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Salute e benessere-L’osteoporosi? Non lasciare che ti rompa

Le fratture causate da osteoporosi costituiscono in Italia un importante problema, destinato ulteriormente a crescere per effetto dell’invecchiamento della popolazione. Si stima che nel 2017 in Italia si verificheranno circa 48,000 casi di fratture di femore causate da osteoporosi in donne over 65. Dati allarmanti che potrebbero essere drasticamente abbattuti se l’osteoporosi fosse opportunamente trattata.
Per contrastare questa emergenza nasce il “Mese della Prevenzione delle Fratture da Fragilità Ossea”: oltre 800 visite specialistiche gratuite saranno offerte a donne over 50 con rischio di frattura da fragilità ossea, presso 43 Centri specializzati, su tutto il territorio nazionale. Obiettivo di questa iniziativa è informare correttamente tutte le donne sulle conseguenze legate alla fragilità ossea, mettendo in atto interventi di natura preventiva: unica strada utile ad arrestare la spirale discendente della salute e della qualità della vita di chi è affetto da osteoporosi severa.

A partire dal 20 ottobre, Giornata Mondiale dell’Osteoporosi, per tutte le donne con hanno già avuto una fattura di femore (o con un rischio elevato di frattura) sarà possibile effettuare una visita specialistica gratuita presso un Centro specializzato in osteoporosi. Sono 43 i Centri che hanno aderito su tutto il territorio nazionale a questa iniziativa, mettendo a disposizione oltre 800 visite gratuite.
Con il progressivo invecchiamento della popolazione è inevitabile che aumentino le patologie croniche legate all’età e tra queste l’osteoporosi, già oggi causa in Italia di oltre 100.000 fratture di femore ogni anno. “A determinare l’insorgenza dell’osteoporosi, tuttavia, possono essere anche altre patologie, tra cui quelle reumatiche che in numerosi studi sono risultate strettamente associate alla fragilità
ossea”,   spiega il professor Luigi Sinigaglia, Presidente SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro). “E’ ormai scientificamente provato che l’osteoporosi aumenta nei pazienti affetti da artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, spondilite anchilosante e sclerodermia e questo avviene  sia  causa dei meccanismi specifici  legati alla natura delle diverse malattie, sia a effetti causati dai farmaci impiegati per il loro trattamento”.
La frattura di femore è spesso la prima manifestazione evidente di una osteoporosi già severa che nelle prime fasi è solitamente asintomatica provocando un progressivo indebolimento dell’osso. “Viene trattata chirurgicamente ma spesso la vera causa, ossia la fragilità ossea, non viene curata esponendo i pazienti ad un rischio elevato di ri-frattura”, dice il professor Paolo Cherubino presidente SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia). ” E’ infatti fondamentale che l’approccio degli ortopedici a questo tipo di fratture sia rivolto non solamente al trattamento chirurgico ma soprattutto alla definizione di un percorso diagnostico terapeutico adattato al paziente per permettere un corretto inquadramento della patologia di base, l’adozione di un trattamento appropriato e quindi la prevenzione di ulteriori fratture”.
Non meno importante è agire sui fattori di rischio che predispongono l’insorgenza dell’osteoporosi e possono determinare un incremento del rischio di frattura o rifrattura.
“L’obiettivo è quello di intervenire per tempo al fine di evitare che l’osso privato dei suoi componenti essenziali abbia un cedimento meccanico e vada quindi incontro ad una frattura da fragilità”, dice il professor Umberto Tarantino, Presidente GISOOS (Gruppo Italiano di Studio in Ortopedia dell’Osteoporosi Severa). “Al fianco dei fattori di rischio quali il sesso, l’età, la razza, la familiarità e la mancanza di un adeguato picco di massa ossea raggiunto durante l’accrescimento, vi sono delle abitudini personali che possono favorire lo sviluppo della patologia e aumentarne le complicanze. Tra queste fumo, alcool, vita sedentaria, dieta non equilibrata povera di calcio e vitamina D, sono tutti fattori di rischio sui quali è possibile intervenire in maniera preventiva”.

Per assicurarsi la visita gratuita offerta nell’ambito del “Mese della Prevenzione delle Fratture da Fragilità Ossea” è sufficiente collegarsi al sito www.stopallefratture.it, effettuare il DEFRA Test online, test di autodiagnosi per la valutazione del proprio rischio di frattura, o compilare un breve questionario, rispondendo ad alcune semplici domande. Le visite saranno garantite, a tutte le donne con pregressa fattura di femore o con un rischio elevato o molto elevato di frattura, fino ad esaurimento degli slot messi a disposizione dai Centri che hanno aderito alla Campagna dislocati su tutto il territorio nazionale (sul sito è possibile visualizzare il Centro Stop alle Fratture più vicino alla propria area di residenza).
Rimane attivo allo stesso tempo il servizio “100 Medici Stop alle Fratture” che permette a tutte le donne con rischio elevato o molto elevato di frattura di rivolgere una domanda via email ad uno specialista per ricevere gratuitamente informazioni e chiarimenti sull’osteoporosi severa.

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Rossana Pessione, Direttore responsabile

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