • rigidità articolare;
  • difficoltà a estendere completamente la gamba e in generale nei movimenti;
  • sensazione di “blocco” o “scatto” durante il movimento;
  • in alcuni casi, sensazione di instabilità o cedimento del ginocchio.

“In presenza di questi sintomi– spiega il prof. Rocco Papalia, Vice presidente SIOT, Rettore designato dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e Direttore della UOC di Ortopedia e Traumatologia della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma – è fondamentale una visita specialistica perché una diagnosi precoce evita complicazioni e peggioramenti”. In genere, la diagnosi avviene tramite visita clinica ed esami strumentali come risonanza magnetica o ecografia.

Come curare il menisco senza operare?

Il trattamento dipende dal tipo e dall’entità della lesione, dall’età del paziente, dalle sue condizioni generale e dal suo stile di vita. In genere, nei casi lievi e in quelli degenerativi si opta inizialmente per la terapia conservativa, che consiste in riposo, applicazione di ghiaccio, uso di antinfiammatori, fisioterapia e rinforzo muscolare. L’obiettivo è ridurre il dolore e recuperare la mobilità. Spesso, sono indicate anche le infiltrazioni di acido ialuronico, una sostanza normalmente contenuta all’interno delle articolazioni, in grado di ridurre l’infiammazione e il dolore.

Quando il menisco è da operare

Se il menisco è lesionato in modo grave, il dolore persiste nonostante i trattamenti conservativi o subentrano blocchi articolari, invece, può essere necessario l’intervento chirurgico. Oggi, il gold standard è rappresentato dall’artroscopia, una tecnica mini-invasiva che permette di riparare o rimuovere la parte danneggiata, con tempi di recupero più rapidi rispetto a un intervento tradizionale.

“Grazie a piccoli tagli e a una telecamera inserita nel ginocchio, il chirurgo può vedere bene l’interno dell’articolazione e intervenire con
precisione. Questo si traduce in meno dolore post-operatorio, minor rischio di infezioni e una guarigione più veloce” sottolinea il prof. Pietro Simone Randelli, Presidente della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia-SIOT, Ordinario di Ortopedia dell’Università degli Studi di Milano e Direttore della Clinica Ortopedica dell’Istituto Gaetano Pini. “Inoltre, la riabilitazione è più breve e spesso il paziente può tornare alle sue attività quotidiane o sportive in tempi più rapidi. Infine, l’artroscopia permette di preservare il più possibile il tessuto sano del menisco, migliorando la funzionalità futura del ginocchio”.

In linea di massima, per le attività leggere bisogna aspettare almeno una-due settimane, mentre sport e sforzi più intensi almeno quattro-sei settimane. Per favorire la guarigione e ridurre il rischio di disturbi futuri, è importante attenersi alle indicazioni del medico per la fase post-chirurgica.

Ottime speranze arrivano poi dal trapianto di menisco e dalle terapie rigenerative, come l’uso di cellule staminali o di materiali biologici. Tuttavia, oggi sono tecniche riservate a casi selezionati.

Prevenzione: come proteggere i menischi

Per prevenire i problemi al menisco, è utile:

  • mantenere un buon tono muscolare, soprattutto nei quadricipiti e negli ischiocrurali;
  • evitare movimenti bruschi o torsioni improvvise del ginocchio;
  • usare calzature adeguate e stabili;
  • controllare il peso corporeo per ridurre il carico sulle articolazioni;
  • fare stretching prima e dopo l’attività fisica;
  • correggere i movimenti nello sport;
  • ascoltare i segnali del proprio corpo e intervenire precocemente.

Foto di copertina di u_if8o5n0ioo via Pixabay