Punto nel vivo: la campagna dedicata all’allergia al veleno di imenotteri
Salute

Punto nel vivo: la campagna dedicata all’allergia al veleno di imenotteri

26/07/2021
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Riparte la campagna di informazionePunto nel vivo”.

Quest’anno le preoccupazioni delle persone allergiche al veleno di imenotteri sono rivolte soprattutto ai vaccini anti-Covid.

Per questo motivo gli specialisti hanno scritto il “Puntuario”, un e-book, in cui trovare le risposte degli esperti ai dubbi più ricorrenti sulle punture di api, vespe e calabroni.

L’ebook è scaricabile gratuitamente dal sito www.puntonelvivo.it e su www.facebook.com/puntonelvivo/.

Le punture di imenotteri: un problema molto frequente

Punture di api, vespe e calabroni, sono un problema più comune di quel che si pensa, soprattutto d’estate.

In Italia sono oltre 5 milioni le persone che ogni anno vengono punte da un’ape, una vespa o un calabrone.

A seconda dell’ambiente di vita e del tipo di attività si calcola che il 56-94% della popolazione adulta sia stata punta da un imenottero almeno una volta nel corso della vita .

Le reazioni locali estese, generalmente campanello di allarme per allergia, sono le reazioni allergiche più lievi, caratterizzate da un gonfiore intenso ed esteso, con un pomfo di almeno 8-10 cm di diametro e con una durata superiore alle 24 ore.

Le reazioni allergiche sistemiche possono interessare vari apparati:

  • l’apparato cutaneo-mucoso: pomfi di orticaria diffusi a tutto il corpo, gonfiore delle labbra, delle palpebre
  • l’apparato respiratorio: difficoltà di respiro, broncospasmo
  • shock anafilattico con perdita di coscienza.

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Il vaccino anti-Covid può essere fatto da chi ha avuto una reazione allergica da punture di imenotteri?

“I soggetti con allergia al veleno di imenotteri possono ricevere il vaccino anti-Covid.

Perché le reazioni allergiche, anche gravi, da punture di imenotteri non costituiscono una controindicazione al vaccino.

Tuttavia, è importante sottoporre ai pazienti un questionario allergologico che aiuti il clinico a stratificare il rischio di reazione.

Da un puto di vista concreto, nel caso in cui il soggetto abbia presentato una reazione allergica da puntura di imenotteri, diversa dall’anafilassi, il rischio di sviluppare una reazione allergica al vaccino anti-Covid è paragonabile a quello della popolazione generale.

Quindi non è necessario attuare alcuna particolare procedura ed è sufficiente tenere il soggetto in osservazione per 15 minuti dopo la vaccinazione“, spiega la professoressa Maria Beatrice Bilò allergologa e referente della campagna “Punto nel Vivo”.

Anafilassi e vaccino anti-Covid

Una precedente anafilassi da puntura di imenotteri non costituisce una controindicazione alla somministrazione del vaccino anti-Covid.

La vaccinazione può essere eseguita come da procedura standard (in ambiente vaccinale normale), ma con osservazione prolungata di 60 minuti.

“Dal momento che esiste un’associazione preferenziale tra reazioni anafilattiche gravi da allergia al veleno di imenotteri e mastocitosi sistemica indolente, è importante, nei soggetti che abbiano manifestato una reazione anafilattica severa, escludere una possibile di malattia clonale dei mastociti.

In presenza di entrambe le patologie, oltre alla osservazione prolungata, è opportuno eseguire una premedicazione con anstistaminico e suggerire al paziente di portare con sé l’adrenalina autoiniettabile“, dice Maria Beatrice Bilò.

Immunoterapia specifica: la terapia “salva-vita”

L’unica reale terapiasalva-vita” per le persone allergiche al veleno di imenotteri è l’immunoterapia specifica.

L’immunoterapia specifica per via iniettiva al momento attuale rappresenta l’unico presidio terapeutico in grado di prevenire efficacemente le reazioni allergiche sistemiche in caso di nuova puntura, con una efficacia protettiva superiore al 90% (per il veleno di Vespidi addirittura intorno al 95%).

Se eseguita per un minimo di 5 anni consecutivi, mantiene la sua efficacia anche per molti anni dopo la sua interruzione.

La sua importanza è tale che le Linee Guida sia Europee che Internazionali hanno confermato la necessità di proseguirla anche durante la pandemia da Covid-19.

Pazienti in immunoterapia specifica e vaccino anti-Covid

I pazienti in immunoterapia specifica per veleni possono fare il vaccino anti-Covid.

Infatti, l’immunoterapia specifica per veleni (VIT) non è una controindicazione alla somministrazione del vaccino anti-Covid.

Se il paziente sta effettuando la VIT questo può essere vaccinato con l’avvertenza di somministrare la vaccinazione a distanza di 48-72 h dalla VIT.

In modo da poter distinguere con chiarezza eventuali effetti collaterali (peraltro molto rari) attribuibili alla vaccinazione o alla VIT.

L’immunoterapia specifica è a carico del Servizio Sanitario Nazionale

L’immunoterapia specifica per veleni di vespula e di ape è stata recentemente riclassificata da AIFA in fascia H, garantendone quindi la distribuzione ospedaliera in regime di rimborso a carico del SSN.

Ponendo quindi fine alla sgradevole situazione che vedeva questa terapia fornita gratuitamente solo in alcune regioni italiane.

“Nel corso di quest’anno, per la prima volta è stata riconosciuta da AIFA la disponibilità senza spese per il paziente di due farmaci a uso ospedaliero per l’allergia ad ape e vespa.

Dopo decenni nei quali le Regioni si sono mosse in ordine sparso, la cura dei pazienti con questo problema è stata presa in carico dal Servizio Sanitario Nazionale.

La sicurezza e l’efficacia (potenzialmente salva-vita) di questi farmaci sono state valutate per mezzo di studi che ne hanno consentito la registrazione a livello europeo oltre che nazionale.

Indicando la via per tutti i prodotti che ambiscono a questo tipo di indicazione”, dice la professoressa Bilò.

È dal 1993 che studia, analizza e sfrutta il WEB. Dicono sia intelligente, ma che non si applichi se non sotto stress, in quel caso escono le sue migliori idee creative. Celebre la sua frase: “è inutile girarci in giro, chi non usa il web è destinato a fallire”. È docente di webmarketing per l’internazionalizzazione d’impresa, dove incredibilmente, per ora, è riuscito a non rovinare alcuno studente. In WMM si occupa di sviluppare modelli di business utilizzando logiche non convenzionali.