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Nuove abitudini alimentari: merito della maggior scolarizzazione o della lunga crisi economica?

Nuove abitudini alimentari: merito della maggior scolarizzazione o della lunga crisi economica?

Dieci anni di crisi economica che hanno portato il paese e molte famiglie sull’orlo della bancarotta, hanno inciso e non poco, anche sulle abitudini alimentari degli italiani.

Se è vero che oggi si mangia meno, si mangia in modo più consapevole, si riempie il carrello della spesa con prodotti più green, seguendo magari la tendenza al cibo biologico, vegano o vegetariano, buona parte della colpa va addebitata alle minori risorse economiche che entrano nelle case.

In pratica, l’orologio del tempo ha cominciato a girare all’indietro, tornando all’epoca dei nonni o dei bisnonni, quando mettere insieme il pranzo con la cena era molto più difficile e complicato.

L’altra faccia della medaglia di questo fenomeno è che questa “tendenza” ha anche risvolti positivi; si mangia meno, ma meglio, almeno sul piano del benessere e della salute individuale.

Nuove abitudini alimentari: moda o necessità?

Sull’onda di questa nuova tendenza, sugli scaffali dei supermercati sono comparsi alimenti introvabili da tempo se non nelle erboristerie e drogherie specializzate, come la curcuma, lo zenzero, il tandoori, il sumac, il topinambur e varie altre spezie più o meno esotiche, spesso spacciate per utili contro il colesterolo, i trigliceridi, il diabete, i radicali liberi, se non proprio contro il cancro.

Nuove abitudini alimentari: merito della maggior scolarizzazione o della lunga crisi economica?Ad evidenziare le nuove abitudini alimentari degli italiani è un recente studio della Coop, che mostra la consistente riduzione del consumo di carne, vino, pasta, pane nella nostra dieta negli ultimi anni, associato ad un confortante aumento del consumo di frutta, verdure, pesce e, soprattutto, di prodotti salutistici, senza glutine, poveri di uova, sale o lattosio, oltre a quelli della filiera biologica.

Un altro aspetto che la ricerca ha evidenziato è l’attenzione dei consumatori verso il contesto ambientale, portandoli alla scelta di prodotti con confezioni eco-compatibili e facilmente riciclabili.

Anche la cura del corpo ha assunto in questi ultimi anni una diversa e più marcata importanza; se le mille tipologie di dieta hanno sempre avuto un ruolo di rilievo nei bilanci, oggi c’è ancora maggior consapevolezza che per stare bene e vivere più a lungo è indispensabile curarsi meglio, sia con i farmaci, in particolare pillole, e integratori vari, che con l’alimentazione e la pratica sportiva; è vero anche che il benessere diffuso che si sta assottigliando a causa della crisi, ha portato ad un aumento dei livelli di stress, ansia e mancanza di sonno, con relativo aumento di consumo dei rimedi farmaceutici.

Nuove abitudini alimentari: attenzione alle bufale del web

Nuove abitudini alimentari: merito della maggior scolarizzazione o della lunga crisi economica?Il fattore culturale e la maggior scolarizzazione rispetto alle generazioni precedenti hanno sicuramente un ruolo importante in questo fenomeno; l’avvento di Internet, con i milioni di informazioni che porta, troppo spesso poco accurate se non “nocive”, ha determinato o meglio, indirizzato le nuove mode e abitudini alimentari, e questo non è sempre un fatto positivo.

L’esempio più eclatante è quello dei prodotti gluten-free, che molti consumano senza averne bisogno e senza aver approfondito col proprio medico se avessero un’intolleranza alimentare che ne richiede il consumo.

Purtroppo l’essere umano, seppur culturalmente evoluto, nella maggior parte dei casi non ha ancora imparato ad usare la propria coscienza critica e si lascia facilmente suggestionare dalle mode del momento o dal marketing sempre più aggressivo delle grandi aziende, magari acquistando prodotti simil-qualcosa, come per esempio il salame vegan o le bistecche di soia, per avere l’illusione di mangiare normalmente.

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Massimo Tommasini
Massimo Tommasini, esperto in editoria aziendale e ambiente

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